Roma Madonna dell’Accoglienza” Domenico Paladino edicolaRoma si arricchisce di una nuova opera d’arte grazie alla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti Onlus, che ha voluto donare alla Città Eterna “La Madonna dell’Accoglienza”, un mosaico realizzato dal maestro Domenico Paladino. Una donazione che si inserisce nel più ampio progetto che la Fondazione – da tempo attiva nella valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e religioso – intende presentare alle Istituzioni per il recupero di 50 edicole votive presenti nella Capitale in modo da avviarne successivamente il restauro. L’evento per la posa sulla facciata di Palazzo Sforza Cesarini – in Corso Vittorio Emanuele II – si è tenuto alla presenza, fra gli altri, della sottosegretaria al Mibact, Ilaria Borletti Buitoni, del soprintendente speciale Archeologia, Belle arti e paesaggio di Roma, Francesco Prosperetti e della marchesa Giovanna Sacchetti.

UNA MADONNA PER TUTTI I PROFUGHI

L’opera di Paladino nasce in occasione del Giubileo Straordinario di Papa Francesco e nel mese di febbraio è stata benedetta dal Santo Padre durante una cerimonia privata alla Santa Sede. Il mosaico raffigura una Madonna dalla pelle nera che vuole essere sinonimo di accoglienza della città di Roma a tutti i profughi dell’Africa che arrivano in Italia e nella Capitale. Le Madonne nere, da tempi immemorabili, uniscono nella venerazione sia la Chiesa d’Occidente che quella d’Oriente. L’opera richiama le edicole votive, monumenti storici dell’antica tradizione devozionale popolare romana che hanno sempre ricoperto grande importanza nel tessuto urbano, poiché sorte nei quartieri laddove si svolge la vita di gran parte dei cittadini.

BORLETTI BUITONI: SPAZIO AI PRIVATI

“Si tratta di un’occasione importante: in questa epoca divisiva che stiamo vivendo soprattutto sul tema dei migranti, questa Madonna nera è un messaggio per la città di Roma” ha evidenziato la Borletti Buitoni. “Nel corso del mio mandato al Mibact mi sono accorta della straordinaria importanza della gestione da parte dei privati del patrimonio culturale italiano. Questa legislatura ha infatti aumentato le risorse per il mantenimento del patrimonio del paese ma questo non basta: solo con il contributo dei privati possiamo portare in sicurezza il nostro patrimonio culturale. Il recupero del patrimonio culturale e artistico italiano deve venire da una rete, che comprenda sia lo Stato che i privati”. Roma, ha quindi concluso la sottosegretaria, “vive un momento difficile, ripartire dal recupero di un pezzo della sua identità è un modo per far ripartire il rapporto tra il cittadino e la città”.

BERGAMO: RINNOVATA NEL NOSTRO TEMPO UNA TRADIZIONE ANTICA

Assente per impegni istituzionali il vicesindaco Luca Bergamo, che ha però voluto inviare un messaggio alla Fondazione: “Esprimo il più sentito ringraziamento per questo progetto. Ho trovato eccezionale l’idea di commissionare un’icona votiva al grande maestro Paladino, rinnovando anche nel nostro tempo una tradizione antica e una iconografia che unisce segni e generazioni diverse. Una delle linee guida della nostra amministrazione punta infatti alla presentazione di Roma come città contemporanea, che sappia costruire un dialogo costruttivo e innovativo con il passato, di cui siamo orgogliosi eredi. L’opera rappresenta un momento importante per la crescita della nostra comunità cittadina”.

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