Per il 2018 il contributo alla Fondazione Teatro alla Scala di Milano è pari a 28.795.494 euro mentre per la Fondazione Accademia nazionale di Santa Cecilia è di 11.804.364 euro. E’ quanto stabilisce un decreto firmato dal direttore della dg Spettacolo del Mibact, Onofrio Cutaia, a seguito della riunione della Commissione consultiva per la Musica, che nella seduta del 23 marzo 2018 ha evidenziato per le due Fondazioni una “programmazione in crescita, come risulta dai programmi presentati per il triennio 2018-2020”.

Le due Fondazioni sono riconosciute – in seguito al decreto ministeriale del 5 gennaio 2015 – quali fondazioni lirico-sinfoniche dotate di forma organizzativa speciale e l’assegnazione del contributo statale è quindi determinata dal Direttore generale per lo spettacolo dal vivo, sentita la Commissione consultiva per la Musica, “in considerazione della attività realizzata nel triennio precedente l’assegnazione e sulla base dei programmi di attività del triennio successivo corredati dei relativi budget preventivi, in ragione di una percentuale stabilita con valenza triennale”.

Le risorse andranno a valere sul Fondo Unico per lo spettacolo 2018 che, per le Fondazioni lirico-sinfoniche, è pari quest’anno a 178.854.000 euro (in lieve flessione rispetto ai 182.272.058,30 euro del 2017). Entrando nel dettaglio, alla Fondazione Teatro alla Scala di Milano è stata determinata una percentuale del Fus pari al 16,1 per cento (ovvero circa 29 milioni euro) mentre per la Fondazione Accademia nazionale di Santa Cecilia è determinata una percentuale del 6,6 per cento (un po’ meno di 12 milioni di euro).

FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE DOTATE DI FORME ORGANIZZATIVE SPECIALI

Il ministro dei Beni culturali riconosce la qualifica di “Fondazione lirico-sinfonica dotata di forma organizzativa speciale” alle fondazioni lirico-sinfoniche che presentano questi requisiti:

  • l’evidente peculiarità in campo lirico-sinfonico, desunta dalla specificità della fondazione nella storia e nella cultura operistica e sinfonica italiana;
  • la funzione e rilevanza internazionale, desunta dall’accertata capacità della fondazione di programmare e realizzare, in modo sistematico e non occasionale, una parte significativa della propria attività lirico-sinfonica in ambito internazionale;
  • l’eccezionale capacità produttiva, desunta dall’ampia offerta culturale, ben articolata, diversificata e positivamente caratterizzata dal ricorso sistematico e non occasionale a forme di collaborazione con altri soggetti pubblici e privati;
  • i rilevanti ricavi propri provenienti dalle vendite e dalle prestazioni rese, non inferiori, nell’ultimo bilancio approvato, al 40 per cento dell’ammontare del contributo statale;
  • il significativo e continuativo apporto finanziario, alla gestione o al patrimonio, da parte di soggetti privati, nonché dalla capacità di attrarre, nell’ultimo triennio, sponsor privati;
  • il conseguimento dell’equilibrio economico-patrimoniale di bilancio, che non deve derivare da operazioni di rivalutazioni del patrimonio, per i tre esercizi precedenti l’istanza di riconoscimento della forma organizzativa speciale.

Approfondimenti:

Leggi il decreto della Dg Spettacolo del Mibact

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Spettacolo, pubblicato il riparto Fus 2018: alle Fondazioni lirico-sinfoniche 178,8 mln

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