Dal 19 al 27 maggio Pavia sarà la capitale della Musica Sacra. Per 8 giorni ospiterà infatti il Festival promosso dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia in collaborazione con la Regione, il Teatro alla Scala e il Teatro Fraschini, con il patrocinio del Comune di Pavia e il sostegno della Camera di Commercio di Pavia e di Cattolica Assicurazioni. La direzione artistica è di Grisha Asagaroff.

La manifestazione è stata presentata oggi al Belvedere di Palazzo Lombardia, dal Presidente della Regione, Attilio Fontana, e dal direttore artistico della Scala, Alexander Pereira, insieme all’assessore regionale alla Cultura e Autonomia, Stefano Bruno Galli. Presenti il sindaco di Pavia, Massimo Depaoli e il presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia, Aldo Poli.

IL GOVERNATORE FONTANA: “RAFFORZIAMO RAPPORTO TRA REGIONE E TERRITORIO”

“Il Festival – ha detto il Presidente Fontana – ben si inserisce nel solido rapporto di collaborazione tra Regione e Scala, configurandosi come evento di alto livello artistico e, allo stesso tempo, come risposta al bisogno di trascendente, proprio della natura umana e costituente comune dei popoli”. “Per questo abbiamo deciso – ha continuato rivelando di aver provato ad organizzare la stessa cosa quando era sindaco di Varese – di sostenerlo concretamente apprezzando in modo particolare la scelta di rendere Pavia il palcoscenico di questo evento internazionale. Questo e’ un altro modo per rafforzare il rapporto tra la Regione e le molte istituzioni che fanno cultura sul nostro territorio. Tra queste il Teatro alla Scala costituisce indubbiamente la punta di diamante”.

Sei gli appuntamenti che vedono protagonisti alcuni dei più prestigiosi interpreti del grande repertorio religioso: Riccardo Chailly, Bruno Casoni, John Eliot Gardiner, Gianluca Capuano e Giovanni Antonini alla testa di complessi come il Coro e l’Orchestra del Teatro alla Scala, cui si aggiungono le Voci bianche dell’Accademia, gli English Baroque Soloists e il Monteverdi Choir, Les Musiciens du Prince, il Giardino Armonico, mentre tra le voci e’ attesissima Cecilia Bartoli, ospite straordinaria del concerto con Javier Camarena il 23. I quartetti vocali delle Messe schierano Rosa Feola, Veronica Simeoni, Francesco Meli e Gianluca Buratto per la Petite messe solennelle il 19 e Tamara Wilson, Ekaterina Gubanova, Rene’ Barbera e Ferruccio Furlanetto per la Messa da Requiem di Verdi il 22.

ASSESSORE GALLI: “PAVIA GRANDE CAPITALE CULTURALE DELLA REGIONE”

“Pavia – ha ricordato l’assessore alla Cultura e Autonomia, Galli – è una città ricca di storia. E a me piace pensare a una Lombardia plurale, a una regione dalle grandi capitali perché il pluralismo è uno dei tratti distintivi di questa Regione”. Valorizzare fino in fondo Pavia “che è una delle grandi capitali culturali della nostra regione e che incarna il legame con il sacro sino in fondo significa contribuire a far evolvere tutto il sistema culturale lombardo. Basti pensare che tante statistiche confermano che 1 euro investito in cultura ne genera 5. Una società evolve e si arricchisce perché produce cultura e quindi rivolgersi ai territori è un passaggio obbligato”. L’assessore ha anche fatto notare che “in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, riscoprire il sacro ha un grosso significato dal punto di vista sociale”.

Il Festival si configura come uno dei più importanti eventi musicali sul territorio lombardo e si inserisce in un quadro di iniziative culturali che Fondazione Banca del Monte di Lombardia promuove e sostiene in quanto l’ambito culturale rappresenta uno dei settori principali in cui opera. Finalità ultima della Fondazione è il miglioramento di vita dei cittadini e delle comunità.

“Confidiamo che in un’epoca, come l’attuale, dove la multietnicità si confronta anche in modo conflittuale – ha detto Aldo Poli, presidente della FBML – la musica potrà essere motore unificante e condiviso e dare un prezioso contributo all’integrazione e all’interculturalità”.

“Questo Festival – ha concluso Alexander Pereira – riempie un vuoto importante nella programmazione musicale italiana. I più grandi compositori hanno dedicato le loro migliori energie per creare grandi capolavori religiosi, ma la difficoltà di riunire complessi così vasti limita la diffusione di questo repertorio. Oggi abbiamo la possibilità di portare a Pavia gli interpreti più prestigiosi per offrire agli ascoltatori un’esperienza artistica e spirituale del più alto livello in luoghi carichi di storia, nella convinzione che la musica sacra costituisca una tradizione e un patrimonio insostituibile per tutti”.

Rispondi