Palazzo Nardini RomaI ministeri dei Beni culturali e delle Finanze rendano noto se Palazzo Nardini – edificio di epoca rinascimentale che si trova nel centro storico di Roma, fra piazza Navona e piazza dell’Orologio – sia stato venduto, chi è eventualmente l’acquirente, a quale prezzo sia stato aggiudicato l’immobile e con quali motivazioni i competenti organi del Mibact abbiano prima concesso il nulla osta alla vendita per poi avviare, probabilmente a vendita già avvenuta, il procedimento di vincolo per dichiarare l’inalienabilità del bene. Lo chiede in un’interrogazione indirizzata al Mibact e al Mef la senatrice Loredana De Petris (Leu).

Nel 2016 la Regione Lazio ha deciso di vendere palazzo Nardini, ottenendo il preventivo nulla osta da parte dei competenti organi del ministero dei Beni culturali. L’immobile è stato quindi offerto in vendita, con base d’asta a 18 milioni di euro, sul portale “Invest in Italy Real Estate” e nel mese di gennaio 2018, è stata apposta, sulla pagina dedicata al palazzo, la fascetta “aggiudicato”. Secondo stime prudenziali circolate negli anni precedenti – spiega la senatrice – il valore del compendio immobiliare, che presenta una superficie coperta di circa 6.000 metri quadrati, risulta almeno il doppio della suddetta base d’asta.

Per questi motivi la De Petris chiede se i ministri interrogati non ritengano necessario ed urgente accertare, attraverso gli organi competenti in materia di controllo contabile e di stima immobiliare, se la base d’asta, con la quale è stata avviata la vendita di palazzo Nardini, e l’eventuale prezzo di aggiudicazione non costituiscano danno patrimoniale per la pubblica amministrazione, tenuto conto della localizzazione e del notevole pregio architettonico dell’edificio, nonché dei lavori di restauro già effettuati con risorse pubbliche. E se non ritengano necessario ed urgente disporre un progetto di utilizzo che consenta di valorizzare e mantenere la proprietà pubblica di palazzo Nardini, prevedendone una destinazione idonea e l’efficace inserimento nel circuito di fruizione museale e turistica della capitale.

Palazzo Nardini – si legge su Invest in Italy – è ubicato in una delle location più prestigiose e rinomate di Roma, nella città storica, lungo via del Governo Vecchio, non distante da Piazza Navona e dal Pantheon. L’edificio, da cielo a terra, è stato edificato in un contesto urbano rinascimentale, assieme ad altri Palazzi la cui configurazione edilizia attuale è stata definita tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX. Il Compendio, si sviluppa attorno ad un ampio cortile interno, con una conformazione planimetrica rettangolare. L’ingresso principale, carrabile e pedonale, avviene dal portone in Via del Governo Vecchio, mediante il quale si accede all’edificio e ad un secondo cortile, più ampio (900 m² complessivi), che è possibile adibire a parcheggio scoperto. L’immobile è articolato su tre livelli fuori terra, 2 piani ammezzati ed un livello interrato, con un torrino, posto all’estremità posteriore dell’edificio che si eleva per ulteriori due piani. Il compendio, inutilizzato per oltre 25 anni, è stato quasi interamente restaurato e rimangono da completare la pavimentazione interna, gli infissi e le finiture. Palazzo Nardini attualmente è destinato ad uffici pubblici e privati (amministrazioni, ambasciate ed uffici diplomatici), tuttavia sono ammesse destinazioni residenziali e ricettive. L’immobile, di notevole pregio storico-architettonico, è sottoposto alla tutela del Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo.

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