ArchitetturaVisite ai cantieri per far comprendere la genesi di un progetto; studi professionali che si trasferiscono nelle strade e nelle piazze delle città per confrontarsi con la comunità dei cittadini o che si trasformano in atelier di pittura o laboratori d’arte e di progettazione; concorsi fotografici e proiezione di video e di documentari; esposizioni di libri rari e prime edizioni di scritti sull’architettura e sull’arte di costruire. Ed ancora: conferenze in piazze, in palazzi storici ed in angoli suggestivi di grandi città e di piccoli centri, performance musicali e dibattiti, ma anche musica, divertimento ed allegria.

Sono oltre 700 – in 91 province – gli eventi di “Open Studi Aperti”, l’iniziativa del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in programma domani e dopodomani, in contemporanea e in tutto il Paese, per diffondere la cultura architettonica e rinnovare la sensibilità nei confronti dell’ambiente, del paesaggio e dei territori.

Anche in questa seconda edizione obiettivo di “Open Studi Aperti”, la più grande manifestazione italiana di architettura diffusa sul territorio, è quello di avvicinare i cittadini agli architetti per condividere la funzione civile e culturale che è propria di ogni trasformazione dello spazio e del territorio e per ribadire la responsabilità, l’importanza della figura dell’architetto ed il suo ruolo di protagonista in queste trasformazioni.

Dopo “Open Studi Aperti” un altro importante appuntamento attende gli architetti italiani. Si terrà, infatti, a Roma dal 5 al 7 luglio prossimi – presso l’Auditorium Parco della Musica – l’VIII Congresso Nazionale che, a dieci anni dall’ultimo tenutosi a Palermo, intende offrire un significativo contributo al dibattito sul futuro dell’abitare, delle città e dei territori, proponendo un nuovo paradigma della qualità della vita urbana, ripensandone, alla radice, il modello.

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