Alfonsina Russo ColosseoAl Salone internazionale del Restauro, dei musei e delle imprese culturali svolgono un ruolo da protagonista le nuove tecnologie applicate ai beni culturali. E uno spazio di riguardo lo occupano, in particolare, nello stand del Parco Archeologico del Colosseo che presenta ai visitatori i restauri reali e virtuali tra Palatino, Foro Romano e Domus Aurea. A raccontare ad AgCult gli ultimi sviluppi in campo archeologico del principale monumento italiano è la neo direttrice Alfonsina Russo. “Abbiamo partecipato al Salone di Ferrara con questo padiglione che un po’ racconta quelle che sono le ultime esperienze delle nuove tecnologie applicate ai beni culturali. In questo caso passiamo dal restauro reale, effettivamente realizzato sulla Cenatio Iovis sul Palatino, al restauro virtuale della Domus Aurea. In cui anche gli affreschi del palazzo imperiale di Nerone vengono raccontati attraverso un’applicazione molto interessante che è all’interno della Domus Aurea”.

IL PERCORSO

Il visitatore entra dalle sostruzioni traianee (dove si impiantano le terme di Traiano), attraversa il corridoio dove c’è anche una proiezione immersiva e arriva nella sala della volta dorata dove sono posizionate delle postazioni su cui il visitatore si può sedere e quindi indossare il visore. “Così – spiega la Russo – avrà la percezione di essere all’interno di un ambiente con una sensazione fisica della visita con un coinvolgimento sensoriale del visitatore”.

LE NUOVE TECNOLOGIE

Per quanto riguarda le nuove tecnologie, il lavoro dello staff del Parco Archeologico del Colosseo non si esaurisce qui. “Stiamo lavorando anche su altri siti del parco. Crediamo che il Parco debba diversificare la visita, debba essere più accogliente. La visita non deve essere solo quella frettolosa del turista, ma vogliamo dare la possibilità a tutti e soprattutto ai residenti, di poter godere dei monumenti in modo particolare attraverso le nuove tecnologie”.

GLI HORTI FARNESIANI E LA SUMMER SCHOOL

La direttrice è alla guida del Parco del Colosseo da appena due mesi, dopo che si sono concluse le procedure concorsuali per la guida dell’ultimo istituto autonomo, in ordine di tempo, dell’era Franceschini. Ma in questo breve tempo, la neo direttrice ha già battezzato un’importante novità del Parco: la riapertura degli Horti Farnesiani. “Questa prima esperienza che ho voluto sviluppare cercando collaborazione con le università e con i giovani. E già la prossima estate avvieremo una summer school per gli studenti del corso di laurea in restauro dei giardini e dei parchi storici”. Tuttavia, delle specie ospitate all’interno dei giardini è rimasto poco. “Adesso cercheremo di ripristinarle anche attraverso lo studio delle piante, anche di quelle piante particolari ed esotiche che tra il Cinquecento e Seicento erano state importate in Italia soprattutto per gli Horti Farnesiani”.

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