Uno studente su 6, iscritto alle Accademie delle belle arti statali italiane, è di nazionalità cinese. Cinesi che rappresentano più del 70% del totale degli stranieri che frequentano gli stessi istituti. È quanto emerge da un’analisi realizzata da AgCult dei dati pubblicati dal Miur e relativi al mondo AFAM, (Alta formazione artistica e musicale), riferiti a un periodo di tempo che va dall’anno accademico 2008-2009 al 2016-2017.

Sono 20 le Accademie delle belle arti, sparse su tutto il territorio nazionale, che rientrano nel sistema AFAM. Ospitano un totale di 25.091 studenti, di cui 17.032 donne e 6.084 stranieri. Circa 4.400 di questi arrivano dalla Cina.

LA CRESCITA, ANNO DOPO ANNO

Dal 2008-2009 la crescita degli iscritti stranieri nelle Accademie delle belle arti italiane è stata pressoché costante, con un vero e proprio boom tra il 2012 e il 2013. Dai 1174 stranieri nel 2008-2009 si è passati ai 1444 dell’anno successivo, con una crescita di circa 300 unità. Nel 2010 si è arrivati a quota 1827, mentre si è toccata quota 2493 nel 2011. All’inizio dell’anno accademico 2012-2013 il picco di immatricolazioni che ha portato la cifra complessiva a 3752 studenti stranieri, complice anche l’ampliarsi dell’offerta didattica degli istituti. Altro grande balzo in avanti nell’anno 2013-2014, con 4576 iscritti, che in un anno crescono di altre 1000 unità, arrivando a un totale di 5534 studenti del 2014-2015. Leggero rallentamento nelle immatricolazioni nel 2015-2016, quando il dato tocca quota 5720, fino ad arrivare ai 6084 del 2016-2017.

GLI ISCRITTI STRANIERI, REGIONE PER REGIONE

È sempre stata la Lombardia la Regione che ha ospitato il maggior numero degli studenti stranieri nelle Accademie di belle arti: 309 nel 2008-2009, che sono più che raddoppiati in 3 anni (654 nel 2011-2012), fino ad arrivare ai 1532 del 2016-2017. Si tratta di circa il 25% del totale su base nazionale. Molto gettonato anche il Lazio, che nel 2008 era partito un po’ in sordina (177 iscritti), ma che nel 2011-2012 aveva già visto crescere il numero fino a 637, per poi arrivare al 2017 con 1171. In terza posizione la Toscana che, partita fortissimo nel 2008 con 282 iscritti ha visto salire il numero l’anno successivo fino a 341 unità, che sono poi calate a 312 nel 2010. Da lì in poi una crescita costante fino ai 792 iscritti stranieri del 2017. L’Emilia Romagna è passata dai 105 studenti del 2008 ai 523 del 2016-17, il Veneto da 99 a 252, la Sicilia da 32 a 73. La Puglia ha decuplicato gli stranieri iscritti in 8 anni, passando da 27 del 2008 a 279 del 2016, così come il Piemonte che sale da 60 a 678. Meglio ancora ha fatto la Campania che passa da 21 a 368. Le Marche da 47 a 311, la Calabria da 6 a 40, infine l’Abruzzo da 9 studenti a 61.

DA DOVE ARRIVANO? STRAVINCE LA CINA

La Cina domina la classifica dei Paesi che hanno il maggior numero di studenti nelle Accademie delle belle arti italiane. Nel 2016-17 il numero dei ragazzi del paese asiatico arrivati ad apprendere l’arte italiana ha toccato quota 4400, su un totale di 6084 stranieri. Molto distanti altri due Paesi: Iran, che tocca il suo massimo di 500 studenti circa tra il 2012 e il 2014, la Russia e l’Albania.

IL DETTAGLIO DELLE NAZIONALITA’, ANNO PER ANNO

Nel 2008-2009 l’Asia è presente con 364 iscritti, uno in più dei Paesi Extra-Ue (363) e qualcuno in meno dei Paesi Ue, che guidano la classifica di “esportazione” di studenti. Molto distanti il Sudamerica (68), il Nordamerica (46), l’Africa (17) e l’Oceania con un solo studente.

Nel 2009-2010 inizia a cambiare la rotta. Dall’Asia arrivano in massa e diventano 535, di cui 170 cinesi, 78 iraniani e una sessantina dalla Corea del Sud. Dalla Ue sono 380 (soprattutto dalla Romania), dai Paesi extra Ue 373 (albanesi, ex jugoslavi e fanno capolino in maniera consistente i russi), 92 dal Sudamerica, 38 dal Nordamerica, 24 dall’Africa, mentre diventano 2 gli studenti dell’Oceania.

Nel 2010-2011 i cinesi da soli superano gli arrivi di ogni altro singolo continente. Sono 460, su un totale asiatico di 867, accompagnati da circa 200 iraniani e 80 coreani del sud. I paesi extra Ue superano quelli comunitari con 392 presenze a 391, grazie alla consistente fetta (circa 130) di albanesi. Sono 99 i sudamericani, soprattutto da Colomba e Brasile, 48 dal Nordamerica (prevalentemente Usa e Messico), 23 dall’Africa in leggera flessione e rimangono 2 dall’Oceania.

Nel 2011-2012 sono 1475 gli iscritti di nazionalità asiatica (con circa 1000 cinesi e circa 300 iraniani), 423 da extra Ue con una fortissima componente albanese, 405 dalla Ue, 117 dal Sudamerica con una grossa parte brasiliana (33 unità), 45 dal Nordamerica e torna a essere 1 lo studente dall’Oceania.

Nel 2012-2013 i cinesi raddoppiano e diventano circa 2000, su un totale asiatico di 2662, di cui fanno parte circa 500 iraniani. Sono 469 da extra Ue, 440 dalla Ue, 105 dal Sudamerica, 56 dal Nordamerica, 22 dall’Africa e 3 dall’Oceania.
Nel 2013-2014 ci sono 3578 studenti asiatici (2700 cinesi), 405 da paesi extra Ue (con circa 80 russi), 386 dalla Ue, 115 dal Sudamerica, 62 dal Nordamerica che tocca il suo dato massimo, 28 dall’Africa e 5 dall’Oceania.

Nel 2014-2015 dall’Asia diventano 4464 (3800 i cinesi, 500 gli iraniani e una sensibile crescita di iscritti sudcoreani e giapponesi), da paesi extra Ue sono 436 con 143 albanesi e 46 ucraini, 421 dall’Europa comunitaria, 122 dal Sudamerica, 52 nordamericani, 39 dall’Africa e 3 dall’Oceania.

Nel 2015-2016 rallenta lievemente l’incremento di studenti asiatici (che passano da 4464 a 4730) e conseguentemente anche dei cinesi (da 3800 diventano circa 4000). In 404 arrivano da paesi extra Ue con il sorpasso delle presenze russe (100) ai danni degli albanesi (93), mentre calano di 50 unità le presenze dai Paesi europei comunitari, che scendono a 372 (con leadership numerica ai rumeni e 25 ciprioti). Sono 131 i sudamericani, 44 gli africani che superano i nordamericani (35), sempre ultima la componente dall’Oceania, con 4 studenti.

Nel 2016-2017 sono 5066 gli asiatici (con circa 4400 cinesi), 431 quelli dei paesi extra Ue (crescono i russi con oltre 110 presenze e salgono anche gli ucraini), 374 dai paesi Ue (rumeni sempre al primo posto, ma con una crescita dei polacchi), 126 dal Sudamerica (con una prevalenza di colombiani), 50 dall’Africa (con 12 studenti del Marocco), 36 dal Nordamerica. Torna a essere una sola la presenza studentesca che arriva dall’Oceania.

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