E’ stato presentato presso il ministero dei Beni culturali il Geoportale della cultura alimentare, il progetto di raccolta, produzione e divulgazione di dati di cultura etnoantropologica legati al cibo, promosso dal Mibact in collaborazione con l’Università degli studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo. Il Geoportale – presentato non a casa durante l’Anno del cibo italiano ideato dal Collegio Romano – non concentra fisicamente dati e banche dati, ma stabilisce un’interconnessione solida e creativa delle informazioni, mettendo in rete archivi di diverso contenuto etnoantropologico non pensati per dialogare fra loro né destinati all’origine ad un utente finale non-specialistico. Attualmente i database coinvolti sono 9, oltre diecimila le schede presenti, con oltre 900 documenti multimediali e più di cinquemila elementi geolocalizzati.

Presenti alla presentazione esponenti del MiBact, della Commissione Nazionale Unesco, del Mipaaf, del Marci, insieme ai sindaci e assessori delle due città italiane Creative Cities Unesco per la Gastronomia, Alba e Parma, alla Regione Friuli Venezia Giulia (prima ad aver aderito al progetto e già presente nel Geoportale), a esperti e a rappresentanti di realtà economico-culturali dei territorio.

“Lo sforzo per la promozione della cultura alimentare è portato avanti con determinazione dal Mibact in accordo con la Farnesina, il Mipaaf e le regioni”, ha ricordato Francesco Palumbo, direttore della dg Turismo del ministero. “L’Anno del cibo è una scelta coerente con il Piano strategico del turismo, con cui si è deciso di dare risalto non solo ai grandi attrattori turistici ma anche al resto del paese. Il cibo è infatti il terzo motivo per cui si viene a visitare l’Italia, oltre 1 milione di turisti internazionali vengono per motivi legati all’enogastronomia e oltre 16 milioni di turisti italiani si muovono all’interno del paese per eventi legati al cibo. È giusto poi porre l’attenzione non solo sui prodotti ma anche sui produttori”.

Il Mibact, ha aggiunto Andrea Olivero, vice ministro del Mipaaf, “ancora una volta si distingue per la capacità di farci ragionare insieme. È in gioco un elemento che va ancora una volta richiamato: abbiamo la necessità sempre più di far emergere quanto è importante la cultura del cibo, quanto dietro a ogni cibo ci sia una tradizione e una storia. Se vogliamo valorizzare i nostri territori e la nostra cultura, dobbiamo far comprendere ciò che sta alle spalle del prodotto che viene venduto. Dobbiamo poi curare il connubio tra cultura e innovazione, trovare la giusta sintesi senza tradire la storia di una produzione ma allo stesso tempo andando incontro alle richieste di mercato”.

IL BERGAMOTTO DI REGGIO CALABRIA

Il Geoportale rappresenta una tappa importante per la divulgazione e la promozione del Patrimonio culturale immateriale italiano, insieme ad altre molte peculiarità della cultura della tradizione italiana legata al cibo. E una caratteristica importante è stata quella di arricchire il Geoportale con le buone pratiche: il Bergamotto di Reggio Calabria, un percorso di valorizzazione del bergamotto come patrimonio culturale identitario del territorio che anticipa la Convenzione di Faro. Ad accompagnare la delegazione Patrizia Nardi, ex assessore alla Cultura di Reggio che spiega: “Con la comunità d’eredità – rappresentata dal Consorzio di Tutela del Bergamotto, da Ezio e Giovanni Pizzi, da Francesco Crispo e Antonello Scaiola – insieme a Sergio Straface, antropologo, e ad Annita Vitale, coordinatore Gruppo di Supporto Strategico AdG della Regione Calabria, abbiamo presentato quella che è la peculiarità della Città di Reggio e del suo territorio, un unicum al mondo, e ripercorso le buone pratiche di progettazione condivisa e integrata tra enti pubblici messa in atto dalla Regione e dal Comune di Reggio Calabria nel 2015 con il coinvolgimento e la partecipazione dei portatori d’interesse, di quella che la Convenzione di Faro definisce comunità d’eredità. La stessa che è fondamentale nei percorsi di candidatura UNESCO. Un processo virtuoso, che ha contribuito a riconoscere nel Bergamotto di Reggio Calabria un elemento importante del patrimonio culturale identitario della Città e del suo territorio”.

“Straordinario per qualità e varietà” il welcome coffee break che ha accolto i molti ospiti del convegno, che hanno molto apprezzato le creazioni al bergamotto del pasticcere reggino Fortunato Marino.

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