The Jackal al MANNUn floppy disk di “epoca preistorica” esposto in una teca tra le scoperte dell’Homo Sapiens. Oppure una mummia, impegnata in un selfie con due visitatori. Sono due passaggi del video realizzato dai “The Jackal” all’interno del Museo Archeologico di Napoli (MANN), dal titolo “L’esperto di cose presenta: L’evoluzione dell’intelligenza umana”.

Un’idea, quella di ingaggiare il gruppo satirico napoletano, che rientra nella strategia del Museo voluta dal direttore, Paolo Giulierini, il quale in occasione di una sua audizione in Commissione Cultura della Camera nei mesi scorsi ribadì l’intenzione di perseguire un piano di comunicazione più “smart” e “friendly”.

IL VIDEOGIOCO “FATHER AND SON”

Quasi un anno fa, infatti, fu rilasciato gratuitamente “Father and Son”, il primo videogioco prodotto e distribuito da un Museo, il MANN appunto. Si tratta di un gioco narrativo 2D a scorrimento laterale, che, spiegano dal Museo, “esplora sentimenti quali amore, sogni, paura, attraverso il viaggio di un figlio alla scoperta di un padre archeologo che non ha mai conosciuto. Durante l’esperienza, il protagonista attraversa diverse epoche storiche: dall’antica Roma, all’Egitto, passando per l’età borbonica fino alla Napoli di oggi. Quella che inizia come un’esperienza personale diviene così una storia universale e senza tempo, dove il presente ed il passato si alternano in una serie di scelte significative per il giocatore stesso”. Il MANN ha ovviamente un ruolo centrale nella storia.

I THE JACKAL

Il video dei “The Jackal” presenta con il solito approccio umoristico alcuni interni del Museo, parla della sezione egizia e della “Kalokagathia”, l’espressione che indica nella cultura greca del V secolo a.C. l’ideale di perfezione fisica e morale dell’uomo. Il video termina con “l’esperto di cose” che, narrando le fasi dello sviluppo dell’intelligenza umana, si avvicina alla sua macchina parcheggiata fuori dal Museo per verificare di averla chiusa: “Quelli fanno le Piramidi e io non mi ricordo se ho premuto un pulsante!”.

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