fonte-fontecchio-convenzione-faroRatificare la Convenzione di Faro il prima possibile “è assolutamente essenziale” e deve diventare “una priorità del lavoro delle commissioni parlamentari appena si insedieranno”. Elena Ferrara e Giulia Narduolo, tramite AgCult, rivolgono un appello ai colleghi parlamentari affinché uno dei primi atti del nuovo Parlamento sia proprio varare “all’unanimità” la legge di ratifica della Convenzione di Faro. Senatrice una, deputata l’altra, nella XVII legislatura hanno presentato, ognuna nel proprio ramo del Parlamento, due leggi gemelle che prevedevano proprio la ratifica della carta sottoscritta a Faro nell’ottobre del 2005 e firmata dall’Italia nel 2013. Sul finire della legislatura era arrivato anche il disegno di legge del Governo che sembrava potesse dare nuovo impulso all’iter di approvazione. Purtroppo il percorso della legge si è arenato nell’Aula del Senato senza riuscire a vedere la luce.

In questa legislatura tuttavia, complice il risultato tragico del Partito democratico a livello nazionale, nessuna delle due parlamentari è riuscita a tornare in Parlamento. Toccherà pertanto a qualcun’altro dare il nuovo via alla proposta di legge di ratifica. “Potrei sollecitare qualcuno del mio partito, anzi lo farò. Prendo questo impegno”, assicura Giulia Narduolo. Mentre Ferrara è convinta che “una garanzia in più per non far cadere il tema in Parlamento viene dall’incarico di capogruppo Pd affidato ad Andrea Marcucci, presidente nella passata legislatura della Commissione Cultura di Palazzo Madama”.

GIULIA NARDUOLO

Approvare la legge di ratifica della Convenzione di Faro, spiega Giulia Narduolo ad AgCult, “è una priorità del lavoro delle commissioni appena si insedieranno. Assumerebbe un significato simbolico nell’anno europeo del patrimonio culturale partire con questo provvedimento”. Io auspico fortemente – aggiunge la Narduolo che è anche tra i firmatari dell’appello di Federculture per una rapida approvazione della convenzione – che si faccia un passo in avanti. I testi ci sono, basta riprenderli e depositarli. Noi cercheremo di sensibilizzare i colleghi del nostro gruppo parlamentare”. L’appello però, spiega, va fatto a tutti. “E’ un tema talmente trasversale e che interesse il territorio e tutte le comunità locali. E’ giusto che sia un tema da portare avanti all’unanimità”.

ELENA FERRARA

“E’ assolutamente essenziale ratificare la Convenzione di Faro”, ragiona con AgCult Elena Ferrara. Che aggiunge: “Credo che il nuovo Parlamento non si lascerà scappare l’opportunità di ratificare in tempi brevi la Convenzione all’interno dell’Anno europeo del Patrimonio. Perdere questa occasione sarebbe veramente incomprensibile per l’Italia”. Soprattutto “dopo che il nostro Paese ha partecipato per cinque anni ai lavori e rientra tra quei paesi più convinti dei principi contenuti nella Convenzione”. Per fortuna, nota Ferrara, l’adesione delle forze politiche nella passata legislatura è stata molto trasversale. “Non vedo ragioni per cui non si possa inserire tra le priorità questa ratifica”.

Considerando pure che “per l’Europa e per l’Europa nel mondo è fondamentale” puntare su “una cittadinanza attiva che faccia del patrimonio culturale un’eredità vera”. Un luogo dove “ritrovare le proprie radici e dove immaginare uno sviluppo che non può prescindere da questa identità culturale”.

IL PIANO TRIENNALE DELLE ARTI E LA CONVENZIONE DI FARO

Per Elena Ferrara poi, è chiaro che “abbiamo capito che il diritto all’eredità culturale e all’accesso al patrimonio devono essere esigibili fin dai primi anni di vita. Da qualche mese abbiamo anche il decreto legislativo sulla cultura umanistica e l’accesso al patrimonio (relativi alla legge 107, ndr) ed è stato promulgato il dpcm che prevede il Piano triennale della arti”. Un piano triennale messo a punto dal Miur e dal Mibact che introduce una serie di misure per agevolare lo sviluppo dei temi della creatività nelle scuole e che richiama molto da vicino quello che è contenuto nella convenzione di Faro. “Provo a fare il ragionamento al contrario – riflette Ferrara -: esiste un percorso che sta già mettendo in atto a livello formativo, anche attraverso i rapporti di rete sul territorio intorno alle scuole, i principi effettivi della Convenzione, ora manca solo la ratifica, manca solo questo passo”. Allora facciamolo.

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