L’impatto della metropolitana C sull’area centrale di Roma, il progetto fermo da anni di un Museo dei Fori a Villa Silvestri-Rivaldi, la ripresa degli scavi, il riordino tanto atteso dell’Area Archeologica Centrale e il suo collegamento con l’Appia Antica. Sono questi i temi che verranno discussi domani all’incontro organizzato a Roma da Italia Nostra (viale Liegi 33) “per il rilancio del Grande Museo dei Fori e del Parco Archeologico Monumentale dei Fori”. Un incontro a cui sono invitate “tutte le componenti sociali e culturali della città, con l’auspicio di potersi insieme ritrovare in una rinnovata richiesta d’avvio d’una specifica programmazione delle attività archeologiche, il rifinanziamento e la realizzazione del Grande Museo dei Fori”. Saranno presenti Adriano La Regina, presidente dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma, Francesco Prosperetti, Dir. Soprintendenza Speciale Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Roma, Alfonsina Russo, Dir Parco Archeologico del Colosseo e Francesco Scoppola, Dir. Generale Educazione e Ricerca, Mibact.

Nel 1980 la Soprintendenza di Stato ed il Comune di Roma avviavano un piano di riordino dell’Area Archeologica Centrale che prevedeva la messa in luce dell’antico contesto e la costituzione di un grande parco in collegamento con l’Appia Antica. “Dopo tanto tempo – scrive il presidente di Italia Nostra, Oreste Rutigliano – nonostante le approfondite ricerche, la realizzazione del progetto, il suo finanziamento, rimangono ancora al margine delle agende politiche di tutte le istituzioni che vi sono implicate. In questo lungo tempo non sono mancati, dibattiti, tavole rotonde, progetti, mostre, libri, convegni e iniziative politiche. Tutto questo appassionato interesse, non avendo prodotto nulla di effettivamente pratico, ha finito per allontanare il tema dai tavoli di lavoro”.

“Il sipario così inopportunamente calato avrebbe dunque consentito la sostituzione di questo straordinario e quasi necessario riassetto dell’intera città con la realizzazione di alcune pesanti infrastrutture come la metropolitana “C”, inutilmente prolungata fin dentro l’area monumentale. L’impatto degli enormi volumi cementizi interrati, altamente devastanti, già fin d’ora, quando cioè l’opera non è ancora conclusa, è motivo di molte perplessità. Il fortissimo degrado che ha oscurato la tradizionale percezione topografica, allontanando i cittadini dai luoghi del loro patrimonio ha generato la perdita di una significante coscienza geografica”.

“Alla luce delle molte difficoltà e delle sorprese che quotidianamente si verificano in cantiere, risulta necessario ripensare ad una variazione del percorso previsto con una diversa soluzione più funzionale che si allontani dal delicatissimo tessuto monumentale degli antichi Fori Imperiali. L’area centrale di Roma è sempre appartenuta ai suoi cittadini che, coi viaggiatori stranieri, ne hanno condiviso le straordinarie monumentalità. I pervasivi percorsi turistici però hanno oggi causato l’abbandono di questo prezioso tessuto, soffocando l’autenticità popolare di tali luoghi, portandoci all’attuale opprimente decadimento urbanistico. L’intento di restituire alla città i suoi spazi storici è l’unica possibilità di qualificare in un assetto razionale le iniziative a volte estemporanee della politica urbana. Il riordino dell’antico contesto archeologico attraverso lo scavo e la restituzione dei suoi luoghi, la realizzazione di questa grande opera culturale di altissimo livello, possono rimettere ancora una volta Roma al centro del mondo”.

“Al grande dibattito degli anni passati si è dunque sostituito un pericoloso silenzio foriero di tutte le cattive intenzioni immobiliari e affaristiche che si stanno rigenerando dentro gli spazi della nuova politica. Il grande patrimonio dei Fori di Roma, dell’antica area, la più delicata della città, appartiene alla Cultura internazionale ed è indisponibile alle speculazioni come a qualsiasi temporanea utilizzazione semplicemente generazionale. Nei progetti era previsto la destinazione di Villa Silvestri-Rivaldi, vasto complesso quattrocentesco nel cuore dell’area, ad una prestigiosa sede del tante volte auspicato Museo dei Fori, capace di accogliere l’arte e la storia proveniente da quei monumenti, per non dire delle migliaia di casse sigillate in cui attualmente è riposto l’Antiquarium Comunale (sfrattato da più di ottant’anni dal Celio). La realizzazione del Museo dei Fori, com’è avvenuto ad esempio per il bellissimo Museo dell’Acropoli di Atene, che non può essere surrogato dagli arredi antiquari di una stazione di metropolitana underground, dovrebbe diventare il luogo di orientamento di visitatori e residenti, consentendo una grande partecipazione nazionale alla Cultura”.

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