Norcia - Piazza San Benedetto

Simbolo dell’Italia centrale colpita dal terremoto ed emblema di una ricostruzione che procede a rilento. Chi parla della rinascita della Basilica di San Benedetto a Norcia apre una ferita che fa fatica a rimarginarsi e smuove acque già agitate da polemiche e timori. Un bando di gara internazionale predisposto dal ministero dei Beni culturali deciderà la proposta migliore per la ricostruzione e una Commissione istituita ad hoc ne fisserà paletti e criteri: un iter che però, a un anno e mezzo da quel 30 ottobre 2016, fatica a ingranare. “Bisogna ancora completare la rimozione delle macerie e l’opera di messa in sicurezza delle residue porzioni murarie che sono rimaste in piedi – racconta ad AgCult il sindaco di Norcia Nicola Alemanno -. Fin quando non saranno completate queste procedure, non si potrà avere un rilievo dello stato di fatto e senza uno stato di fatto è evidente che non si può procedere a nessun progetto”.

VERSO UNA RICOSTRUZIONE MODERNA?

Alemanno risponde alle polemiche che da mesi accompagnano l’argomento, alimentate dalle parole del vescovo di Norcia, monsignor Renato Boccardo: l’ipotesi di una ricostruzione in chiave moderna non è piaciuta ai nursini che vogliono rivedere il simbolo di Norcia “com’era e dove era”, si legge in una petizione lanciata dalla Pro Loco, che in pochi giorni ha raccolto su change.org più di 2000 firme. “Alcune ipotesi che strisciano nell’ombra non ci piacciono – è il messaggio della Pro Loco -. Non ci piace sentir parlare di progetti strampalati, di acciaio, di modernità fine a se stessa, di ‘nuovismo’ a tutti i costi. Non ci piace chi non riconosce alla tradizione il suo posto nel cuore della popolazione”. Timori che provengono dalla maggior parte dei cittadini e che si percepiscono anche nei vari gruppi social dedicati, ma che – secondo il sindaco di Norcia – sono “almeno in questa fase, infondati”.

UN MILIONE DI EURO PER RIMUOVERE LE MACERIE

“Ora non stiamo ragionando di nessun progetto – ribatte Alemanno -. Non sappiamo ancora se dal recupero delle macerie riemergeranno tutti i materiali per immaginare una ricostruzione filologica e che quindi tenderà a riutilizzare lo stesso materiale proveniente dal crollo. Se ci fosse la possibilità di una ricostruzione filologica si partirà da un tema, ma in caso contrario se ne aprirà un altro perché ci sono molte possibilità di poter sostituire il materiale che manca”. Ecco perché “bisogna far presto a togliere le macerie” ed è questo, sottolinea con forza Alemanno, “il vero problema”. Qui entra in gioco la soprintendenza, che “deve indire una gara da un milione di euro per togliere le macerie”, ma ciò che non funziona “ancora una volta – continua il sindaco – è la burocrazia che sta bloccando i processi. C’è bisogno di fare una gara ma le strutture pubbliche non sono in grado di farla e noi siamo fermi”. Si procede a rilento, anzi “parecchio, molto, troppo a rilento – dice Alemanno rinforzando il concetto -. Stiamo accumulando un ritardo terribile”. L’ultimo sopralluogo c’è stato dopo la scossa registrata a Muccia (Macerata) il 10 aprile scorso: “Hanno garantito che avrebbero proceduto con i lavori perché c’erano ancora le condizioni per utilizzare gli strumenti in deroga che la norma metteva a disposizione. Detto ciò, i lavori ancora non sono iniziati”.

SICUREZZA E CONSERVAZIONE

La Basilica di Norcia è il “simbolo della ricostruzione, non del terremoto”, ci tiene a specificare Alemanno. Ma è anche un simbolo del vecchio continente (San Benedetto è il patrono d’Europa) e proprio l’Unione europea è scesa subito in campo mettendo a disposizione 10 milioni di euro per la ricostruzione. Una forte attenzione a livello internazionale che richiede un progetto all’altezza: “Abbiamo cercato il riferimento del maggior esperto nazionale che abbiamo”, afferma il sindaco di Norcia. Si tratta di Antonio Paolucci – già ministro dei Beni culturali nel governo Dini, direttore dei Musei vaticani e soprintendente del Polo Museale fiorentino – messo a capo della Commissione che avrà il compito di “guidare” l’intervento definitivo. “Paolucci è un grande esperto della storia, della cultura e della ricostruzione del patrimonio del nostro Paese – ricorda Alemanno -, conosce molto bene il tema della sicurezza degli edifici storici perché è evidente che questa volta il tema della sicurezza deve essere posto a livello paritetico a quello della conservazione”.

DA MILANO A NORCIA: A BREVE LA PRESENTAZIONE DELLA COMMISSIONE

Sotto i riflettori anche il convegno che si è tenuto il 19 aprile a Milano, durante il quale sono stati presentati i contenuti del protocollo d’intesa per il restauro della Basilica firmato a febbraio scorso da Mibact, Regione Umbria, Comune e Arcidiocesi di Norcia. Sempre sui social si possono intercettare gli umori della popolazione: perché un’iniziativa così importante è stata organizzata a più di 500 km da Norcia? “La Regione è presente da anni al Fuorisalone e ha voluto dedicare uno spazio per presentare il protocollo d’intesa”, risponde Alemanno annunciando che “la presentazione della Commissione si farà a Norcia: stiamo cercando una data e nelle prossime settimane ci sarà. In questa fase, pur volendo, non avremmo avuto un luogo dove poter discutere. Cercheremo di farla in piazza, all’aperto”. Mettendo insieme tutti questi elementi, secondo il sindaco di Norcia “in questa fase c’è la necessità di confrontarsi, proprio perché ci sono opinioni diverse. C’è quella del sindaco, che è in linea con l’auspicio che viene dalla maggior parte dei cittadini: restituire la piazza così com’era”. Ci sono poi posizioni diverse, come quella del vescovo, “che però non dice che è d’accordo a fare una cosa nuova – spiega Alemanno – ma si dice d’accordo a verificare se ci sono soluzioni che possono essere migliorative. Si tratta di confrontarsi, di verificare la situazione e di prendere in considerazione tutte le possibilità che ci sono. La mia speranza è di rivedere l’immagine della piazza esattamente com’era”.

SOCIAL E FALSA COMUNICAZIONE

È evidente che il tema della ricostruzione della Basilica di Norcia è un “tema centrale nell’attenzione, nella sensibilità e nel cuore di ogni cittadino della nostra comunità ed è giusto – dice il primo cittadino di Norcia – che tutti abbiano la possibilità di potersi esprimere e anche di lanciare proclami e timori. Ma è necessario non creare allarmismi facendo falsa comunicazione sui social perché una cosa è la possibilità di potersi esprimere e denunciare, un’altra è dire che c’è già un progetto quando non è vero”. Il riferimento è ai vari disegni e rendering che girano in rete, che raffigurano una Basilica ricostruita con linee moderne, ma “non solo non c’è ancora un progetto, ma non c’è neanche l’idea di un progetto – rileva Alemanno -. Ci sono persone che approfittano della buona fede di chi utilizza i social per assumere il ruolo di intellettuali capaci di affrontare temi senza avere le competenze”. “Tutta la città è d’accordo su questa situazione – conclude il sindaco – ma non dobbiamo offrire il fianco a chi può approfittare della buona fede delle persone per creare falsi allarmismi e polemiche che non servono a nulla. Tutti quelli che vogliono partecipare attivamente al dibattito sono i benvenuti, possono e devono farlo, protestando quando non sono d’accordo”.

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