Valentino Nizzo dario Franceschini villa Giulia FaroIl Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia è il primo museo italiano ad inserire nel proprio statuto il riferimento esplicito alla Convenzione di Faro. E lo fa quando il Parlamento italiano, a distanza di 5 anni dalla firma, non è ancora riuscito a ratificare la Convenzione quadro del Consiglio d’Europa. Il 5 aprile scorso il ministero dei Beni culturali ha approvato lo statuto del museo autonomo così come previsto dalla riforma Franceschini e come già è stato fatto per altri 14 musei dotati di autonomia speciale (tre dei quali nello stesso giorno di Villa Giulia). E uno degli elementi più significativi è contenuto nella ‘mission’, all’articolo 2 dell’atto, dove si legge che il museo assicura “la valorizzazione del patrimonio che custodisce” incentivando “una partecipazione attiva della comunità scientifica e dei cittadini e sviluppando stretti legami con il territorio, in particolare con i siti, gli enti, e gli istituti di provenienza delle collezioni”. Il Museo, pertanto, mira a costituire “una rete integrata tra siti ed enti culturali volta a favorire la crescita culturale e sociale e lo sviluppo economico delle realtà territoriali che le sue raccolte esprimono e rappresentano, incoraggiando altresì la formazione di comunità patrimoniali nello spirito indicato dalla Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la società (Faro 2005)”.

UN SEGNO IMPORTANTE NEL NOME DI FARO

Si tratta di un passaggio estremamente rilevante per almeno due ragioni. La prima è che, come si è detto, è l’unico statuto di un museo autonomo italiano in cui si fa esplicito riferimento alla Convenzione di Faro. La seconda, è che questo atto dimostra ancora una volta come la pratica quotidiana (e, peraltro, in questo caso in un atto ufficiale del Ministero) vada oltre l’ordinamento nazionale che ancora deve ratificare la Convenzione con il voto in Parlamento. Nella passata legislatura, la legge di ratifica era quasi sul punto di essere approvata, ma non ha trovato spazio nel rush finale delle Camere. E non sono bastati gli appelli e raccolte firme ad accelerarne l’iter prima del voto del 4 marzo. Tanto che Federculture ha rinnovato anche nella XVIII legislatura la petizione e l’appello affinché la ratifica di Faro divenisse uno dei primi atti qualificanti del nuovo Parlamento come, del resto, hanno fatto anche le due ex parlamentari (nonché firmatarie di due leggi di ratifica della Convenzione) Elena Ferrara e Giulia Narduolo. Che questo atto – formale e ufficiale – possa essere un preludio e uno stimolo a una iniziativa del Parlamento per adottare ufficialmente la Convenzione di Faro?

Approfondimenti:

Link allo statuto del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

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