Musei Valentino Nizzo videogiochiNon sono le tecnologie a fare le differenze, ma imparare a comunicare quello che noi stessi per primi dobbiamo amare. Dobbiamo avvicinarci alle persone. Lo ha detto Valentino Nizzo, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, intervenendo alla conferenza ‘La tecnologia nei musei, i videogiochi per il patrimonio culturale oggi’ all’interno della manifestazione Videogame lab, organizzata dal 4 al 6 maggio a Roma negli Studios di Cinecittà. Nizzo ha ricordato la sua recente esperienza di supporto al gioco basato sulla storia degli Etruschi “Mi Rasna” che sarà lanciato il prossimo 10 maggio. “Ho sostenuto Mi Rasna con grande gioia. Il tipo di racconto è assolutamente convergente con quello che avrei ideato io”, ha detto Nizzo.

IL GAP CHE SCONTANO I MUSEI

“Abbiamo ereditato anche un’accezione negativa verso i musei – ha sottolineato il direttore di Villa Giulia -. Non è stato colto infatti un mutamento sociologico. Ora bisogna accorgerci di quello che ci sta intorno, soprattutto dei giovani. Ci siamo dotati di un linguaggio che è diventato dominio di pochi. Bisogna superare questo gap. È una questione di capacità narrativa. Le tecnologie ci consentono di agganciare un pubblico che è abituato a nuovi strumenti. La differenza la fa la componente passionale, di narrazione”.

RICHIESTE ALLA POLITICA

Cosa chiedere allora alla politica? “La politica – spiega Nizzo – ha contribuito a generare un cambiamento che è all’inizio di un percorso che non va interrotto. La cultura tuttavia ancora non è entrata nella coscienza collettiva. Il problema è che è necessario che questo cambiamento agisca a tutti i livelli. Dobbiamo intervenire anche a livello della formazione. E risolvere questo imprinting negativo che i musei scontano ancora. Chiedo quindi ai politici di incoraggiare a guardare alla nostra realtà in modo più aperto al sociale e alle richieste del sociale”.

Infine Nizzo ha ricordato anche la Convenzione di Faro, “piattaforma perfetta per migliorare il coinvolgimento delle comunità e la comunicazione del museo” verso il pubblico.

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