europa anno europeo patrimonio culturale manovraOttenere che il patrimonio culturale (materiale, immateriale e digitale) fosse presente nelle politiche europee, non solo in quelle culturali ma anche nelle altre materie a competenza sussidiaria, concorrente ed esclusiva. Era questo uno degli obiettivi ‘politici’ dell’Anno europeo del Patrimonio culturale e i risultati stanno arrivando. Tuttavia, è necessario ancora tenere alta l’attenzione affinché ciò che è costato tanta fatica (anche all’Italia che è stato uno dei paesi che più di altri hanno voluto questo anno) possa portare i risultati sperati. E’ la sintesi e l’auspicio espressi da Giuliana De Francesco, Coordinatore nazionale dell’Anno europeo, del Segretariato generale del Mibact a margine del convegno che si è tenuto al Salone del Restauro, dei Musei e delle Imprese culturali di Ferrara sull’Anno europeo del patrimonio culturale in Italia.

LE POLITICHE UE

“C’è una grande crescita della visibilità trasversale del patrimonio culturale rispetto alle politiche europee. Questo è quello che si voleva ottenere a livello politico quando si è indetto l’anno europeo. Si voleva infatti che il patrimonio culturale fosse presente anche nelle altre politiche dell’Unione. Questo sta riuscendo”, ha detto ad AgCult Giuliana De Francesco condividendo un concetto – quello della crescita di visibilità trasversale – espresso nel corso del convegno a Ferrara anche da Pierluigi Sacco, Special Advisor per l’Anno Europeo del Patrimonio per il commissario europeo alla Cultura Tibor Navracsics.

A confermare la progressiva contaminazione delle politiche Ue con il fattore culturale, arriva anche il convegno che si è tenuto il 20 marzo a Bruxelles per affermare che la ricerca e l’innovazione possono alimentare soluzioni intelligenti e tecnologicamente avanzate per le sfide che l’Europa sta affrontando nel tentativo di proteggere e usufruire del suo patrimonio culturale. Una conferenza presieduta dai commissari Navracsics (Cultura), Moedas (Innovazione) e Gabriel (Economia). “Insieme hanno aperto e chiuso l’evento – ha notato De Francesco -: questa interconnessione delle politiche del patrimonio a livello europeo, il cosiddetto mainstreaming, sta funzionando”. Senza dimenticare anche che l’attuale presidenza bulgara sta lavorando a un testo di Conclusioni proprio sulla necessità di portare il patrimonio culturale in primo piano attraverso le diverse politiche Ue.

Il successo dell’Anno europeo è stato anche un successo dell’Italia che insieme ad altri pochi paesi ha spinto a tutti i livelli istituzionali affinché i avesse questo anno. “Ora – ha aggiunto Giuliana De Francesco – dobbiamo tenere alta l’attenzione in modo che ciò che ci è costato tanta fatica possa ottenere i risultati sperati. Serve un impegno coordinato non solo nel Mibact ma anche negli altri livelli istituzionali insieme alle organizzazioni della società civile e coinvolgendo il settore privato ogni volta che sia possibile”.

IL CONVEGNO AL SALONE DI FERRARA

Alla conferenza organizzata dal Mibact per fare il punto sull’Anno europeo è intervenuto anche il Consiglio d’Europa che ha sottolineato i valori europei (democrazia, cittadinanza, diritti umani, patrimonio culturale nello spirito della Convenzione di Faro per la costruzione di cittadinanza e di governance partecipativa) e anche illustrato i progetti del Consiglio che concorrono a creare una dimensione europea del patrimonio e della cittadinanza, in particolare gli itinerari culturali e le giornate europee del patrimonio.

Nel dettaglio è stata anche presentata la situazione italiana con l’intervento del consigliere del ministro Cristina Loglio. Spazio anche ad alcune iniziative faro del Ministero tra cui il Sistema museale nazionale (nell’intervento di Antonio Lampis, direttore della Dg Musei) e un filone molto promettente di attività (presentato da Martina De Luca della Dg Educazione e ricerca) che mette in relazione la partecipazione culturale delle persone alla salute, in particolare un progetto per i pazienti di Alzheimer. In ultimo, presentate anche i progetti locali della Regione Emilia Romagna che hanno fatto emergere l’estrema varietà delle iniziative e come il territorio sia assolutamente pronto a partecipare.

UNO SFORZO CORALE PER L’ANNO EUROPEO

Per quanto riguarda l’Anno europeo del Patrimonio culturale, ha detto in conclusione De Francesco, “siamo sulla buona strada. Si sta lavorando per raggiungere gli obiettivi politici che si avevano in mente quando è stato indetto l’anno europeo. Si sta lavorando affinché non siano persi di vista tutti i valori (espressi dalle convenzioni del Consiglio d’Europa o dall’articolo 9 della Costituzione italiana) che ispirano il nostro lavoro sul patrimonio culturale”. Innanzitutto “l’attenzione alle persone e lo sviluppo del rapporto tra la società e il patrimonio culturale. Dobbiamo tutti impegnarci di più e a tutti i livelli per portare a successo l’iniziativa che è stata molto voluta dall’Italia. Ci vuole uno sforzo corale di tutti”.

Rispondi