“Proteggere il patrimonio culturale è particolarmente importante perché rappresenta non solo una parte centrale di ciò che siamo, ma ha un ruolo fondamentale nella costruzione del nostro futuro. Ecco perché il patrimonio culturale sarà una parte importante della nuova agenda per la cultura che presenterò a maggio”. Così il Commissario europeo per la Cultura e l’Educazione Tibor Navracsic, chiudendo a Bruxelles l’International Perspectives Forum, organizzato dalla piattaforma europea per la diplomazia culturale con l’obiettivo di esaminare i temi principali dell’Anno europeo del patrimonio culturale da una prospettiva internazionale. “Sono fermamente convinto – continua Navracsic – che il rafforzamento della cooperazione a livello globale sia essenziale per salvaguardare il nostro patrimonio culturale in tutto il mondo e per sfruttare il potere della cultura nel guidare lo sviluppo economico e sociale”.

DIPLOMAZIA CULTURALE E CRESCITA ECONOMICA

“L’importanza della cultura nelle relazioni esterne dell’Ue è cresciuta negli ultimi anni”, sottolinea il Commissario europeo ricordando una delle “azioni chiave” dell’Ue per le relazioni culturali internazionali: la piattaforma per la diplomazia culturale lanciata nel 2016. Una strategia, evidenzia Navracsic, che “mette la cultura al centro delle nostre relazioni con i partner in tutto il mondo, riconoscendo quanto la cultura possa stimolare la crescita economica e aiutare a costruire ponti tra diversi paesi e comunità”. La presentazione della nuova agenda per la cultura arriva dopo un lungo percorso partito dal vertice di Göteborg del novembre scorso e che ha visto coinvolte le più importanti organizzazioni del settore culturale tra cui l’Unesco, il Consiglio d’Europa ed Europa Nostra. L’agenda, inoltre, si inserisce in un passaggio cruciale per l’Unione europea che ne definirà il nuovo “volto” nei prossimi anni: i primi di maggio, infatti, la Commissione presenterà la sua proposta di budget per il dopo 2020 e tra le voci di bilancio ci sarà anche quella riguardante la cultura. Arrivare a un aumento delle risorse per il settore culturale e creativo è l’obiettivo dell’europarlamentare Silvia Costa che in più occasioni ha chiesto che la cultura sia adeguatamente finanziata nel prossimo bilancio passando dallo 0,15 per cento del budget europeo ad almeno l’1 per cento. E proprio “1 per cento” si chiama la campagna lanciata dal network europeo Culture Action Europe (Cae) con l’obiettivo di influenzare il prossimo quadro finanziario pluriennale e aumentare le risorse destinate alla cultura (per approfondimenti leggi: Cae scrive a Juncker: raddoppiare le risorse per la cultura nel prossimo bilancio Ue).

L’ANNO EUROPEO DEL PATRIMONIO CULTURALE: UN’OCCASIONE UNICA

Non solo forza vitale dell’economia: il patrimonio culturale è anche un bene comune da proteggere e l’Anno europeo del patrimonio culturale “è un’occasione unica per rafforzare i legami culturali con i paesi partner e i settori culturali locali – afferma Navracsic -. L’obiettivo dell’Anno europeo è di coinvolgere i cittadini e offrire loro l’opportunità di esplorare la cultura, i valori e le esperienze comuni. Allo stesso tempo, l’iniziativa ci incoraggia anche a guardare verso l’esterno, verso i nostri vicini e verso i paesi più lontani. Può quindi fungere da catalizzatore per collegarci al resto del mondo attraverso un interesse condiviso”. Un approccio che funziona bene: “Solo un mese fa – ricorda il Commissario europeo – ho firmato l’ultimo accordo che ha visto entrare l’Armenia nel programma Europa creativa. Ciò significa che dodici paesi non appartenenti all’UE hanno aderito al programma”. Il prossimo sarà il Kosovo che “firmerà l’accordo a giugno. Questo tipo di cooperazione tra gli operatori culturali europei e le loro controparti al di fuori dell’Ue è fondamentale per contribuire a creare legami”, prosegue Navracsic.

L’UE CONTRO IL TRAFFICO ILLECITO DEI BENI CULTURALI

Ma l’Anno europeo del patrimonio culturale è anche “un’opportunità per riflettere su come possiamo proteggere meglio il nostro patrimonio culturale a rischio. Per questo motivo – ricorda ancora Navracsic – la Commissione ha proposto un regolamento sull’importazione di beni culturali per combattere il traffico illecito. L’iniziativa mira a prevenire l’importazione e lo stoccaggio nell’Ue di beni culturali esportati illecitamente da un paese terzo. Ciò contribuirà a ridurre il traffico di beni culturali e a proteggere il patrimonio, in particolare nei paesi colpiti da conflitti armati”. “Non possiamo accettare – chiosa il Commissario europeo – che l’Europa diventi la destinazione di beni culturali rubati”.

 

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