Cinema

Incentivi nel settore cinema per le imprese di distribuzione, per il potenziamento dell’offerta e a favore delle sale cinematografiche; ma anche agevolazioni per l’attrazione in Italia di investimenti nel settore e per l’attrazione di investimenti da parte di imprese non appartenenti ad esso. Sono questi gli incentivi definiti dal decreto interministeriale siglato dal ministro Franceschini di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Il decreto reca disposizioni applicative per i crediti d’imposta nel settore cinematografico e audiovisivo, previsti dalla Legge Cinema.

In merito ad essi, si fissano limiti di importo per opera o beneficiario, aliquote da riconoscere e le relative basi di misurazione. Si stabiliscono inoltre requisiti, condizioni e procedure per la richiesta di riconoscimento dei crediti. Per quanto riguarda gli importi destinati a ciascuna agevolazione, il decreto rimanda agli stanziamenti del Fondo per il cinema e l’audiovisivo per il 2018.

La Direzione Cinema del Mibact effettuerà controlli in merito alla fruizione dei crediti d’imposta indicati. Del monitoraggio, si occuperà anche l’Agenzia delle entrate. Qualora essa riscontri, infatti, delle irregolarità, provvederà a comunicarle telematicamente alla DG Cinema. Sia la Direzione generale che l’Agenzia delle entrate renderanno noti, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del decreto, le modalità telematiche per la trasmissione dei dati relativi alle agevolazioni previste.

INCENTIVI PER LE IMPRESE DI DISTRIBUZIONE

Primo incentivo previsto è il credito d’imposta per le imprese di distribuzione cinematografica e audiovisiva. Esso viene concesso in misura non inferiore al 15% e non superiore al 30% delle spese sostenute per la distribuzione nazionale e internazionale di opere di nazionalità italiana.

Il credito d’imposta non potrà superare i 2 milioni di euro né il 50% del costo complessivo di distribuzione dell’opera audiovisiva. L’agevolazione spetta a condizione che il costo di distribuzione del film non sia inferiore a 40 mila euro nel caso di lungometraggi di finzione e a 20 mila euro in caso di documentari e cortometraggi. Per la distribuzione internazionale cinematografica o audiovisiva spetta un credito non superiore a un milione di euro annuo nel caso di opere cinematografiche di nazionalità italiana, opere televisive od opere web di nazionalità italiana.

Il limite imposto è innalzato al 60% per le produzioni transfrontaliere, finanziate da più di uno Stato membro e a cui partecipano produttori di più di uno Stato membro. È innalzato al 100% per le opere in coproduzione cui partecipano i paesi dell’elenco del Comitato per l’assistenza allo sviluppo (DAC) dell’OCSE.

I distributori che potranno essere ammessi al beneficio dovranno avere sede legale nello Spazio Economico Europeo ed essere soggetti a tassazione in Italia, al momento dell’utilizzo del beneficio. Opere ammesse al contributo sono film. In relazione alla distribuzione cinematografica in Italia e alla distribuzione all’estero, sono ammesse anche opere audiovisive destinate alle emittenti televisive e altre opere audiovisive in relazione alla sola distribuzione all’estero.

Il credito d’imposta è riconosciuto anche al produttore indipendente che svolga la sua attività di produzione in modo prevalente e non sia controllato da una società di distribuzione cinematografica. Il film indipendente non deve, inoltre, essere coprodotto con tale tipologia di società. Alla copertura del costo non devono aver concorso risorse provenienti da società di distribuzione cinematografica italiana. Per ciascun anno, il beneficio non deve superare il 15% delle risorse disponibili per i crediti d’imposta alla distribuzione ed è valido per un massimo di 750 mila euro per impresa o per gruppo di imprese per anno.

Le spese ammesse a contributo sono indicate nella tabella allegata al decreto (spese per spazi pubblicitari, materiali pubblicitari e marketing…). Esse saranno ulteriormente specificate nella modulistica che la DG Cinema predisporrà.

Il credito è riconosciuto se ne viene fatta richiesta entro 180 giorni dalla data di prima uscita del film nelle sale o entro 18 mesi dalla data del nulla osta di proiezione, nel caso di distribuzione internazionale. La DG Cinema predisporrà i modelli necessari alla presentazione della richiesta. Il riconoscimento decade se l’opera non ottiene o perde il requisito della nazionalità italiana, di eleggibilità culturale o qualora non soddisfi i requisiti previsti dal decreto.

CREDITO A FAVORE DELLE SALE CINEMATOGRAFICHE

Viene riconosciuto un ulteriore credito d’imposta a favore delle imprese che realizzino nuove sale cinematografiche o provvedano al ripristino di sale inattive. Incentivati sono previsti anche per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale per l’installazione, la ristrutturazione, il rinnovo di impianti e apparecchiature, arredi e servizi accessori. Il Fondo per il cinema e l’audiovisivo ha fissato, per il 2018, uno stanziamento di 20 milioni di euro per tale credito d’imposta.

In particolare, il credito spetta, a pena di inammissibilità o decadenza, per i lavori effettuati nelle sale nel rispetto di alcune condizioni. Tra queste, il rispetto dei requisiti di accessibilità ai portatori di handicap motorio, dei requisiti di adeguatezza alla fruizione delle persone con disabilità sensoriali. Lo svolgimento dell’attività di pubblico spettacolo cinematografico deve essere garantito per i successivi tre anni dalla data di presentazione della richiesta di adeguamento tecnologico.

Il credito d’imposta è riconosciuto alle imprese che non appartengono alla categoria delle micro, piccole e medie imprese nella misura non superiore al 20% dello stanziamento. Il beneficio è riconosciuto per il 25% del costo di realizzazione di nuove sale, per il ripristino di sale inattive o per la ristrutturazione di sale esistenti che comportino l’incremento del numero di schermi. Un 20% viene riconosciuto per la ristrutturazione e adeguamento strutturale e tecnologico delle sale, per l’installazione, la ristrutturazione, il rinnovo di impiota, apparecchiature, arredi e servizi accessori delle sale.

L’importo concesso non può essere superiore ai 2 milioni di euro annui per impresa. Il beneficio è cumulabile con analoghe misure provenienti da norme comunitarie, statali, regionali e di enti locali fino alla concorrenza dell’80% dei costi eleggibili.

La percentuale del credito concesso si alza al 30% nel caso di piccole e medie imprese. Si passa poi al 40% nel caso di sale storiche o per interventi richiesti da micro imprese o imprese di esercizio di nuova costituzione. Stesso tipo di beneficio può essere richiesto dalla stessa tipologia di imprese per interventi su sale in comuni con popolazione inferiore a 15 mila abitanti o in comuni sprovvisti di sale cinematografiche. L’importo minimo di costo eleggibile a contributo è di 15 mila euro.

Il credito viene riconosciuto in seguito alla presentazione di una richiesta preventiva alla DG Cinema. Essa deve essere presentata entro 120 giorni dalla data di inizio dei lavori. La Direzione comunica entro 60 giorni dalla ricezione della richiesta, verificata la disponibilità delle risorse, il riconoscimento del credito d’imposta teorico spettante. Entro 90 giorni dal termine dei lavori, l’impresa redige la richiesta definitiva. La Direzione comunica l’importo definitivo complessivo riconosciuto, tenendo conto delle eventuali richieste di maggiore importo rispetto alla richiesta preventiva.

POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA CINEMATOGRAFICA

Viene riconosciuto un credito d’imposta a favore del potenziamento dell’offerta cinematografica e della presenza in sala di opere audiovisive di nazionalità italiana o di altro Paese dell’Unione europea. Il Fondo per il cinema e l’audiovisivo ha fissato per il 2018 un finanziamento per tale credito d’imposta pari a 26 milioni di euro.

Il beneficio è riconosciuto fino a un massimo del 20% degli introiti, al netto dell’imposta sul valore aggiunto, che derivano dalla programmazione di film con modalità adeguate a incrementare la fruizione da parte del pubblico. Il decreto fissa nello specifico le modalità per il calcolo degli introiti rimandando a una tabella integrativa e tecnica, allegata ad esso.

Il riconoscimento del credito spetta, anche in questo caso, previa presentazione di una richiesta preventiva alla DG Cinema. La richiesta deve contenere tutti gli elementi indicati dalla Direzione. Ad essa segue comunicazione della Direzione in merito al riconoscimento o meno del credito teorico spettante.

ATTRAZIONE IN ITALIA DI INVESTIMENTI CINEMATOGRAFICI E AUDIOVISIVI

Un beneficio viene riconosciuto per la realizzazione di opere audiovisive, o parti di esse, non aventi il requisito della nazionalità italiana ma realizzate utilizzando manodopera italiana, su commissione di produzioni estere. Il Fondo per il cinema e l’audiovisivo 2018 ha finanziato tale credito d’imposta per 25 milioni di euro.

Il beneficio è riconosciuto in misura non inferiore al 25% e non superiore al 30% delle spese sostenute sul territorio italiano per la produzione di opere che abbiano i requisiti di eleggibilità culturale. Tali opere possono essere opere cinematografiche o film, opere televisive e opere web. Il credito è riconosciuto per le spese di produzione che non eccedano il 75% del costo complessivo di produzione dell’opera. Sono ammissibili le spese sostenute in altro Stato membro europeo fino a un massimo di un sesto della suddetta quota del 75%.

Sono ammessi al beneficio le imprese di produzione esecutiva e di post-produzione, diverse da associazioni culturali e fondazioni senza scopo di lucro, con sede legale nello Spazio Economico. Esse, al momento dell’utilizzo del beneficio, devono essere soggette a tassazione in Italia o avervi stabile organizzazione. Ulteriore requisito è che le imprese abbiano un capitale sociale minimo interamente versato e un patrimonio netto non inferiori a 40 mila euro. Ai fini del riconoscimento del beneficio, le imprese non devono possedere quote di diritto sull’opera audiovisiva.

L’impresa dovrà presentare, entro 90 giorni dalla data di inizio delle fasi di lavorazione, una richiesta preventiva alla DG Cinema sulla base dei modelli da essa predisposti. Entro trenta giorni, la stessa Direzione riconosce o non riconosce il credito d’imposta richiesto. Entro 180 giorni dal termine delle attività, l’impresa presenta alla Direzione la richiesta definitiva per l’ultima approvazione.

ATTRAZIONE DI INVESTIMENTI DA PARTE DI IMPRESE NON APPARTENENTI AL SETTORE

Il Fondo cinema e audiovisivo ha riconosciuto un finanziamento di 10 milioni di euro per il credito d’imposta a favore delle imprese non appartenenti al settore cinematografico e audiovisivo. Il beneficio è concesso nel caso di imprese associate in partecipazione a imprese di produzione cinematografica. Opere eleggibile sono quelle cinematografiche e film.

Il credito d’imposta riconosciuto è pari al 30% degli apporti in denaro versati a titolo di investimento di rischio per la produzione di film di nazionalità italiana di lungometraggio, in esecuzione di contratti di associazione in partecipazioni stipulati con produttori indipendenti italiani. L’importo massimo è fissato a un milione di euro per impresa e a due milioni per gruppo di imprese. Dal 1° gennaio 2020, il credito sarà ridotto del 10%.

Nel caso di apporti di denaro effettuati per la produzione di opere che abbiano ricevuto i contributi selettivi previsti dalla Legge Cinema, il beneficio è pari al 40%. Per contributi selettivi, ci si riferisce in particolare a quelli per la scrittura, lo sviluppo, la produzione e la distribuzione nazionale e internazionale di opere cinematografiche e audiovisive.

Non possono accedere al beneficio le imprese che abbiano concluso accordi di fornitura e servizi in relazione all’opera a cui l’apporto sarebbe destinato. Precluso l’accesso anche alle imprese che appartengono al medesimo gruppo dell’impresa di produzione cui l’apporto è destinato o a quelle a medesima direzione e coordinamento, controllate o legate da un rapporto di partecipazione. Non accedono al beneficio le associazioni culturali e alle fondazioni senza scopo di lucro.

Anche in questo caso, la concessione del contributo è sottoposta a una richiesta preventiva alla Direzione generale Cinema.

Approfondimenti:

Crediti d’imposta nel settore cinematografico e audiovisivo

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Cinema, pubblicato il riparto del fondo per il cinema e l’audiovisivo 2018

 

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