A 20 anni dalla tragedia di Sarno, quando un fiume di fango dalla montagna provocò la morte di 160 persone, l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ricorda con Agcult quei giorni, spiegando che oggi i temi Ambiente, dissesto idrogeologico, #CLIMATECHANGE “sono scomparsi dal dibattito politico” ma la società civile, le realtà culturali e professionali e perfino una parte del mondo delle imprese sanno che è urgente intervenire”.

“La tragedia dei 160 morti per il fiume di fango dalla montagna che travolse Sarno provocò una scossa anche alle coscienze più aride. Riuscimmo – spiega il presidente della Fondazione Univerde – ad imporre una legislazione a difesa del suolo e finalmente stanziamenti decenti sulla prevenzione del dissesto idrogeologico”.

“Ma dieci anni dopo da ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare fui costretto a minacciare la crisi di governo per ottenere dal ministero dell’economia il ripristino di fondi adeguati, di definanziare quella follia del Ponte sullo stretto spostando i fondi alla lotta al dissesto idrogeologico di Calabria e Sicilia. E con quei fondi furono aperti oltre 1000 cantieri contro frane e dissesto”.

“Ma poi ripresero i tagli e la legislatura che si è chiusa ha registrato 5 anni di promesse a vuoto sulla legge contro il consumo di suolo puntualmente naufragata. Eppure proprio con la conferenza sul clima del settembre 2007 avevamo lanciato l’allarme per l’impatto del #climatechange sul già fragile equilibrio idrogeologico del Bel Paese. Sono stato inascoltato anzi attaccato come “catastrofista” salvo essere riabilitato come “lungimirante” ad ogni nuova tragedia da Genova ad Olbia…”

“Ma oggi – attacca Pecoraro Scanio – i temi Ambiente, dissesto idrogeologico, #CLIMATECHANGE sono scomparsi dal dibattito politico. Pochi accenni in campagna elettorale e nulla nelle priorità delle trattative estenuanti per il possibile governo. Ma non possiamo mollare. La società civile, le realtà culturali e professionali e perfino una parte del mondo delle imprese sanno che è urgente intervenire. Possiamo e dobbiamo imporre anche alle istituzioni questa priorità. Possiamo difendere il nostro territorio,evitare altri lutti e creare lavoro. Lo dobbiamo alle vittime di Sarno e delle tante altre tragedie simili ma soprattutto lo dobbiamo alle future generazioni”.

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