camera aula elezioni FaroLa cultura sia il terreno di confronto tra le forze politiche come terreno in grado di garantire coesione sociale e dialogo interculturale. E il primo atto qualificante del nuovo Parlamento sia l’approvazione della legge di ratifica della Convenzione di Faro. E’ l’appello che il presidente di Federculture Andrea Cancellato affida ad AgCult nel giorno di insediamento delle nuove Camere. “Ci auguriamo – dice il direttore della Triennale di Milano e presidente di Federculture – che tra i primi atti qualificanti della nuova legislatura ci sia la ratifica della Convenzione di Faro. Essa sottolinea il diritto dei cittadini alla partecipazione culturale. Riteniamo che questo possa essere un segnale importante di ritrovata unità della comunità nazionale intorno alla piattaforma culturale che è in grado di garantire la coesione sociale e il dialogo interculturale”.

Il presidente Cancellato coglie anche l’occasione per rilanciare la raccolta firme promossa su Change.org proprio da Federculture sul finire della passata legislatura affinché venisse approvato al fotofinish il disegno di legge del governo per la ratifica della Convenzione. Purtroppo quel ddl si è arenato al Senato subito prima di arrivare nell’aula di Palazzo Madama. Eppure proprio la presentazione del disegno di legge del governo aveva fatto ben sperare i tanti che da 5 anni ormai (l’Italia ha firmato la convenzione nel 2013) aspettano la ratifica parlamentare. Si pensava infatti che l’iniziativa governativa potesse accelerare l’iter della Convenzione per la cui ratifica erano già state presentate alla Camera e al Senato due proposte di legge gemelle, una dalla senatrice Elena Ferrara e una dalla deputata Giulia Narduolo. Ora Federculture orienta questa raccolta di firme all’approvazione il prima possibile della ratifica da parte di questo Parlamento.

LA CONVENZIONE

La Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società, siglata a Faro nel 2005, è stata sottoscritta dall’Italia nel 2013, ma non è ancora stata ratificata dal Parlamento italiano. La Convenzione, introducendo i concetti di “eredità culturale” e di “comunità di eredità”, promuove una nuova visione del rapporto tra patrimonio culturale e le comunità che lo custodiscono; riconosce che l’eredità culturale rientra tra i diritti dell’individuo a partecipare alla vita culturale e ne rimarca il valore ed il potenziale quale risorsa per lo sviluppo sostenibile e per la qualità della vita, incoraggiando processi di valorizzazione partecipativi.

La petizione promossa da Federculture lo scorso dicembre ha raggiunto circa 2.500 firme, oltre a quelle dei primi firmatari – Silvia Costa, Sneška Quaedvlieg-Mihailović, Flavia Piccoli Nardelli, Anna Ascani, Irene Manzi, Giulia Narduolo, Roberto Rampi, Giuliano Volpe, Alberto D’Alessandro, Cristina Loglio, Pier Luigi Sacco, Erminia Sciacchitano – ed è ancora sottoscrivibile sul sito change.org.

Rispondi