Monica-Barni fotografia“Non c’è soluzione di continuità tra le nostre due culture, che si sono intrecciate nel corso dei millenni. Con questa mostra lasciamo un seme culturale nuovo, che vivrà anche al di là dell’esposizione”. Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana e assessore alla Cultura della Giunta Rossi, è rientrata da qualche ora dalla Tunisia, dove è stata inaugurata una mostra sulle antichità romane provenienti dal paese africano e presenti da oltre tre secoli nelle collezioni degli Uffizi e nei depositi dell’Archeologico a Firenze. L’esposizione viene inaugurata a tre anni dall’attentato terroristico al Museo del Bardo del 18 marzo 2015. “È andata molto bene” spiega Barni ad AgCult, per poi rilanciare: “L’Italia può essere un leader della diplomazia culturale, a partire dall’area del Mediterraneo”.

“Le nostre due civiltà – aggiunge – si sono nutrite l’una dell’altra, c’è stata una commistione. Noi come Regione abbiamo deciso di rinsaldare il rapporto con la Tunisia anche dal punto di vista culturale, oltre ad altri tanti campi. Mi riferisco a quello amministrativo, perché esperti toscani hanno contribuito alla stesura della nuova Costituzione e nel prossimo mese di maggio si terranno nel paese le prime elezioni dei sindaci, che prima venivano nominati. Ma anche nel settore della sanità, in cui stiamo costruendo un nuovo progetto con alcuni soggetti toscani che operano nel comparto. C’è stata una collaborazione con l’agenzia italiana per la cooperazione e lo sviluppo, con il sindaco di Tunisi e con la nostra Anci”.

“Con la mostra – spiega Barni – vogliamo mettere in luce i rapporti millenari tra Toscana e Tunisia, anche grazie a un seminario di riflessione sui musei e sulla partecipazione culturale. Lasciamo un seme nuovo, qualcosa che non muore in pochi mesi”.

Lo scambio proficuo tra Toscana e Tunisia ha anche un forte valore di “diplomazia culturale”. “La cultura e l’istruzione – sottolinea la vicepresidente Barni – sono gli unici sistemi difensivi che abbiamo a nostra disposizione”, anche per combattere le ideologie terroristiche. “La comprensione dell’altro – dice – ha un potere straordinario. Anche noi, in Italia, dovremmo lavorare molto sui livelli di istruzione, che sono ancora molto bassi”. Occasioni come questa della mostra dimostrano che l’Italia può effettivamente svolgere un ruolo da leader: “Penso proprio di sì, se pensiamo anche ai caschi blu dell’Onu che hanno visto sempre il nostro Paese in prima posizione nei conflitti internazionali. Bisogna – conclude Barni – solo costruire progetti, programmare degli obiettivi e approfittare delle occasioni che ci vengono date”.

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