anna ascani imprese culturali start up“Alle start up innovative del settore cultura non solo serve la struttura legislativa che noi abbiamo cercato di dare in extremis nella Legge di Bilancio 2018, ma sicuramente serve anche una corsia preferenziale”. Anna Ascani, responsabile Cultura del Partito democratico, riprende il ragionamento di Giuliano Urbani, ex ministro dei Beni culturali dal 2001 al 2005 nel secondo governo Berlusconi che invitava “a difendere la Cultura come identità collettiva”, salvaguardando le start up innovative di fronte alle multinazionali. Per farlo è necessario, spiegava Urbani sul Messaggero, “escludere questa materia dagli appalti unificati, permettere l’accesso delle start up e comprendere se vi sia bisogno di proteggerle dalla concorrenza delle multinazionali”.

LA PROPOSTA DI LEGGE

La Ascani ricorda la sua proposta di legge sulle imprese culturali e creative, nella versione iniziale, che prevedeva appunto ampi incentivi per le start up innovative in campo culturale. “Noi – spiega ad AgCult – avevamo immaginato nella prima proposta di legge che esistessero incentivi ad hoc per le imprese culturali e creative nuove che investono in tecnologia e per quelle imprese piccole, che hanno cioè fatturati ridotti rispetto alle grandi multinazionali”. Su questo punto, spiega, c’è il margine per trovare un’intesa anche tra chi ha un’opinione diversa sul merito. “Dobbiamo capire come dare priorità a quelle imprese che avevamo individuato nella prima proposta di legge”. Tra l’altro, una proposta di legge “scritta insieme, anche con chi andrà adesso al governo. Spero che non se lo dimentichino”, dice riferendosi a chi – come il M5S – nella passata legislatura dalle file dell’opposizione aveva apprezzato le misure a favore delle imprese culturali e creative. E se così non dovesse essere, aggiunge, “noi vigileremo e li spingeremo a fare quanto si erano impegnati a realizzare”.

IL DECRETO ATTUATIVO

Il decreto attuativo della legge di Bilancio (che istituisce il registro delle imprese culturali e creative e le modalità di accesso al tax credit), a questo punto è certo, sarà in capo al nuovo governo. “Ci sono alcuni principi da stabilire – precisa la responsabile Pd per la Cultura – che non è giusto che stabilisca un governo ormai scaduto. Però credo anche che, avendoci lavorato insieme, sia bene tenere fermi e saldi i principi che ci eravamo dati. Noi siamo a disposizione per lavorare insieme. Quando parliamo di opposizione critica e costruttiva diciamo questo. Se c’è l’intenzione di fare cose buone – conclude – noi siamo a disposizione”.

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