Roberto Rampi PD CulturaNon riescono a fare un governo, ma sono pronti a smantellare tutto. Roberto Rampi, senatore del Pd con alle spalle una legislatura alla Camera in Commissione Cultura, replica all’intervista rilasciata ad AgCult da Francesco Giro, esponente di Forza Italia ed ex sottosegretario ai Beni culturali col Ministro Sandro Bondi. “Non sono uno che si sorprende facilmente, ma sono davvero colpito dalle dichiarazioni del collega Giro sulla volontà di smantellare quanto fatto in questi anni su cultura e beni culturali”, spiega Rampi. “Piuttosto – prosegue – bisognerebbe prendere atto dei risultati, riconosciuti da tutti, e capire insieme come fare di più stanziando più risorse e raggiungendo quella parte del territorio e della popolazione ancora non raggiunti”. Per quanto riguarda poi il ‘richiamo patriottico’ di Francesco Giro per una nazionalizzazione dei musei e la ‘cacciata’ dei professionisti ‘stranieri’ venuti a fare i direttori in Italia “sono obiettivamente sbalordito”.

Il nostro “è un patrimonio mondiale”, sottolinea l’esponente del Pd. Ed è ovvio che “se ne debbano occupare i migliori professionisti da qualunque parte del mondo vengano. Spero solo che queste non siano le premesse. Sul tema c’è molta confusione. Del resto in casa cinquestelle pochi giorni fa alle accuse assurde degli scorsi anni hanno sostituito gli apprezzamenti. Staremo a vedere. Sarebbe saggio e utile che tutti lavorassimo insieme per il potenziamento della cultura che è una priorità per il Paese. Senza voler fare e disfare per un pericoloso bisogno di mettere e togliere bandierine di parte”.

IL PROSSIMO MINISTRO

Sull’identikit del prossimo ministro della Cultura, Rampi sottolinea ad AgCult che la cosa importante è che il dicastero “sia uno dei ministeri principali e non l’ultimo come succedeva in tanti governi. Noi con Franceschini o con Veltroni abbiamo messo in campo figure di primo piano e di peso anche politico e i risultati sono indiscutibili”. È necessario inoltre “aumentare ulteriormente le risorse e il protagonismo politico nel ruolo della cultura”. Non dispiace a Rampi invece l’idea di un ministro donna. “Se fosse donna sarei felice perché questo Paese deve valorizzare di più le competenze femminili che ha anche in politica”.

I PRIVATI E LA CULTURA

Sul ruolo dei privati nella cultura, Rampi spiega che “ogni intervento a sostegno della cultura ha valore pubblico che venga da un’iniziativa dello Stato o di altri. Noi questo principio non lo abbiamo solo affermato a parole, ma con i fatti attraverso l’Art Bonus e gli altri sgravi, lì abbiamo concretizzato mettendo risorse. È stato un processo costante di crescita. Io sono per l’estensione dell’Art Bonus a tutti gli enti culturali indipendentemente dalla proprietà dell’edificio”. E anticipa un’iniziativa a cui sta lavorando: si tratta di “un progetto nazionale di sostegno agli investimenti culturali delle aziende. Di questo spero presto si potrà discutere anche con Giro ed altri e iniziare a concretizzare le proposte”.

Leggi anche:

Cultura, Giro (FI): Smantellare riforma Franceschini e rimandare a casa i direttori stranieri

Rispondi