fumetti mibact 2E’ stata depositata a Montecitorio la proposta di legge dei deputati Pd Walter Verini e Giuditta Pini sul “riconoscimento del diritto d’autore relativamente alle opere a fumetti”. La pdl è finalizzata a introdurre nella legge 633 del 22 aprile 1941 (“Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”), uno specifico riconoscimento del diritto d’autore relativamente alle opere a fumetti, diritto che il legislatore non ha a suo tempo considerato all’interno della legge, anche perché questa originale attività artistica e letteraria, pur essendo nata nell’Ottocento, in Italia ha visto il suo sviluppo effettivo solo negli anni post-bellici. Un’arte narrativa che in altri Paesi, come ad esempio la Francia, gode di attenzione e di riconoscimenti culturali e normativi certi e adeguati. “Dopo tanti, troppi anni di discussione condivisa – spiegano i deputati dem – dobbiamo concretizzare il risultato e riconoscere per legge un diritto da troppo tempo negato e che non rende giustizia a un settore di artisti e di comunicatori spesso conosciuti e riconosciuti più all’estero che nel nostro Paese”.

In Italia infatti, nonostante il positivo sviluppo che questa forma di arte narrativa ha avuto negli anni Cinquanta e Sessanta, il fumetto non ha ricevuto l’attenzione istituzionale e culturale che sarebbe stata necessaria e che avrebbe meritato, e non è ancora stato interamente affermato il concetto di fumetto come arte e forma narrativa. In sostanza, se da una parte le finalità della presente proposta di legge sono quelle dell’estensione di un diritto, riconosciuto per legge, a una categoria di operatori ad oggi esclusi dai benefici di tali diritti, dall’altra questa iniziativa, pur necessariamente limitata, può costituire un importante con- tributo per qualificare e per valorizzare sempre più il fumetto italiano come mezzo di comunicazione di massa, espressione artistica e strumento culturale, nel momento in cui anche in Italia sembra cominciare ad affermarsi il riconoscimento del valore di questo linguaggio, non soltanto a fini narrativi, ma anche nella comunicazione in generale.

L’IMPEGNO DEL MIBACT

E a sottolineare l’importanza di questa forma d’arte, va ricordata l’iniziativa “Fumetti nei musei” promossa nelle scorse settimane dal ministero dei Beni culturali. Un progetto, ha spiegato il ministro Franceschini nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a fine febbraio, “che tiene insieme molte cose: la valorizzazione di artisti italiani e gli investimenti sul fumetto che è un grande strumento di crescita e divulgazione”. Inoltre, ha aggiunto, “nascerà un fondo sul fumetto qui all’istituto centrale della grafica. Ci sono cose che vanno e cose che restano. Questa è una cosa che resterà”

LA PROPOSTA DI LEGGE

Con l’articolo 1 si provvede a tutelare i diritti degli autori dei disegni per cartoni animati, utilizzati in opere cinematografiche, introducendo una disposizione in materia nell’articolo 44 della legge 22 aprile 1941, n. 633.

L’articolo 2 introduce la sezione VII-bis alla legge 633 e considera nella loro specifica creatività, il contributo letterario e il contributo grafico come essenziali e indivisibili per la costruzione psicologica e visiva di personaggi a fumetti. Si considera autore letterario (del soggetto e della sceneggiatura) lo scrittore che idea letterariamente il personaggio o i personaggi, la storia o la serie, mentre si considera autore grafico (dei disegni) il disegnatore che con il suo contributo rende visibilmente credibile e distinguibile il personaggio o i personaggi nella fisionomia, nel vestiario e negli atteggiamenti.

I diritti (comma 2) competono a un solo autore qualora lo stesso sia autore letterario e grafico esclusivo dei personaggi. Il comma 3 disciplina i diritti per quanto riguarda la produzione seriale, di tipo mensile, settimanale eccetera, che necessita dell’apporto di collaboratori. Nel riaffermare che autori o coautori della serie rimangono lo scrittore e il disegnatore ideatori e iniziatori della serie stessa, sono regolati anche i diritti dei collaboratori, autori della propria produzione e proprietari in percentuale dei diritti per quanto attiene alle ristampe o alle riedizioni, alle vendite all’estero o a qualsiasi altro sfruttamento commerciale, lasciando la definizione della percentuale alla libera contrattazione tra le parti.

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