cammini di santiago

La Santa Sede è ufficialmente il 32esimo membro dell’Accordo parziale allargato sugli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa: “Sarà una partecipazione attiva, di collaborazione, consapevole del peso e della storia che riveste nel Vecchio Continente”, dice ad AgCult monsignor Maurizio Bravi, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione mondiale del turismo, che ha seguito il percorso di adesione ufficializzato pochi giorni fa a Lussemburgo (per approfondimenti leggi: Consiglio d’Europa: la Santa Sede aderisce all’Accordo sugli Itinerari culturali). La Santa Sede “crede di poter contribuire a delineare l’identità europea”, aggiunge monsignor Bravi sottolineando che “se l’Europa vuole avere un futuro, e un’anima soprattutto, deve guardare alla sua storia, deve riconoscere le sue radici ideali, non necessariamente ed esclusivamente religiose ma anche culturali, e i suoi valori”.

UN MESSAGGIO DI UNITA’

Nella storia d’Europa, e in quella del suo patrimonio culturale, “è molto presente il messaggio cristiano e la dimensione religiosa”, sottolinea Bravi. Non a caso il primo itinerario a essere certificato dal Consiglio d’Europa nel 1987 – anno in cui è stato lanciato il programma degli Itinerari culturali – è stato il Cammino di Santiago, “un antichissimo itinerario frequentato tutt’oggi da tantissimi pellegrini”, ricorda mons. Bravi rilevando come questi itinerari storici e religiosi vanno oltre l’idea di “un’Europa dei singoli stati, chiusi in se stessi” e al contrario contribuiscono a lanciare un “messaggio di unità”. L’adesione della Santa Sede, tra l’altro, è arrivata nell’Anno in cui l’Europa celebra il suo patrimonio culturale: si tratta di “una felice coincidenza – commenta Bravi – data l’importanza di questa iniziativa”.

GLI ITINERARI RELIGIOSI

Democrazia, diritti dell’uomo, dialogo e scambio interculturale: sono i valori alla base del programma sugli Itinerari culturali del Consiglio d’Europa che permette di attraversare l’Europa imparando la sua storia e scoprendo le sue tradizioni più antiche. Di 31 percorsi certificati, circa un terzo ha un chiaro riferimento religioso. In cima alla lista per popolarità – oltre al cammino di Santiago – c’è sicuramente la via Francigena che dalle isole britanniche attraversava l’Europa centrale per arrivare a Roma. Un percorso “che collegava la sede del romano Pontefice con tutti i Paesi del nord Europa e che ora – afferma mons. Bravi – si sta arricchendo di un altro ramo di itinerario che parte dai Paesi baltici e arriva in Italia, nella zona del Triveneto. Si tratta della ‘Romea Strata’, ancora in fase di elaborazione sebbene in ambito locale funzioni già. Un’iniziativa che per quanto riguarda l’Italia parte dalla Diocesi di Vicenza e che si può percorrere anche in bici con guide che illustrano le tappe”.

Ci sono poi le strade delle Abbazie Cistercensi e i siti Cluniacensi, con riferimento alla vita monastica “che sappiamo quanto peso, soprattutto culturale e non solo religioso, ha avuto nella storia d’Europa”, evidenzia Bravi. Dedicati a due figure importanti del cristianesimo in Europa, sono l’itinerario di Saint-Martin de Tours e quello meno conosciuto di Sant’Olaf in Norvegia. La Transromanica, invece, permette di scoprire conventi, chiese e altri edifici dello stile architettonico del Romanico. Un altro esempio è l’itinerario dei cimiteri che, spiega ancora l’Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione mondiale del turismo, “fa vedere come una realtà comune del genere umano, e cioè la morte, è interpretata dal punto di vista religioso in diversi paesi secondo diverse tradizioni”. “Dietro a questi itinerari – dichiara mons. Bravi – c’è il lavoro di tante associazioni di carattere culturale e turistico che tracciano un progetto di cammino che fa bene alle economie locali e alla preservazione del patrimonio storico e architettonico europeo”.

L’ADESIONE DELLA SANTA SEDE

Lo scorso anno, spiega mons. Bravi, “la Santa Sede ha seguito i lavori del Governing Board come osservatore, secondo quanto prevede la procedura. Successivamente, vedendo la positività e la bontà dell’iniziativa ha deciso di aderire come stato membro”. Il 18 aprile scorso l’adesione della Santa Sede è stata ufficializzata a Lussemburgo durante il Governing Board dell’ampliamento dell’Accordo parziale sugli Itinerari culturali.

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