Si è conclusa a Calviá (Mallorca) la 25esima Conferenza della Copeam (Conferenza Permanente dell’Audiovisivo Mediterraneo) dedicata alla promozione del patrimonio culturale attraverso i media e inserita fra le attività dell’Anno europeo del patrimonio culturale. Piattaforme digitali come Europeana o il sito dedicato alla memoria del mondo arabo sviluppato dalla Biblioteca Alessandrina sono alcuni degli esempi di utilizzazione delle nuove tecnologie per il recupero e l’accesso alla storia, all’arte e alla cultura della regione euro-mediterranea di cui si è parlato durante i lavori della conferenza. L’ampia eco che ha avuto la campagna #Unite4heritage promossa dall’UNESCO, in particolare a seguito degli attacchi ai monumenti straordinari come in Siria e in Iraq, ha dimostrato il crescente impegno della società civile per la preservazione della nostra eredità comune.

Esperti del settore hanno evidenziato la valenza anche economica che una strategia di valorizzazione delle ricchezze culturali può generare, divenendo uno strumento di sviluppo e di occupazione. In questo contesto, l’industria culturale e creativa, tra cui i media, ha un ruolo essenziale: trasformare il “passato” in contenuti audiovisivi che siano capaci di parlare al pubblico di oggi e che, a loro volta, diventeranno la memoria di domani.

Durante la 24esima Assemblea Generale dei soci della Copeam, gli organi esecutivi dell’Associazione sono stati rinnovati, con l’ingresso di Jordan Media City e la National Media Authority egiziana. La presidenza per il prossimo biennio è stata affidata a Kazimir Bačić, Direttore Generale della radio televisione croata (HRT). In chiusura dei lavori, l’Assemblea ha approvato all’unanimità una Risoluzione che propone progetti di lavoro condivisi per la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale attraverso programmi radiofonici e televisivi.

A questo proposito, il Segretario Generale della Copeam, Claudio Cappon, ha dichiarato: “Il Mediterraneo vanta la più grande diversità e ricchezza culturale al mondo: questo patrimonio è un vantaggio strategico per coloro che, come i professionisti dei media, devono essere capaci di produrre creatività e raccontare la complessità”.

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