Settimana Santa SezzeCon la Convenzione 2003 per la Salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale l’UNESCO ha acceso i riflettori su una preziosa tipologia patrimoniale, quella dell’immateriale, che ha impegnato negli ultimi 15 anni comunità scientifica, governi e comunità onusiana in una importante riflessione su ciò che si intende per “cultura”, veicolando i concetti di espressività e creatività immateriale e di patrimonio “intangibile” trasmesso di generazione in generazione, nei secoli, in tutti i Paesi del mondo. Le feste, le musiche, le danze, il teatro. La lingua, il saper fare artigiano, il rapporto tra l’uomo e la natura. Ambiti di grande fascino e luoghi della relazione, importanti tanto quanto le espressioni del patrimonio materiale, monumentale, naturalistico alle quali sono biunivocamente e intrinsecamente legati.

La Sacra rappresentazione di Sezze, messa in scena il Venerdì Santo nel centro storico della cittadina setina da 750 tra attori e figuranti di tutte le età, in pregevoli costumi e armature frutto di un consapevole saper fare artigiano, fa risalire le sue origine al Seicento, come la maggior parte delle rappresentazioni della Settimana Santa che fanno capo ad Europassione per l’Italia. E’ l’associazione che dal 2013 fa un percorso condiviso di comunità, bottom up, dal basso, per proporre al Registro delle Buone Pratiche UNESCO la costante attività di salvaguardia messa in atto negli ultimi 30 anni da questa associazione che è parte integrante e fondativa dell’antico progetto Passio Domini in Europe, che coinvolge 150 sodalizi dell’Europa centro-mediterranea. E che presenterà agli organi ministeriali competenti il dossier di candidatura nei prossimi mesi.

LA RAPPRESENTAZIONE

Il passo cadenzato dai colpi decisi sul tamburo con cui il pausiere scandisce il ritmo di marcia della truppa romana, sui “sergi” setini fa già immaginare la via verso la Croce. Sono tutti giovani, questi soldati. Anche le coroncine di fiori di pesco e d’acanto sono pronte a cingere i capelli della vergine che accompagna Maria allo sposalizio con Giuseppe e dell’ancella che consegnerà a Giuditta la testa di Oloferne. In ordine e in attesa anche gli elmi, le corazze, i calzari, le lance, i littori, i vessilli. Un’intera comunità a lavoro: segreteria di coordinamento, scenografi, costumisti, sarti, truccatori. Il teatro dentro il teatro. La comunità d’eredità che, nel terzo millennio, rinnova il suo patto di collaborazione, di integrazione, di dialogo. Sempre, da secoli, allo stesso modo.

PATRIZIA NARDI

“Una rappresentazione, appunto. Non uno spettacolo” ha dichiarato Patrizia Nardi, responsabile tecnico-scientifico del progetto di candidatura UNESCO. “Un momento di grande emotività, laica e spirituale, ognuno poi la legge con i suoi parametri, che coinvolge il pubblico nella condivisione di un sentire comune. Che ci piace interpretare come un momento di comunione, in cui si supera la conflittualità implicita all’umano vivere, catarticamente. E’ in fondo quello che sottende il significato religioso della Settimana Santa e che coincide perfettamente con quello che è il motivo fondante dell’UNESCO: superare i conflitti tra comunità, gruppi, individui; partecipare, attraverso il simbolismo e la pregnanza del patrimonio culturale, ad armonizzare le relazioni, a prevenire i conflitti, a mantenere la pace”.

FRANCISCO MORALES

“E’ un percorso molto importante quello italiano che vuole valorizzare e promuovere, nel contesto internazionale unescano, una tradizione molto antica, che è il cuore della civiltà europea” ha detto il prof Francisco Javier Lopez Morales. “Gli ambiti del patrimonio immateriale non si limitano ad una sola espressione, includono l’arte della rappresentazione, le tecniche artigianali tradizionali, consuetudini sociali come le feste, tradizioni ed espressioni orali e la conoscenza della natura nel suo rapporto con l’uomo. Quindi le sacre rappresentazioni, i riti ma anche la musica e la recitazione, che sono elementi imprescindibili che riprendono una pratica cerimoniale interpretandola in modo teatrale da secoli. Un percorso importante, portato avanti con serietà e partecipazione attiva delle comunità, e la premessa per un buon risultato finale. Continuerò a seguire molto da vicino questo entusiasmante contesto”.

FEDERCULTURE

Il sostegno al patrimonio culturale immateriale a questo percorso di candidatura viene anche da Federculture, che negli ultimi anni ha dato molta attenzione al patrimonio culturale immateriale, inserendo il tema nei Colloqui internazionali di Ravello Lab 2017. “L’economia della conoscenza sta determinando una fase di profondo cambiamento delle dinamiche che determinano lo sviluppo dei territori sulla base di processi identitari”, ha detto Claudio Bocci, Direttore di Federculture. “Il patrimonio culturale, materiale e immateriale, non è un fattore aggiuntivo ma un fattore costitutivo della crescita sociale ed economica del Sistema Paese”.

ELIO MAGAGNOLI

Il Presidente dell’Associazione Passione di Cristo di Sezze, Elio Magagnoli, ha aggiunto: “La rappresentazione che ogni anno viene riproposta lungo le vie di Sezze è soprattutto un evento di comunità, in cui l’intera popolazione è coinvolta in veste di partecipante o spettatore attivo, immerso nelle emozioni del corpo passionato. Nel riproporre in chiave contemporanea l’antico rito legato alle processioni medievali della Settimana Santa, la rappresentazione di Sezze presenza elementi di unicità, quali la riproposizione itinerante delle scene in una sorta di teatro camminato e la presentazione dei momenti salienti del Vecchio e Nuovo Testamento”.

A Sezze, oltre il prof. Morales, Patrizia Nardi e Claudio Bocci, erano presenti anche le massime autorità istituzionali del territorio e della regione e i rappresentanti dei Corpi Militari e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma per ricordare i caduti in occasione del Centenario della fine della Prima Guerra Mondiale.

Rispondi