Si è svolta al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello” per l’anno 2018. La cerimonia, condotta da Francesco Pannofino, è stata aperta dagli interventi di Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi “David di Donatello”, di Stefania Sandrelli, che ha portato il saluto a nome del Cinema italiano, e di Dario Franceschini, Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Dopo la presentazione dei candidati, il Presidente Mattarella ha pronunciato un discorso. Erano presenti il Presidente dell’AGIS, Carlo Fontana, il Presidente dell’ANICA, Francesco Rutelli, esponenti della cultura, dell’arte, dello spettacolo, dell’industria e personalità rappresentative della società italiana.

Il cinema, ha commentato il capo dello Stato nel suo intervento, “esprime e produce cultura. Ne rappresenta una grande leva, diffusa nel tessuto sociale, che ci aiuta a comprendere il nostro tempo, e che ci fa, talvolta, scoprire realtà dimenticate. Questa edizione dei David è arricchita anche dal premio a Steven Spielberg. Nel suo straordinario percorso artistico è riuscito a esprimere il proprio talento nei generi più diversi. Lo ritengo un grande testimone di ciò che va detto sul cinema. Tutti voi siete sfidati a cambiare le tecniche, a interpretare i nuovi gusti, a rispondere a domande inedite del mercato, a guidare una macchina industriale complessa, ma i vostri prodotti, la vostra originalità continuano a offrire molto alla società in un tempo in cui l’estrema velocità dei ritmi rischia talvolta di schiacciare la fantasia e produrre una pericolosa omologazione”.

“Nell’interdipendenza crescente con la tv, con il web, con le multiformi piattaforme, il cinema continua ad avere il suo specifico ruolo, e il suo profilo. Peraltro, molti di voi realizzano e progettano anche prodotti televisivi, talvolta di grande valore, in cui tecnica e cultura cinematografica si fondono con i linguaggi del piccolo schermo. I confini non sono più così netti come un tempo: ma anche questo, credo, debba essere inteso come un’opportunità. Certo, occorre mettere a punto regole, assicurare al cinema condizioni di vivibilità, costruire opportunità di lavoro e di formazione per impedire che uno sviluppo squilibrato dei mercati tolga ossigeno all’industria del cinema e, quindi, anche alla creatività che essa sa esprimere”.

La nuova legge sul cinema, nata da un “proficuo dialogo in Parlamento e da un serio confronto con gli operatori del settore”, ha aggiunto Mattarella, “è ora alla verifica dei fatti. Il varo dei decreti attuativi suscita aspettative positive, e può aiutare produttori, distributori, autori a reperire le risorse necessarie per realizzare nuovi progetti, superando anche quei criteri arbitrari che suscitavano perplessità e talvolta polemiche. Molte delle norme stabilite dalla nuova legge sono storiche richieste del cinema. Mi auguro che ne tragga beneficio il talento italiano, che l’industria cinematografica possa crescere nei diversi comparti professionali, che nuove leve entrino in campo, e che anche le produzioni indipendenti, le start up e le imprese più piccole possano trovare modo di realizzare i loro lavori e di presentarle al pubblico. Di sicuro, il dialogo tra operatori e istituzioni deve continuare. La legge sul cinema apre una strada sulla quale procedere ancora, con determinazione, senza passi indietro. Per quanto mi riguarda, vi sarà il mio impegno affinché la qualità italiana possa esprimersi sempre meglio e confrontarsi, con prestigio, in Europa e nel mondo”.

“Investire sul cinema italiano vuol dire fornire risorse certe e procedure trasparenti. Vuol dire migliorare le sale, attrezzarne di nuove, talvolta impedire che chiudano sale storiche. Investire sul cinema vuol dire anche consentire ad esso i canali e gli strumenti per raggiungere il pubblico. Non posso che auspicare, ancora una volta, insieme a voi, che nella programmazione televisiva venga garantito il giusto spazio alle produzioni e alle co-produzioni italiane. Sono state poste le premesse per dare maggior forza ai nostri prodotti e ora occorre dare attuazione alle nuove norme, e utilizzarle”.

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