Campidoglio RomaSi sblocca finalmente la partita tra Roma Capitale e Ministero dei Beni culturali sulla designazione dei membri dei comitati scientifici dei musei autonomi che ricadono nel territorio della Capitale. Il Mibact ha infatti reso note le nomine dei membri ‘comunali’ dei musei statali autonomi di Roma. Ci sono voluti quasi due anni affinché il Campidoglio designasse i propri membri nei comitati scientifici degli istituti di cultura di rilevante interesse nazionale voluti dall’ormai ex ministro Dario Franceschini. E lo fa, con un tempismo che non appare casuale, proprio all’indomani delle elezioni politiche che hanno sancito la netta sconfitta del Pd e l’affermazione del Movimento 5 Stelle e del centrodestra.

IL GELO

Da quando a Roma si è insediata la giunta pentastellata guidata da Virginia Raggi, sono stati costituiti da Franceschini sei nuovi musei autonomi nazionali con sede nella Capitale. In base al decreto 23 dicembre 2014 (quello della riforma museale che dà vita ai grandi musei autonomi), i comitati scientifici dei nuovi istituti di cultura ‘di prima fascia’ sono composti da cinque membri e uno di questi viene designato proprio dal Comune dove ha sede il museo. Solo che in questo caso la Giunta Raggi e il vicesindaco Luca Bergamo non avevano mai sbloccato le nomine in aperto contrasto con Franceschini. Il casus belli era da ricercarsi nella volontà del ministro (poi effettivamente realizzata) di scorporare il Colosseo dall’area archeologica centrale per creare un Parco archeologico autonomo. Un’operazione apertamente contrastata dalla giunta romana con tanto di ricorso al Tar conclusosi, dopo varie vicissitudini, con una vittoria della linea ministeriale.

LE NOMINE

Dopo mesi di gelo, ora invece la situazione si è sbloccata. Con decreti del 27 marzo, il Mibact ha integrato con i componenti ‘comunali’ i comitati scientifici dei musei autonomi istituiti nel 2016: Roma Capitale, con nota prot. 17570, ha indicato il 19 marzo i suoi membri designati. Si tratta di Fausto Zevi nel caso del Parco archeologico di Ostia Antica; di Anna Mura Sommella nel caso del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia; di Maria Pia Guermandi nel caso del Parco Archeologico dell’Appia Antica; di Paolo Liverani nel caso del museo Nazionale Romano. Tuttavia, manca ancora all’appello il membro del Parco Archeologico del Colosseo il cui board scientifico è stato nominato lo scorso 24 gennaio (senza appunto il membro designato dal Campidoglio).

I COMITATI SCIENTIFICI

Il comitato scientifico dei musei statali autonomi è un organo consultivo a supporto del direttore sulle questioni di carattere scientifico nell’ambito di attività dell’istituto. Tra queste: la verifica e l’approvazione, d’intesa con il Consiglio di amministrazione, delle politiche di prestito e di pianificazione delle mostre.

Il Comitato scientifico è composto dal direttore dell’istituto, che lo presiede, e da un membro designato dal Ministro, un membro designato dal Consiglio superiore “Beni culturali e paesaggistici”, un membro designato dalla Regione e uno dal Comune ove ha sede il museo. I componenti del Comitato sono individuati tra professori universitari di ruolo in settori attinenti all’ambito disciplinare di attività dell’istituto o esperti di particolare e comprovata qualificazione scientifica e professionale in materia di tutela e valorizzazione dei beni culturali.

I componenti del Comitato non possono essere titolari di rapporti di collaborazione professionale con il museo, né possono assumere incarichi professionali in progetti o iniziative il cui finanziamento, anche parziale, è a carico del museo.

Approfondimenti:

Decreto di integrazione del Comitato scientifico del Parco Archeologico di Ostia Antica

Decreto di integrazione del Comitato scientifico del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Decreto di integrazione del Comitato scientifico del Parco Archeologico dell’Appia Antica

Decreto di integrazione del Comitato scientifico dei Musei delle Civiltà

Decreto di integrazione del Comitato scientifico del Museo Nazionale Romano

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