Bene l’approvazione da parte della Soprintendenza regionale del vincolo indiretto su tutto il paesaggio che circonda il Castello del Catajo, in provincia di Padova, nell’area dei Colli Euganei. Una decisione che mette fine al progetto di costruzione di un centro commerciale a ridosso del castello ma che allo stesso tempo deve essere un inizio per risolvere i diversi problemi dell’area. Lo ha detto ad AgCult il senatore padovano Giovanni Endrizzi (M5S), tra i primi a presentare negli scorsi mesi un’interrogazione indirizzata al Mibact per “attivare gli opportuni atti volti a vigilare, verificare e impedire ogni deterioramento eventualmente causato” dalla realizzazione di un centro commerciale di fronte al Castello del Catajo, “nonché a tutelare il bene paesaggistico, artistico e ambientale dell’area dei Colli Euganei”.

“La scelta della Soprintendenza – spiega – è stata opportuna perché, a parte i proponenti, tutti erano contrari al progetto dal momento che era anti economico per il territorio, dannoso sul piano ambientale, incostituzionale nel momento in cui andava a ledere un patrimonio nazionale e internazionale come il Castello del Catajo, che è una villa veneta unica nel suo genere così come un’altra villa veneta adiacente, che sono la porta d’ingresso del Parco regionale dei Colli Euganei e di un distretto termale turistico molto importante”.

“INDIVIDUAI SUBITO LA POSSIBILITÀ DI ESTENDERE IL VINCOLO DI TUTELA INDIRETTA”

“Dai negozianti agli albergatori – aggiunge – erano assolutamente tutti contrari a questa operazione. Sono molto soddisfatto del decreto adottato perché tra le varie opzioni – estendere i limiti del parco o impugnare sul piano amministrativo l’iter per come si era svolto – io individuai subito la possibilità di estendere il vincolo di tutela indiretta come chiave di volta della soluzione e dopo l’interrogazione ho trovato immediatamente attenzione da parte del ministro; sono andato a parlare anche con il soprintendente, che si era già mosso motu proprio, e dunque sono molto soddisfatto da questo punto di vista. Ancora non siamo di fronte a una soluzione definitiva perché il provvedimento potrebbe essere impugnato, ma è stato costruito in maniera solida, ben argomentato, su principi evidenti e ineludibili, quindi sono fiducioso che si siamo arrivati a un punto di sicurezza. Manca quindi dal punto di vista formale di attendere l’esito di un’eventuale azione della società preponente”.

SOLLEVAZIONE UNANIME DA PARTE DEL TERRITORIO

Il senatore pentastellato evidenzia quindi la grande convergenza parlamentare riscontrata in questa occasione. “Era veramente un obbrobrio agli occhi di tutti, ed è strano che sia stato portato avanti in quel modo. Per noi non andava stipulato un accordo di programma né agevolata la pretesa della società di vantare diritti acquisiti. Direi che la convergenza politica su questo tema ha trovato una sollevazione unanime da parte del territorio, anche i comuni limitrofi erano contrari”.

QUESTO SIA UN INIZIO PER RISOLVERE I MOLTI PROBLEMI DELL’AREA

Endrizzi si è detto quindi “fiducioso che si possa mettere la parola fine, anzi la parola inizio, a questa vicenda: perché su quell’area ci sono ancora molti problemi. C’è il Parco regionale dei Colli Euganei che non viene gestito in maniera adeguata, c’è un problema con la fauna selvatica che viene gestito in maniera inaccettabile, ci sono mire di andare a mettere a rischio uno dei pochi territori ancora molto conservati, con siti frequentati da turisti anche stranieri. Un patrimonio che non può essere messo a rischio”.

UNA PROTESTA CHE HA COINVOLTO TUTTO L’ARCO PARLAMENTARE

Negli scorsi mesi sono stati tanti gli esponenti di tutte le forze politiche scesi in campo con interrogazioni e interpellanze per bloccare la costruzione del centro commerciale. Tra le più attive la deputata Giulia Narduolo (Pd) che, ultima in ordine di tempo, a ottobre ha presentato un’interpellanza per “tutelare l’integrità paesaggistica ed ambientale del territorio interessato dal progettato nuovo centro commerciale nel comune di Due Carrare e assumere iniziative finalizzate a non concedere, per quanto di competenza, le autorizzazioni e gli assensi necessari alla sua costruzione”. Un’interpellanza a cui ha risposto il 20 ottobre il sottosegretario di Stato per l’Interno, Giampiero Bocci, che ha rassicurato tutti spiegando che “secondo la soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso, tale possibilità edificatoria parrebbe incidere sui valori del paesaggio, depauperandone la peculiarità culturale e la possibilità di espansione turistica rese proprio dalla bellezza dei Colli citati e dai territori confinanti”.

Ma appelli ai ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali sono arrivati, per esempio, anche da Giovanni Paglia di Sinistra Italiana (“Questo progetto è uno dei tanti che incombe su un territorio tra i più cementificati d’Italia”), oltre che dallo stesso Endrizzi.

I COLLI EUGANEI

Le campagne attorno ai Colli Euganei rappresentano una delle zone paesaggisticamente più intatte dell’intero Veneto, su cui insistono tra l’altro borghi antichi di grandissimo pregio storico e artistico quali Monselice, Este, Arquà, nonché importanti stazioni termali come Battaglia Terme, Abano, Montegrotto, Galzignano. Il territorio mostra evidenti necessità di tutela e di conservazione, tanto che nel 1971 venne emanata la legge n. 1097 (“Norme per la tutela delle bellezze naturali ed ambientali e per le attività estrattive nel territorio dei Colli Euganei”), da molti indicata come la prima vera legge di salvaguardia ambientale mai promulgata in Italia, se pur riferita alla limitazione dell’attività estrattiva.

A riprova del grande valore ambientale dell’area, nel 1989 fu istituito il parco regionale dei Colli Euganei, il primo, e tuttora il più grande, di tutto il Veneto, con una superficie di un terzo più ampia rispetto a quella del parco del delta del Po o del parco delle Dolomiti d’Ampezzo, in cui abbondano antichi manieri, ville, castelli e luoghi di culto dove grandi artisti lasciarono le loro opere, vigneti, roseti, boschi, laghi e fiumi che offrono riparo a una fauna fortemente diversificata.

Il contesto è ulteriormente arricchito dalla presenza del castello del Catajo, a Battaglia Terme (Padova), sontuosa dimora fatta edificare dalla potente famiglia degli Obizzi, costruita a partire dal XVI secolo e considerata sia come un preziosissimo bene culturale, storico e artistico, sia come centro propulsore del territorio in una zona che ha grandi potenzialità paesaggistiche.

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