Sisma chiesa rischio sismicoIl Mibact ha diffuso una circolare con le indicazioni tecniche per la realizzazioni di interventi sul patrimonio culturale statale per la prevenzione del rischio sismico. Per questi interventi il governo con la legge di Bilancio 2017 aveva istituito un apposito fondo con una dotazione, per quanto riguarda il Ministero dei Beni culturali, di 372 milioni di euro in sei anni a cominciare dal 2017. Ora, la Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ha inoltrato a tutti gli uffici ministeriali le indicazioni tecniche per operare sui beni culturali a rischio sismico.

LE INDICAZIONI TECNICHE

“Nella progettazione – si legge nella circolare a firma del Dg Caterina Bon Valsassina -, come previsto dalla normativa vigente, dovranno essere chiaramente individuati: le riparazione e gli interventi locali, con priorità per quelli in grado di limitare l’attivazione di meccanismi di collasso progressivi; gli interventi di miglioramento sismico. Si raccomanda inoltre di prevedere, ove necessario, interventi su elementi non strutturali in grado di ridurre il rischio anche in presenza di sismi di lieve entità (es. verifica della stabilità di guglie, pinnacoli, apparati decorativi, soffitti, arredi, impianti, ecc)”.

Nell’evidenziare “la grande rilevanza nazionale della presente programmazione” finalizzata ad incrementare la sicurezza dei beni culturali e delle persone, si sottolinea nella circolare che “il ruolo fondamentale attribuito al Ministero per i beni e le attività culturali per indirizzare ed assicurare che l’intero ciclo, dalla progettazione alla conclusione dei lavori, venga svolto in maniera esemplare, sia sotto il profilo metodologico che esecutivo”.

Pertanto, la progettazione dovrà prestare grande attenzione “ai dettagli costruttivi, alla connessione dei vari elementi tra loro, alle loro modalità di interazione e di collasso al fine di individuare correttamente il comportamento della fabbrica e di proporre interventi che, se adeguatamente mirati, potranno ottenere il massimo dell’efficienza con il minimo grado di invasività”. Inoltre, qualora “tali indispensabili elementi conoscitivi non siano già disponibili, le somme necessarie per l’esecuzione di un rilievo materico-critico, della ricerca e analisi storico-strutturale, dei saggi e delle indagini preliminari, dovranno essere previste nel quadro economico”.

Si ritiene inoltre opportuno, prosegue la circolare, che “gli istituti periferici del Mibact attivino immediati contatti con le Università presenti almeno nel proprio ambito regionale, al fine di verificare l’eventuale esistenza di materiale conoscitivo che possa costituire un’utile base di partenza”.

Infine, Bon Valsassina ricorda quali sono stati i criteri adottati per la redazione del piano di intervento. Elementi di cui si dovrà tener conto nelle eventuali proposte di modifica degli interventi:

  • Pervenire a una riduzione del rischio sismico per il maggior numero possibile di beni sul territorio di competenza;
  • Necessità di ridurre il rischio in riferimento: alla sicurezza delle persone e quindi tenendo conto dell’entità della frequentazione umana; alla rilevanza culturale del bene su cui si interviene; alla rilevanza culturale dei beni in esso conservati.

Approfondimenti:

Link alla circolare del Mibact sulla prevenzione del rischio sismico

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