enoturismoE’ stato presentato al Senato il disegno di legge “Disposizioni per la predisposizione del Programma nazionale per la mobilità ciclistica nonché per la realizzazione della rete degli itinerari ciclabili d’Italia”, che ha l’obiettivo di individuare i principali itinerari ciclabili del nostro Paese per costituire “l’ossatura di una futura rete nazionale”. Questo – spiegano i due firmatari Antonio De Poli e Pier Ferdinando Casini – “deve avvenire mediante il riconoscimento di itinerari che rappresentino un collegamento tra tutte le regioni d’Italia e nel contempo assumano rilevanza nell’ambito di un sistema di itinerari europei”. Il progetto della rete degli itinerari ciclabili d’Italia deve porre un’attenzione particolare al turismo, alla sicurezza stradale, alla ricreazione, agli scambi culturali e allo sport. Tale progetto deve inoltre prevedere il collegamento del territorio nazionale con le reti di percorribilità ciclistica già costituite soprattutto nelle regioni del Nord Europa, reti che stanno riscuotendo un notevole interesse.

IL COSTO DEL PROGETTO

Considerando le lunghezze degli itinerari ciclabili – si legge nella relazione – i costi complessivi ammontano a circa 525 milioni di euro per gli itinerari principali (circa 3.500 chilometri) e a circa 175 mln di euro per gli itinerari secondari (circa 1.200 chilometri). Vista la natura di itinerari ciclabili a lunghissima percorrenza, è possibile ipotizzare la presenza di collegamenti fra i tratti ad uso esclusivamente ciclabile (o eventualmente ciclo-pedonale) tramite l’utilizzazione di strade ad alta compatibilità ciclabile (rete stradale minore a basso traffico veicolare). Ipotizzando che un 20 per cento degli itinerari ciclabili possa essere in promiscuo su sede stradale esistente, si può considerare un costo pari a 420.000.000 di euro per gli itinerari ciclabili principali e a 140.000.000 di euro per quelli secondari. Occorre inoltre prevedere la spesa per la manutenzione della rete, per la quale in prima analisi si ipotizza un costo complessivo annuo di circa 5 milioni di euro.

L’articolo 3 del disegno di legge stabilisce che per l’elaborazione e le attività istruttorie del Programma nazionale per la mobilità ciclistica è istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, un apposito fondo con una dotazione annua di 1.500.000 euro a decorrere dall’anno 2018. Per la realizzazione della rete degli itinerari ciclabili d’Italia è istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, un apposito fondo con una dotazione annua di 60.000.000 di euro a decorrere dall’anno 2018 e fino all’anno 2027. Per la manutenzione della rete degli itinerari ciclabili d’Italia è istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, un apposito fondo con una dotazione annua di 5.000.000 di euro a decorrere dall’anno 2020.

GLI ITINERARI INDIVIDUATI

In particolare sono stati individuati quattro itinerari ciclabili principali che percorrono l’Italia sia in senso nord-sud che in senso est-ovest, al fine di collegare le principali città d’arte e i luoghi di riconosciuto valore ambientale, proponibili a un turismo internazionale che ama spostarsi in bicicletta. Gli itinerari ciclabili si innestano nella rete europea, garantendo la continuità dei percorsi e i collegamenti transnazionali.

L’itinerario n. 1 “dal Brennero al Tirreno” collega il passo del Brennero con Bolzano, Trento, prosegue verso Mantova, Modena, quindi Bologna, Firenze, Siena, Grosseto e si collega all’itinerario n. 2.

L’itinerario n. 2 “dei Pellegrini” collega la Svizzera con il lago di Como e quindi Milano, raggiunge il Po, prosegue verso Parma e, attraverso il Passo della Cisa, arriva sul Tirreno, proseguendo parallelo alla costa fino a Roma, quindi a Napoli, Reggio Calabria, Messina, Catania, Agrigento e, via traghetto, garantisce il collegamento verso Malta.

L’itinerario n. 3 “del Po o corridoio 5” collega Ventimiglia con Savona, quindi Torino, dove si innesta sul fiume Po, e da qui fino a Ferrara, raggiungendo poi Venezia e Trieste e garantendo il collegamento verso la Slovenia.

L’itinerario n. 4 “dell’Adriatico” si innesta sull’itinerario 3 all’altezza di Ferrara, raggiunge la riviera di Rimini e si sviluppa sulla dorsale adriatica, parallelo alla costa, fino in Puglia, dove, via traghetto da Brindisi, garantisce il collegamento verso la Grecia.

Si ritengono inoltre di interesse nazionale cinque itinerari secondari che garantiscono il collegamento trasversale tra gli itinerari principali: itinerario A: Ravenna, Cesena, Perugia, Todi, Viterbo, Roma; itinerario B: Roma, L’Aquila, Chieti, Pescara; itinerario C: Salerno, Potenza, Matera, Lecce, Brindisi; itinerario D: Trento, Venezia; itinerario E: Olbia, Cagliari.

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