Premio Strega Europeo – Salone Internazionale del Libro

Fernando Aramburu, con il suo romanzo Patria (Guanda), tradotto da Bruno Arpaia, si aggiudica la quinta edizione del Premio Strega Europeo, nato nel 2014 in occasione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea per diffondere la conoscenza delle voci più originali e profonde della narrativa contemporanea. Il vincitore è stato annunciato il 13 maggio al Salone internazionale del Libro di Torino da Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. “Questo è il mio terzo Strega – ha detto Covassi – è sempre una grande emozione, ma anche una grande passione leggere i libri dei finalisti. Il 2018 è anche l’Anno europeo del patrimonio culturale e quindi questa quinta edizione del Premio coincide con un anno importante in cui le storie e la storia diventano importanti per tutti noi”.

Ma è anche un “momento difficile per l’Unione europea – ha sottolineato il Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea – non solo al livello delle istituzioni, ma anche al livello dell’identità culturale e di memoria che spesso perdiamo. Ci manca la chiave di lettura del nostro passato”. In quest’ottica “avere un Premio letterario europeo è molto importante perché ci aiuta a tessere, a riscoprire e a ritrovare gli echi della nostra identità profonda, per costruire il futuro”. Il Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea ha ricordato poi le parole di Javier Cercas, che proprio dal Salone di Torino ha parlato dell’Europa unita come “l’unica utopia politica ragionevole”: “Sono felice – ha concluso Covassi – che in questa serata anche noi ne siamo protagonisti”.

PREMI E GIURIA

Oltre a Covassi, sono intervenuti Maria Ida Gaeta, direttore della Casa delle Letterature di Roma e del Festival Internazionale Letterature, Natale Antonio Rossi, presidente della FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) e da Giovanni Solimine e Stefano Petrocchi, presidente e direttore della Fondazione Bellonci. Ad Aramburu va un riconoscimento del valore di 3.000 euro; un altro premio di 1.500 euro, offerto dalla FUIS, è stato attribuito al traduttore del libro premiato. Il libro di Fernando Aramburu è stato votato da una giuria composta da scrittori vincitori e finalisti del Premio Strega – Alessandro Barbero, Laura Bosio, Rossana Campo, Antonella Cilento, Maria Rosa Cutrufelli, Antonio Debenedetti, Paolo Di Paolo, Ernesto Ferrero, Mario Fortunato, Paolo Giordano, Nicola Lagioia, Rosetta Loy, Melania G. Mazzucco, Edoardo Nesi, Lorenzo Pavolini, Romana Petri, Antonio Scurati, Elena Stancanelli, Domenico Starnone – e dai responsabili delle istituzioni che collaborano all’organizzazione del premio.

GLI ALTRI FINALISTI

Hanno concorso a ottenere il premio cinque romanzi recentemente tradotti in Italia, provenienti da aree linguistiche e culturali diverse, che hanno vinto un importante premio nazionale nei Paesi europei in cui sono stati pubblicati. Oltre ad Aramburu, facevano parte della cinquina dei finalisti Olivier Guez con “La scomparsa di Josef Mengele” (Neri Pozza), tradotto da Margherita Botto; Lisa McInerney con “Peccati gloriosi” (Bompiani), tradotto da Marco Drago; Auður Ava Ólafsdóttir con “Hotel Silence” (Einaudi), tradotto da Stefano Rosatti; Lize Spit con “Si scioglie” (E/O), tradotto da David Santoro.

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