Biblioteche partecipazione culturale PugliaLe biblioteche sono una rete di servizi culturali matura, con una diffusione capillare, anche in centri piccoli e piccolissimi, e soprattutto con una dinamica sistemica altamente strutturata, fatta di procedure, attività, standard e protocolli condivisi, per la catalogazione, il prestito interbibliotecario e il reperimento delle opere. L’Anagrafe delle biblioteche italiane, realizzata e gestita dall’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane (Iccu), è la base della rete, e registra biblioteche di diverse tipologie: statali, comunali, universitarie, scolastiche, di enti ecclesiastici, di accademie e fondazioni, ma anche private. Alla fine del 2016, in Italia sono operanti 13.925 biblioteche, pubbliche per oltre l’81 per cento. Sono i dati contenuti nel Rapporto Annuale dell’Istat presentato alla Camera.

LA DISTRIBUZIONE REGIONALE

Per numero di strutture, la Lombardia, con circa 2.200 biblioteche, rappresenta quasi il 16 per cento dell’offerta, seguita a distanza dal Lazio (il 9,4 per cento), dall’Emilia-Romagna (l’8,0 per cento) e dalla Campania (il 7,6 per cento). Se però il numero si considera in rapporto alla popolazione, il valore più alto, 42 biblioteche ogni centomila abitanti, si trova in Valle d’Aosta. In Trentino-Alto Adige, Sardegna e Molise si superano le 37 unità per centomila residenti. Fra le altre regioni più popolate, quelle meno servite di biblioteche sono la Puglia (16 per centomila abitanti), la Campania (18,1) e la Sicilia (18,4; Figura 5.34). Rispetto alla media nazionale (23 per centomila abitanti), al Nord presentano valori più bassi Veneto e Lombardia.

I SERVIZI

I servizi bibliotecari di base (consultazione e lettura in sede, visione e ascolto di documenti, prestito, attività culturali e di promozione della lettura) sono offerti gratuitamente. In alcuni casi, dietro pagamento di una modesta quota di abbonamento annuale (bibliocard), gli utenti accedono a prestazioni aggiuntive, come consulenza e informazione, prestito interbibliotecario, accesso a internet e risorse multimediali, visite guidate, servizi di riproduzione, servizi per bambini e ragazzi, corsi e laboratori.

Le biblioteche sono presidi culturali. Tra i servizi offerti alla comunità ci sono anche i corsi di italiano per stranieri, l’assistenza alla redazione del curriculum per le persone in cerca di occupazione, l’assistenza a scolari e studenti per i compiti a casa, attività culturali per degenti in ospedale e per detenuti.

Il Servizio bibliotecario nazionale (Sbn) è una rete più strutturata, di circa 6.300 unità, incentrata sul Catalogo del Servizio bibliotecario nazionale. La rete del Sbn è costituita da biblioteche statali, di enti locali, universitarie, scolastiche, di accademie e istituzioni pubbliche e private operanti in diversi settori disciplinari. Le biblioteche che partecipano al Sbn sono raggruppate in 102 poli locali, costituiti da un insieme più o meno numeroso di biblioteche che gestiscono tutti i loro servizi con procedure automatizzate.

CHI VA IN BIBLIOTECA?

La domanda da parte dei cittadini dei servizi resi dalla rete delle biblioteche, oltre a riflettere direttamente la consistenza e la distribuzione dell’offerta, ha anche, più di ogni altra risorsa culturale in Italia, caratteristiche proprie, che si manifestano in particolare nell’intensità dell’uso. Chi va in biblioteca vi torna più volte nel corso dell’anno. Il 15,1 per cento degli italiani è stato in biblioteca almeno una volta in 12 mesi. Di questi frequentatori, un terzo sono tornati fino a 5 volte all’anno e un terzo più di 10. In Trentino-Alto Adige il 35,3 per cento dei residenti frequenta le biblioteche almeno una volta l’anno; in Friuli-Venezia Giulia il 22 per cento e in Sardegna il 18. In tutte le regioni del Sud la frequentazione delle biblioteche si ferma sotto al 9 per cento dei cittadini, con la quota minima di 6,6 per cento in Campania. Diversamente da altre forme di partecipazione culturale, che tendono a raggiungere percentuali più alte nelle aree metropolitane e nei centri urbani di grandi dimensioni, le biblioteche toccano la punta di partecipazione più alta (16 per cento) proprio nei centri tra duemila e diecimila abitanti, e mantengono un livello elevato, 14 per cento, negli insediamenti con meno di duemila abitanti, dove, peraltro, il 46 per cento degli utilizzatori dichiara di andare in biblioteca per svago, nel tempo libero.

I RAGAZZI

I servizi bibliotecari italiani sono utilizzati in misura prevalente da bambini, adolescenti e giovani. La percentuale più alta di partecipazione (42 per cento) si raggiunge nella fascia di età che corrisponde alle scuole medie, e si mantiene ben al di sopra del 30 per cento fino ai 24 anni (più della metà delle persone tra i 20 e i 24 anni di età che frequentano le biblioteche ci ritornano più di dieci volte l’anno). Come per altre attività e forme di offerta culturale, la partecipazione e l’uso sono rinforzate dall’azione congiunta di altre reti di riferimento: quando infatti viene a mancare il sostegno della scuola o dell’università, come accade nelle fasce di età successive, la quota di frequentatori si contrae sensibilmente al crescere dell’età.

GLI ADULTI

Tra coloro che hanno più di 25 anni, la percentuale degli utilizzatori delle biblioteche è il 10 per cento a livello nazionale, con ampie differenze associate al titolo di studio. Il 2 per cento delle persone con la sola licenza elementare e il 6 per cento di quelle con la licenza media come titolo di studio più elevato si servono di queste strutture, mentre i diplomati sono il 13 per cento e i laureati il 26. Tra gli studenti, i frequentatori di biblioteche sono il 45 per cento. Di essi, il 30 per cento è tornato fino a cinque volte all’anno, e il 44 per cento più di dieci. Casalinghe e ritirati dal lavoro rappresentano invece il “non pubblico” di questo servizio culturale: dichiarano di esserci stati almeno una volta l’anno, rispettivamente, il 6 e il 7 per cento.

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