Monte Pietà NapoliIl ministero dei Beni culturali sottolinea che “qualsiasi uso o trasformazione del Monte di Pietà di Napoli in residenza alberghiera, anche in linea di mera ipotesi, non potrà essere realizzata se non previa autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza di Napoli, ferma altresì la coerenza dell’ipotizzata destinazione d’uso con lo strumento urbanistico vigente”. Il Collegio Romano assicura comunque che “i competenti uffici del ministero continueranno a svolgere al riguardo le proprie funzioni di vigilanza e tutela”. Così la sottosegretaria ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, risponde a un’interrogazione presentata nella scorsa legislatura dai deputati Valeria Valente, Carloni, Di Lello, Manfredi, Paris e Salvatore Piccolo, nella quale si chiedeva se il Mibact intendesse assicurare la tutela come bene culturale del Monte di Pietà di Napoli e se intendesse evitare che l’immobile, ad oggi nelle disponibilità di Intesa Sanpaolo Group Services S.c.p.a, cambi utilizzo e profilo.

L’edificio storico monumentale del Monte di Pietà fu realizzato quando alcuni nobili napoletani, acquistando il palazzo, ne affidarono il restauro all’architetto Gian Battista Cavagna, che nel 1598 vi realizzò anche la Cappella, ad oggi l’elemento di maggiore pregio architettonico e artistico dell’edificio. Il Monte di Pietà di Napoli, oltre a possedere un patrimonio storico-artistico con opere realizzate da Bernini, Caracciolo, Santafede, Fanzago, mobili e arredi di assoluto valore, rappresenta anche un capitolo fondamentale della storia sociale e civile della città, essendo stato prima una istituzione operante nel sostegno di coloro che non erano in grado di provvedere neppure al minimo per la propria sussistenza, poi come primo e solido germe del Banco di Napoli. L’intero complesso, comprendente il Palazzo del Monte e la Cappella, costituisce un bene architettonico e culturale di indiscutibile interesse artistico. Vista la sua posizione nel mezzo dell’area cittadina a più elevata capacità di attrazione turistica e vista la ricchezza del suo patrimonio monumentale e artistico, rilevano gli interroganti, il Monte di Pietà possiederebbe pienamente il profilo adeguato per diventare un’istituzione museale in grado di mantenersi in autogestione come altre ve ne sono nel centro storico di Napoli.

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