La-scuola-di-Atena-Raffaello-Sanzio“Urbino ha insegnato al “giovane favoloso” Raffaello, figlio di Giovanni Santi due cose: ha insegnato la pervasività, l’ubiquità della Bellezza che è dappertutto, che entra dappertutto; ha insegnato che la Bellezza si declina secondo codici elitari che hanno nella corte il loro luogo di formazione e di realizzazione.” Così Antonio Paolucci parla di Raffaello, un altro “giovane favoloso” marchigiano di cui il 6 aprile ricorre l’anniversario della morte. E proprio in vista del V Centenario della morte del grande Urbinate nel 2020, che le Marche si apprestano a celebrare, a Milano, il 9 aprile alle 17.30, nell’ambito della mostra “Capolavori Sibillini – le Marche e i luoghi della bellezza” ospitata al Museo Diocesano, si svolgerà una conferenza del professor Paolucci: “Raffaello, Urbino e le Marche”. E allora le parole del professor Paolucci diventano emblematiche: “Nessun artista del Rinascimento è stato “cortigiano” più di Raffaello. La frequentazione della piccola raffinata paternalistica corte di Montefeltro ha permesso a Raffaello, una volta a Roma, di muoversi con perfetto agio nella corte di Giulio II, di Leone X, di Baldassarre Castiglione, di Paolo Giovio, del cardinale Dovizi da Bibiena, di Agostino Chigi…”.

La Conferenza al Museo Diocesano Carlo Maria Martini sarà anche l’occasione per presentare il progetto di restauro degli strumenti musicali ad arco di San Ginesio realizzato dall’Accademia Cremonensis. Il dramma del terremoto che ha colpito le Marche ha messo in evidenza non solo la vulnerabilità del nostro territorio e dei beni culturali, ma ha messo in moto anche gare di straordinaria solidarietà. Tra i molti esempi citabili, uno in particolare si è distinto nel settore del recupero degli strumenti musicali storici danneggiati dal sisma: quello del Comune di San Ginesio. Il sisma ha colpito la Pinacoteca Civica della cittadina del maceratese e ha lesionato due strumenti musicali ad arco antichi che vi erano conservati. Il Sindaco del Comune, Mario Scagnetti, ha rivolto un pubblico appello al fine di poter risanare i due strumenti che rappresentano un frammento di storia musicale locale. All’appello ha risposto prontamente il Club per l’UNESCO di Cremona che in breve ha coinvolto un gruppo di professionisti che si sono messi a disposizione non solo per il ripristino dei due strumenti lesionati, ma anche per la realizzazione di alcuni strumenti ad arco, dal valore fortemente simbolico, che verranno donati il 19 maggio 2018 al Comune di San Ginesio in occasione del XXV Concorso Postacchini di Fermo, come segno tangibile di solidarietà e fratellanza.

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