Festival giornalismo culturaleÈ stata presentata sabato 12 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino la 6a edizione del Festival del giornalismo culturale, che si terrà a Urbino, Fano e Pesaro il 25, 26, 27, 28 ottobre 2018. Nella cornice dello Spazio Superfestival, i direttori del Festival Lella Mazzoli e Giorgio Zanchini hanno raccontato, insieme a Marco Bracconi (giornalista Robinson-la Repubblica) e Piero Dorfles (giornalista e critico letterario), le novità della prossima edizione.

Tanta la partecipazione da parte del pubblico e di alcuni dei numerosi sostenitori del Festival, tra cui Andrea Vianello (ex Direttore Rai 3) e Fabio Cappelli (caporedattore cultura e spettacoli Rai News 24). Il tema dell’incontro Le parole della cultura. Informare, raccontare, partecipare ha dato il via a una vivace riflessione su come siano cambiati e si siano rinnovati i linguaggi adottati dalla comunicazione culturale, a partire dal titolo dell’edizione 2018: Le parole della cultura. Un vocabolario che si rinnova. «L’anno scorso abbiamo raccontato il patrimonio culturale nei suoi più ampi significati, quest’anno il Festival sceglie di parlare dei vari linguaggi che i media usano nell’occuparsi di prodotti culturali e si arricchisce di sezioni nuove, anche grazie alla collaborazione di Marco Bracconi» le parole di apertura di Giorgio Zanchini.

Il Festival si aprirà con la consueta lectio magistralis che quest’anno sarà tenuta proprio dal padrone di casa del Salone, Nicola Lagioia, il 25 ottobre 2018 nella cornice del Salone del Trono di Palazzo Ducale di Urbino. Seguirà il momento dedicato alla ricerca dell’Osservatorio News-Italia dell’Università di Urbino Carlo Bo, che monitora annualmente la fruizione di informazione culturale degli italiani, e che per questa edizione proporrà degli approfondimenti sui linguaggi adottati dai media per raccontare i temi della cultura.

Primi fra quelli indagati i libri e la letteratura. Sarà proprio Piero Dorfles a parlare delle contraddizioni del settore: «Il critico letterario di competenza è andato perdendosi man mano. Rischiamo di perdere l’autorevolezza di chi è esperto di quel settore. Oggi ci troviamo di fronte a una situazione bipolare: da un lato un elitarismo molto avanzato, e dall’altra l’assenza delle élite nella diffusione di informazioni che non hanno competenze reali alle spalle». Altro momento di approfondimento sarà dedicato alla storia, tematica che riscuote molto successo fra pubblici diversi ma che presenta al suo interno molteplici complessità: «L’impressione è che si parli di storia a chi la storia la conosce già. I ragazzi di oggi sanno che cos’è una fake news ma non sanno che cosa è stato il 25 aprile in Italia. Per questo abbiamo sentito l’esigenza di indagare anche questo ambito» conclude Marco Bracconi.

Si parlerà anche di musica: particolare attenzione sarà riservata a Gioachino Rossini, con le celebrazioni del cento cinquantenario di morte del grande compositore nato a Pesaro. «Non ci occuperemo solo di musica classica ma anche di musica pop» continua Lella Mazzoli. Grande novità di quest’anno sarà il Festival Off, un contenitore parallelo con laboratori, incontri, cene e workshop che permetteranno di ampliare i dibattiti del Festival in un contesto nuovo e ancora più aperto alla discussione.

Anche la mattina, nello spazio della Regione Marche, si è parlato della sesta edizione del Festival con l’incontro dedicato a Raffaello, Rossini e Vitruvio: tre personalità, tre racconti, tre città. Il racconto dei tre grandi personaggi, ambasciatori nel comunicare le Marche attraverso le loro storie e opere, ha permesso di percorrere un viaggio nelle tre città che ospitano il Festival, a conferma della profonda collaborazione e sinergia del territorio. Apertura a Urbino, il 25 ottobre, nel Salone del Trono di Palazzo Ducale; seconda giornata di lavori a Fano, al Teatro della Fortuna e nella Sala Verdi; terza e quarta giornata a Pesaro, al Teatro Rossini e alla Biblioteca San Giovanni. «I nostri riferimenti saranno Raffaello per Urbino, Vitruvio per Fano, Rossini per Pesaro. Il Festival partirà da loro per riflettere sul passaggio dalla cultura mainstream al web, in particolare dal punto di vista dei linguaggi utilizzati per raccontarla» ha affermato Lella Mazzoli.

Queste e tante altre le tematiche che saranno affrontate durante le giornate del Festival: Il linguaggio dei media sui libri, Il linguaggio dei media sulla storia, Il linguaggio dei media sulla musica. Dalla classica al pop, Il linguaggio dei media sull’arte, Il linguaggio dei media sul cinema, Il linguaggio dei media sull’architettura e sul patrimonio, Il linguaggio del patrimonio culturale, Verso nuove narrazioni delle forme d’arte. Tanti gli incontri in programma a cui prenderanno parte giornalisti, accademici, esperti del settore culturale: saranno riproposti i format di successo della passata edizione, tra cui La narrazione, Il dialogo, La piazza, a cui si aggiunge uno spazio dedicato all’approfondimento, Il focus. Un programma intenso che cercherà, come dalla prima edizione, di coinvolgere non solo gli addetti ai lavori ma sempre più interlocutori, con una attenzione particolare ai giovani. Importante la collaborazione consolidata con la Rete delle Scuole della Provincia di Pesaro e Urbino nell’organizzazione di alcuni eventi dedicati agli studenti delle scuole della Provincia. Immancabile la Sfida all’ultima pagina, momento che è entrato a far parte, a pieno titolo della tradizione del Festival e che coinvolge i ragazzi in una competizione letteraria: «Quella che potrebbe essere soltanto una lettura diventa un patrimonio collettivo. Il meccanismo di Sfida all’ultima pagina produce una forma di aggregazione che segna l’esperienza intellettuale e culturale dei ragazzi» afferma Piero Dorfles. Confermati anche i Concorsi del festival: uno dedicato agli studenti delle scuole di secondo grado della Regione Marche, l’altro dedicato ai giornalisti under 35 anni.

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