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Si riferiscono alle imprese di produzione cinematografica e audiovisiva i crediti d’imposta del decreto interministeriale siglato dal ministro Franceschini e dal ministro Padoan. Oggetto del decreto sono, in particolare, le agevolazioni spettanti a sviluppo di opere audiovisive, opere cinematografiche, opere televisive e web. Sono opere ammissibili al contributo le opere cinematografiche o film, le opere audiovisive destinate al pubblico per mezzo di un’emittente televisiva nazionale così come quelle destinate al pubblico per mezzo di un fornitore di servizi media audiovisivi su altri mezzi. Ad esse vengono riconosciute agevolazioni in misura non inferiore al 15% e non superiore al 30% del costo complessivo di produzione.

Il beneficio non può superare il 50% del costo dell’opera audiovisiva. Si passa al 60% nel caso di produzioni transfrontaliere, finanziate da più di uno Stato membro e a cui partecipano produttori di più di uno Stato membro. Si fa riferimento al 100% nel caso di opere in coproduzione cui partecipano i paesi dell’elenco del Comitato per l’assistenza allo sviluppo (DAC) dell’OCSE.

Sono ammessi al beneficio i produttori con sede legale nello Spazio Economico Europeo e che, al momento dell’utilizzo del credito d’imposta, siano soggetti a tassazione in Italia o vi abbiano una stabile organizzazione. Ulteriore requisito è che le imprese abbiano un capitale sociale minimo interamente versato e un patrimonio netto non inferiori a 40 mila euro. Le imprese non devono essere costituite in forma di associazione culturale o fondazione senza scopo di lucro.

Per ogni credito d’imposta sono fissati limiti di importo per opera o beneficiario, aliquote da riconoscere e le relative basi di misurazione. Si stabiliscono inoltre requisiti, condizioni e procedure per la richiesta di riconoscimento dei crediti. In tutti i casi, il credito d’imposta spetta a seguito della presentazione di una richiesta preventiva alla Direzione Generale Cinema del Mibact, contenente una serie di elementi indicati nel decreto e che la Direzione provvederà a precisare.

La Direzione Cinema del Mibact effettuerà controlli in merito alla fruizione dei crediti d’imposta indicati. Del monitoraggio, si occuperà anche l’Agenzia delle entrate. Qualora essa riscontri delle irregolarità, provvederà a comunicarle telematicamente alla DG Cinema. Sia la Direzione generale che l’Agenzia delle entrate renderanno noti, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione del decreto, le modalità telematiche per la trasmissione dei dati relativi alle agevolazioni previste.

CREDITO D’IMPOSTA PER LO SVILUPPO DI OPERE AUDIOVISIVE

Si concede un credito d’imposta del 30% delle spese sostenute per lo sviluppo di film e opere televisive e web, diversi dai cortometraggi. Annualmente, viene fissato un limite alla concessione di contributi pari a 300 mila euro per ciascuna impresa o gruppo di imprese.

Le imprese devono aver superato il test di eleggibilità culturale strutturato sulla base di tre requisiti a cui vengono associati dei valori. Tali valori concorrono alla definizione di un punteggio sulla base del quale si stabilisce l’eleggibilità culturale dell’opera.

Sono ammissibili a contributo le opere la cui sceneggiatura sia stata commissionata, realizzata e depositata presso gli organi che hanno il compito della tutela del diritto d’autore. Le opere non devono avere una durata inferiore o uguale a 52 minuti.

BENEFICI A FAVORE DI OPERE CINEMATOGRAFICHE

Spetta un contributo dello stesso tipo (30% del costo di produzione) ai produttori indipendenti, fino a un massimo di 8 milioni di euro per impresa o per gruppo di imprese. Se il produttore detiene una quota di diritti di proprietà sull’opera superiore al 50%, il 30% si applica su tutte le spese sostenute direttamente dallo stesso. Questo anche qualora le spese eccedano la quota di partecipazione alla produzione associata.

Il decreto stabilisce che, per le domande preventive presentate nel 2017, 2018 e 2019, vengano corrisposti diversi crediti d’imposta. In tutti i casi, il beneficio spetta a condizione che l’importo totale sia speso sul territorio italiano. Un beneficio del 15% del costo di produzione è riconosciuto ai produttori non indipendenti e alle imprese cinematografiche e audiovisive non europee, fino a un massimo di 3 milioni di euro. Tale percentuale sale al 20% nel caso di crediti d’imposta per la produzione cinematografica.

È pari al 15% il contributo a favore di opere realizzate in base a contratti di appalto o simile fra produttore non indipendente o fra impresa cinematografica audiovisiva non europea, in qualità di appaltanti, e il produttore indipendente meramente esecutivo con funzione di appaltatore.

Viene calcolato, invece, in proporzione alla quota di partecipazione alla produzione associata di ciascun produttore, il contributo in favore dell’opera in produzione associata tra produttore indipendente e produttore non indipendente o impresa cinematografica audiovisiva non europea. In questo caso, il produttore indipendente deve detenere una quota di diritti di proprietà sull’opera inferiore o uguale al 50%.

…E DI OPERE TELEVISIVE E OPERE WEB

Ai produttori originari indipendenti spetta un credito d’imposta per le spese di produzione di opere televisive e opere web. L’importo massimo finanziabile è di 10 milioni per impresa o per ciascun gruppo di imprese. In caso di opera finanziata e di opera in coproduzione, il credito d’imposta maturato in relazione alla specifica opera televisiva non concorre al raggiungimento della quota minima in capo al produttore indipendente che identifica l’opera come prevalentemente finanziata o in coproduzione.

Opere eleggibili sono opere di fiction, singole o seriali, intese come opere audiovisive di narrazione e finzione scenica, di durata complessiva non inferiore a 52 minuti e con un costo complessivo non inferiore a 2 mila euro al minuto. Eleggibili sono anche opere di animazione, singole o seriali, di durata complessiva non inferiore a 24 minuti e con un costo non inferiore a 400 euro al minuto. Vengono citati anche documentari, singoli o seriali, di durata complessiva non inferiore a 40 minuti e con un costo complessivo non inferiore a 400 euro al minuto.

Possono ricevere contributi anche opere destinate al pubblico, prioritariamente per mezzo di un fornitore di servizi media e audiovisivi su altri mezzi, di durata uguale o superiore a 10 minuti. Il costo minimo complessivo di produzione, in tal caso, non deve essere inferiore a 800 euro al minuto.

Il 15% del costo di produzione viene riconosciuto alle opere televisive prevalentemente finanziate e per quelle in coproduzione. La percentuale sale al 20% nel caso di opere televisive in preacquisto e in licenza di prodotto per le quali le clausole contrattuali sulle limitazioni temporali dei diritti a favore del produttore indipendente non siano coerenti con i parametri dei bandi a favore delle produzioni audiovisive del Programma Europa Creativa – Sottoprogramma Media. Nel caso di coerenza, invece, con i parametri, il contributo sale al 25%. Sempre al 20% è fissato il contributo per le opere televisive in coproduzione in cui il produttore originario indipendente mantiene la titolarità dei diritti.

È pari al 25% il contributo per le opere televisive in preacquisto o licenza per le quali i diritti di elaborazione creativa siano stati ceduti all’emittente televisiva mentre si fissa un’aliquota pari al 30% nel caso di opere televisive di coproduzione internazionale, in compartecipazione o produzione internazionale.

30% anche per le opere televisive in coproduzione, preacquisto e in licenza di prodotto alla cui copertura del costo di produzione concorrano, per almeno il 20%, risorse derivanti dallo sfruttamento economico sui mercati al di fuori dell’Italia. Stessa aliquota vale per le opere televisive in coproduzione con un’emittente televisiva in cui il produttore originario indipendente mantiene la titolarità dei diritti.

L’aliquota del 30% vale anche per le opere televisive in preacquisto o in licenza di prodotto i cui diritti di elaborazione creativa non siano stati ceduti all’emittente televisiva e in cui il produttore originario indipendente mantiene la titolarità di un diritto primario al 100% e di un diritto primario al 50%. In tali casi, le clausole contrattuali sulle limitazioni dei diritti devono essere coerenti con i parametri dei bandi del Programma Europa Creativa.

Un contributo dello stesso tipo viene riconosciuto anche per le opere web in licenza di prodotto e in coproduzione con un fornitore di servizi media audiovisivi su altri mezzi. In tali casi, il produttore originario indipendente deve mantenere la titolarità dei diritti in misura non inferiore al 30%.

Approfondimenti:

Crediti d’imposta per le imprese di produzione cinematografiche

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