“È una giornata storica per Roma e per l’Italia, è una giornata di festa perché dopo anni la stazione di San Giovanni è finalmente aperta”. Così la sindaca di Roma, Virginia Raggi, inaugurando la stazione di San Giovanni della metro C, che collega una parte importante della periferia est della Capitale con il centro. “È un momento che i cittadini stavano aspettando da tempo – prosegue Raggi – nel quale abbiamo portato a compimento una parte importante di una grande opera infrastrutturale che vede, peraltro, una cornice preziosa e magnifica come quella di questa stazione-museo”. Si tratta infatti della “prima stazione-museo che abbiamo”, continua la sindaca sottolineando come “scendendo i piani si inizia una sorta di viaggio nel tempo durante il quale si può tornare all’epoca dei romani. Qui molti anni fa c’era una villa e parte dei reperti sono rimasti visibili in teche affinché i viaggiatori possano apprezzare le ricchezze del sottosuolo”. E c’è una teca alla quale la sindaca è “molto affezionata” e cioè quella che contiene “un nocciolo di pesco e alcuni semi di 2000 anni fa: è una cosa strabiliante – sottolinea Raggi -. Scavando nel sottosuolo di Roma ci imbattiamo in esistenze preziosissime dell’archeologia. Gli scavi di questa metro stanno portando alla luce reperti importanti per riscoprire com’era Roma nel passato”.

“ROMA CORRE VERSO IL FUTURO”

“In questo caso è stato fatto un lavoro eccellente – dice Raggi – perché abbiamo saputo coniugare le necessità di una città che cresce con le necessità di una città ricca di storia”. Raggi ringrazia “tutti coloro che hanno lavorato al progetto” e anche “i sindaci precedenti che hanno visto nascere quest’opera e che l’hanno voluta. In questo modo Roma inizia a correre verso il futuro”. I cittadini “ci hanno chiesto di continuare l’opera fino a piazzale Clodio – conclude Raggi -, noi vorremmo arrivare oltre, fino a Farnesina. La città compete con le grandi capitali. Roma è orgogliosa di ricominciare a correre e l’Italia, di cui Roma è la vetrina, deve essere orgogliosa”.

L’ARCHEOLOGIA NON È UN OSTACOLO

“Proprio qui abbiamo rinvenuto degli scavi archeologici di un’azienda agricola di 2000 anni fa, con un enorme bacino idrico, i peschi di cui abbiamo trovato gli alberi tagliati e i semi che sono esposti”, dice l’archeologa della soprintendenza Simona Morretta, curatrice del progetto scientifico degli scavi. “L’eccezionalità del rinvenimento ha fatto sì che la soprintendenza portasse avanti con forza un progetto scientifico – e il soprintendente Prosperetti ha avuto un ruolo fondamentale – che restituisse ai cittadini e ai turisti ciò che è loro, il loro patrimonio storico e archeologico”, ha aggiunto Morretta. Questo, secondo l’archeologa, dimostra che “l’archeologia non è un ostacolo per lo sviluppo della città, ma un’eccezionale fonte di conoscenza. Questo abbiamo cercato di trasmettere con i reperti posizionati alla stessa quota alla quale sono stati rinvenuti”. Così quindi apre la stazione-museo di San Giovanni, “un unicum al mondo, che dimostra che i valori culturali che abbiamo in questo continuo rapporto tra passato e presente sono l’identità vera di una città contemporanea”, conclude Morretta.

 

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2 Comments

  1. È tutto bello e meraviglioso……. spero che i miei concittadini ed i turisti rispettino queste nostre bellezze, mentrs i preposti alla tutela vigilino senza permettee a nessuno di imbrattare e deturpare la nostra storia

  2. Marcello Di Tella

    ECCEZIONALE, MERAVIGLIOSO, NON CI SONO PAROLE PER DESCRIVERE L’AVVENIMENTO

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