Luca Braia“Al di là del nome e della persona, avrei immaginato per la presidenza della Fondazione Matera-Basilicata 2019 un altro e alto profilo proveniente, perché no, dal mondo della cultura inteso in senso ampio o delle arti, un profilo realmente rappresentativo e di prestigio nazionale o internazionale in grado magari di attrarre ulteriori interessi e attenzioni da tutto il mondo”. Lo dichiara l’assessore alle Politiche agricole della Regione Basilicata, Luca Braia. “Oggi che il dossier è oltremodo costruito anche nei dettagli, oggi che la Fondazione ha un budget ben definito e assegnato, grazie all’impegno del Governo, dei Parlamentari Pd Antezza-Vico-Covello e della Regione, la stessa Fondazione necessita, a mio parere, solo di avere un management in grado di attuare e gestire le attività programmate, avviando procedure trasparenti, celeri ed efficaci. La politica utile – prosegue Braia – è quella che fornisce gli indirizzi, che disegna prospettive, che sa essere umile al servizio di tale azione, svolgendo il ruolo di facilitatore in grado di creare contesti virtuosi in cui, nel caso specifico, il progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 possa esplicarsi, portando lo sviluppo e l’economia attesa e a essa connessa sull’intero territorio regionale”.

“Continuare così – spiega Braia – credo non ci porti da nessuna parte. Il risultato del Pd e del centro sinistra, registrato il 4 marzo scorso, ha avuto un significato importante che non può rimanere inascoltato. La direzione politica del Partito Democratico ha indicato una strada chiara e netta da seguire e che sarebbe stato fondamentale praticare sin da subito: mettersi tutti in discussione e provare a ricostruire il rapporto con la comunità, utilizzando metodi diversi, chiamando a responsabilità professionisti, magari giovani della nostra terra che operano sul territorio o che vivono altrove, ascoltando cittadini, gruppi e associazioni e mettendo in atto atteggiamenti di collegialità e condivisione reale nelle scelte. Le dimissioni da Presidente della Fondazione Matera Basilicata 2019 del 13 marzo scorso, da parte della rettrice Aurelia Sole che ringrazio per il buon lavoro svolto nonostante le difficili condizioni in cui ha operato, avvenute in coincidenza del cambio di statuto della Fondazione stessa, alla luce di quanto accaduto proprio il 4 marzo, sono risultate ai più, intempestive. Per me anche inopportune, perché indotte da meccanismi e/o vincoli che ritengo non siano in linea con le aspettative della comunità che in questo momento vuole e richiede soprattutto alla politica meno condizionamenti, più operatività per il raggiungimento di obiettivi, oltre che una maggiore terzietà nelle scelte, senza che queste debbano essere o apparire precostituite e/o predestinate. Fondamentali – conclude Braia – saranno le prossime settimane, per capire se la lezione del 4 marzo sarà stata acquisita e metabolizzata. Prendere le distanze da quanto accaduto, per metodo prima che per merito, è per ora il ‘minimo sindacale’ per chiarire con la comunità lucana e materana i differenti modi di agire e le differenti visioni esistenti, definendo anche i diversi livelli di responsabilità sulle scelte compiute a prescindere dai risultati, che spero in positivo tale designazione determinerà”.

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