L’Europa chiama, i giovani rispondono. Torna a giugno l’European Youth Event che porterà a Strasburgo giovani under 30 da tutto il Vecchio Continente per confrontarsi su temi di attualità e presentare buone prassi. Ottomila partecipanti, oltre 300 relatori, circa 200 attività: sono i numeri dell’edizione 2018 (1-2 giugno) che vedrà protagonista anche l’Italia e il suo patrimonio culturale. Dal sud approderà al Parlamento europeo Re-Generation(Y)outh, un gruppo di giovani donne campane e lucane guidato da Giusy Sica: tra le tematiche che affronteranno, ci saranno l’apporto dell’Europa per la cultura e la rigenerazione urbana e culturale.

L’ANNO EUROPEO E LA CONVENZIONE DI FARO

Il primo panel si chiama #Europeforculture e vedrà protagonisti i giovani con esperienza nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio culturale europeo che condivideranno esperienze e best practice. “Noi ragioneremo sull’Anno europeo patrimonio culturale partendo da tutto il lavoro dell’Italia e dell’europarlamentare Silvia Costa, che è riuscita a far emergere questo messaggio per noi fondamentale”, ha detto ad AgCult Giusy Sica, che oltre a essere la team leader del gruppo italiano è project manager culturale e membro dell’Associazione italiana Giovani per l’Unesco. “Cercheremo di approfondire gli argomenti toccati a dicembre scorso al Forum di Milano – ha continuato – e porteremo le buone prassi legate al mondo delle associazioni e del non profit”. L’obiettivo è far emergere la voce dell’Italia: una “voce di realtà e progetti che esistono, come quelli che si muovono dalla Convenzione di Faro. Vorremmo rappresentare un buon auspicio – ha sottolineato orgogliosa Sica -, far capire che le comunità stanno facendo tanto e che è arrivata l’ora di ratificarla”.

RIGENERAZIONE URBANA E CULTURALE

Il secondo tavolo di lavoro (Urban-rural divide) si concentrerà sul rapporto tra paesaggio e aspetti urbani prendendo in considerazione le best practice di rigenerazione urbana. “Cercheremo di portare proposte concrete, elaborate a partire da buone prassi non solo da un punto di vista architettonico ma anche culturale e sociale”, ha sottolineato Giusy Sica. Dai piccoli territori ai grandi centri urbani: il gruppo italiano sta lavorando a “proposte per i territori periferici e marginali (sia nell’area beneventana che casertana partendo da centri che non sono urbanizzati) e per la città di Napoli dove – spiega ancora Sica – ci sono moltissime buone prassi. Stiamo definendo quelle che possono essere di maggior appeal e interesse”. Partendo dalla consapevolezza che “rigenerazione urbana” vuol dire anche “rigenerazione culturale e sociale” e che “l’Europa è ancora indietro – ha proseguito Sica -, non c’è una regolamentazione o una mappatura degli spazi inutilizzati. Bisogna spingere rispetto a queste proposte e delinearle da un punto di vista legislativo”.

RE-GENERATION(Y)OUTH: IL SOGNO EUROPEO E LA CARTA VINCENTE DELLA CONTAMINAZIONE

Re-Generation(Y)outh nasce dalla passione di Giusy Sica e da “un sogno che inseguo da un po’ di tempo”: quello europeo. Il gruppo di lavoro è composto da 13 giovani donne, “tutte colleghe – spiega la team leader – legate da esperienze professionali diverse, che per noi diventa una carta vincente”. L’idea alla base del progetto è “semplice e al tempo stesso rivoluzionaria”: affrontare le tematiche dell’European Youth Event “facendo convogliare saperi differenti, dal micro al macro significato, per poter arrivare a delle proposte che siano quanto più possibili una contaminazione di più esperienze”. Dalla medicina alla filosofia passando per la cultura, l’architettura, le lingue straniere e la giurisprudenza: le “ambasciatrici” dell’Italia a Strasburgo saranno, oltre a Giusy, Antonella D’Angelo, Chiara D’Amico, Emanuela Di Venuta, Gerarda Galdi, Letizia Milito, Michela Martirano, Morgana Bruno, Pegah Moshir Pour, Rosa Maria Gloria Basanisi, Sara Zaccagnino, Serena Mazzei e Silvia Parlato. La scelta di essere tutte donne non è casuale: “Rispetto al ranking europeo, l’Italia è ancora indietro nelle posizioni di leadership femminile e il nostro è anche un messaggio per le donne – ha detto Sica -: lavorare insieme si può e noi cercheremo di portare la nostra esperienza in Europa”.

LE PROSSIME TAPPE

L’ultima riunione del gruppo in vista dell’appuntamento di giugno è stata lo scorso 22 marzo all’Università degli Studi di Salerno, ma la preparazione è appena iniziata. “Saremo chiamate, a seconda delle varie formule in cui si svilupperanno i tavoli di lavoro, a dover dare già delle piccole proposte verso metà maggio – ha spiegato la team leader -, dei piccoli resoconti di ciò che porteremo ai tavoli di discussione”. La speranza è di “riuscire a essere incisive e di portare le nostre buone prassi all’interno del Report che sarà redatto”. A luglio, infatti, una relazione contenente le idee più efficaci discusse durante l’European Youth Event sarà distribuita a tutti gli europarlamentari mentre in autunno alcuni partecipanti presenteranno le proposte alle Commissioni ricevendo dei feedback. “Abbiamo una responsabilità molto importante – conclude Sica – . Ci aspettiamo di uscire da questa due giorni arricchite, ci piacerebbe essere ‘stravolte’ dalla contaminazione e dal confronto sia con i decisori politici sia con gli altri colleghi”.

L’EUROPEAN YOUTH EVENT

L’European Youth Event è un evento biennale lanciato per la prima volta nel 2014 con l’obiettivo di permettere ai giovani di partecipare attivamente al progetto europeo. Quest’anno è in programma la terza edizione: le attività si concentreranno intorno a cinque temi (giovani e anziani; ricchi e poveri; separati e insieme; sicuro e pericoloso; locale e globale) e i giovani europei potranno discuterne con personalità di rilievo e decisori politici.

Per approfondimenti:

Il programma 2018 dell’European Youth Event

Una rappresentanza del gruppo italiano:

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