TrevisoCittadini di Treviso e turisti potranno conoscere o riscoprire i tesori della Treviso città dipinta direttamente dai loro smartphone o tablet, passeggiando per il centro storico. Sarà infatti presentata mercoledì 11 aprile alle ore 18, nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, la banca dati online trevisourbspicta.fbsr.it, navigabile da smartphone, creata nell’ambito della ricerca della Fondazione Benetton Studi Ricerche Treviso urbs picta. Insieme sarà presentata l’edizione integrale in lingua inglese del volume collettivo Treviso urbs picta. Frescoed facades of the city from the 13th to the 21st century: knowledge and future of a common good, a cura di Rossella Riscica e Chiara Voltarel, edito dalla Fondazione Benetton con Antiga Edizioni, che segue l’edizione italiana uscita lo scorso dicembre.

Con l’architetto Rossella Riscica e la storica dell’arte Chiara Voltarel, principali ricercatrici del progetto, ne parleranno Andrea Mancuso, responsabile della realizzazione della banca dati, il geografo storico Massimo Rossi, e la storica dell’arte Anna Maria Spiazzi. Parteciperanno, oltre a Marco Tamaro, direttore, e Patrizia Boschiero, responsabile delle edizioni della Fondazione, il coeditore Antiga e altri membri del gruppo di lavoro multidisciplinare.

Treviso fin dal XIII secolo vantava numerosissime facciate affrescate che si sono conservate in buone condizioni o protette da intonaci più recenti, fino alla metà del secolo scorso. Un patrimonio oggi purtroppo in gran parte perduto a causa, prima, dei bombardamenti del 1944 e, poi, dell’inquinamento e dell’incuria che ne hanno provocato un repentino degrado.

Ora si potrà scoprire non solo quello che è rimasto ma anche quello che non c’è più. La banca dati conserva, di edifici esistenti ma anche di quelli esistiti, tutte le informazioni raccolte sulle testimonianze pittoriche all’interno della cerchia muraria della città, messe insieme attraverso sopraluoghi sul campo, ricerche bibliografiche e archivistiche e un’accurata campagna fotografica realizzata da Arcangelo Piai e Corrado Piccoli su incarico della Fondazione, che consente di avere accesso a un ampio apparato iconografico, in gran parte inedito. I collegamenti tra i dati acquisiti dalla ricerca e le numerose cartografie attuali e storiche consentono di interrogare il sistema e ottenere varie e interessanti “mappe tematiche” preziose per la conoscenza di questo patrimonio straordinario quanto precario.

La banca dati, grazie a un sistema di geolocalizzazione, facilita cittadini e turisti nell’individuazione degli affreschi e nella scoperta della storia che testimoniano, raccontata da specifiche schede di approfondimento.

La ricerca Treviso urbs picta è stata avviata alla fine del 2011 con l’obiettivo primario dell’identificazione e dello studio iconografico e stilistico delle facciate di case e di altri edifici dipinti all’interno della cinta muraria della città di Treviso nel corso dei secoli XIII-XXI, includendo decorazioni murali e relativi edifici esistenti a oggi, e quelli documentati ma perduti o parzialmente perduti.

Il libro, esito di questo lungo percorso di ricerca e riordino dei materiali raccolti, come testimonia nella postfazione Eugenio Manzato, riporta l’attenzione sulla Treviso urbs picta a più di trent’anni da quel convegno (Urbs picta) che, nel 1982, diede il via a una serie di importanti iniziative da parte di strutture amministrative e società civile di Treviso per la conoscenza, la tutela e la salvaguardia del patrimonio costituito dalle decorazioni murali esterne, fino, almeno, alla mostra di Ca’ da Noal Facciate affrescate trevigiane. Restauri, ed era il 1989.

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