Dario Franceschini Mibact RestauriCon lo stanziamento di 150 milioni di euro nel triennio 2018-2020, il governo ha messo fine alla problematica dell’erogazione dei contributi previsti dal Codice dei beni culturali relativi agli interventi volontari per restauri da parte dei proprietari, possessori, detentori di beni culturali. Il decreto Spending Review del 2012 aveva infatti sospeso fino al 31 dicembre 2015 la concessione del contributo assegnato ai privati, titolari di beni culturali, dagli articoli 35 e 37 del Codice dei beni culturali. La finalità di questa norma era (ed è) quella di sostenere i proprietari di immobili di particolare pregio culturale e per tale ragione assoggettati a normative specifiche la cui applicazione, garanzia di tutela del patrimonio culturale del nostro Paese, si rivela spesso particolarmente onerosa, benché la conservazione di questi beni sia di evidente interesse pubblico.

LEGGE DI BILANCIO 2013

La legge di bilancio 2013 aveva poi modificato il decreto Spending review prorogando la sospensione della concessione dei contributi fino al pagamento dei contributi già concessi alla data di entrata in vigore del decreto e non ancora erogati ai beneficiari. Questo intervento ha consentito al Ministero di riprendere l’erogazione dei contributi anche se la consistente mole di arretrato ha impedito al Mibact di prendere in considerazione ulteriori istanze. Tuttavia, a partire dal 15 agosto 2012, non è stato più possibile rilasciare ‘dichiarazioni di ammissibilità’ ai contributi da parte degli uffici competenti, neanche in relazione ad istanze pervenute in data antecedente al 15 agosto 2012.

LEGGE DI BILANCIO 2018

La legge di bilancio 2018 è intervenuta a sanare questa situazione. Infatti, con la Finanziaria 2018 sono stati stanziati 150 milioni di euro per il triennio 2018-2020, che si vanno a sommare ai circa 10 milioni di euro per ogni annualità già presenti sul relativo capitolo di bilancio 7441, per un totale nel triennio considerato superiore a 180 milioni di euro che serviranno ad estinguere il debito originario pregresso. Un debito pari, alla data del 31 dicembre 2015, per tutti gli interventi collaudati e da collaudare a circa 170 milioni di euro. In base a questa norma, a fine febbraio il ministro Dario Franceschini ha firmato il primo decreto ‘aggiornato’ che, stanziando la cifra di 60 milioni di euro, comincia a sanare il debito pregresso.

DAL 2019 SI RIPARTE COI RESTAURI

La stessa Finanziaria 2018 ha anche disposto l’abrogazione della norma della Spending Review ripristinando quindi, dal 1 gennaio 2019, la concessione dei contributi previsti dal Codice dei beni culturali e concedendo nuove risorse nel limite massimo di 10 milioni di euro per l’anno 2019 e di 20 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2020. “Con l’intervento in questione – ha spiegato il sottosegretario Antimo Cesaro rispondendo a un’interrogazione del Pd -, è stata, dunque, doverosamente risolta la problematica relativa all’erogazione dei contributi sospesi a seguito del decreto ‘spending review’ ed è stato al contempo previsto un rilevante stanziamento per il futuro, che consentirà di ridare impulso agli interventi di restauro e conservazione su beni culturali ad iniziativa dei proprietari e così contribuire alla conservazione e valorizzazione dell’eccezionale patrimonio culturale italiano”.

Leggi anche:

Mibact, 60 mln nel 2018 ai possessori di beni culturali per interventi conservativi e di restauro

Restauri, dal Mibact arriveranno poco più di 4 mln in Puglia

Restauri, in Lombardia arriveranno dal Mibact 3 mln di euro

Restauri, in Emilia Romagna interventi per circa 6 mln a carico del Mibact

Restauri, dal Mibact quasi 10 mln per beni localizzati in Toscana

Rispondi