Polignano a Mare Puglia turismoL’Italia non può non avere un Ministero del Turismo. Il settore ha bisogno di centralità di governance e di competenza, con una vision e una mission coerenti ai grandi obiettivi di crescita che il nostro Paese può raggiungere. È l’incipit del programma di governo sottoscritto da Lega e Movimento 5 Stelle (16 maggio, ore 19) relativo al settore del turismo. Una indicazione chiara che però sarà attuata secondo tappe prestabilite: un’iniziale “scorporazione delle competenze turistiche fuori dal MiBACT” per ricollocarle in capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sotto forma di Dipartimento; successivamente, attraverso passaggi legislativi graduali e oculati rispetto alle Competenze Regionali, “si potrebbe creare il Ministero con Portafoglio dedicato al turismo”. Nel frattempo l’impegno del governo sarà quello di concentrarsi sulla “riorganizzazione delle risorse finanziarie dedicate al turismo (attraverso tutti gli interventi elencati di seguito)”. Molti di questi contenuti erano stati anticipati ad AgCult dal capogruppo della Lega al Senato Gian Marco Centinaio qualche giorno prima della pubblicazione del documento.

OBIETTIVO: IL MINISTERO DEL TURISMO

L’Italia è una nazione a vocazione turistica grazie al patrimonio storico, culturale, paesaggistico e naturale e ad eccellenze quali, ad esempio, l’enogastronomia, la moda, il design, unici al mondo. Il Turismo vale attualmente il 12% del PIL e il 14% dell’occupazione. Può valere molto di più e diventare uno dei settori cardine per l’attivazione del volano della nostra economia. Un Paese come l’Italia non può non avere un Ministero del Turismo, che non può essere solo una direzione di un altro Ministero (il turismo culturale è solo uno dei “turismi”) ma ha bisogno di centralità di governance e di competenza, con una vision e una mission coerenti ai grandi obiettivi di crescita che il nostro Paese può raggiungere.

Il Ministero dovrà raggiungere obiettivi importanti attraverso la creazione di un circolo virtuoso pubblico-privato e una maggiore efficacia nei rapporti con le Regioni; il tutto in pieno coordinamento tra gli operatori turistici, le varie Associazioni e le Istituzioni e gli altri Ministeri di materie “collegate” al Turismo, come ad esempio i Trasporti, le Infrastrutture, l’Agricoltura, lo Sviluppo Economico, le Telecomunicazioni, la Cultura, ecc. La nuova struttura ministeriale non dovrà avere un impatto economico negativo per le casse statali, pertanto verranno individuati due passaggi formali fondamentali che si svolgeranno nel tempo della legislatura.

Si partirà con un’iniziale scorporazione delle competenze turistiche fuori dal MiBACT per ricollocarle in capo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sotto forma di Dipartimento. Successivamente, attraverso passaggi legislativi graduali e oculati rispetto alle Competenze Regionali, ma soprattutto con un lavoro costante sulla riorganizzazione delle risorse finanziarie dedicate al turismo (attraverso tutti gli interventi elencati di seguito) si potrebbe creare il Ministero con Portafoglio dedicato al turismo. La riorganizzazione di ENIT sarà cruciale per attivare un volano importante per la promozione dell’Italia all’estero, secondo obiettivi definiti e una trasparente misurazione dei risultati.

LA WEB TAX TURISTICA

Per l’importante obiettivo del recupero della competitività delle imprese nazionali nel turismo è essenziale introdurre degli interventi importanti in ambito di fiscalità, combattere l’abusivismo a tutti i livelli e in tutti i comparti e recuperare maggiori tutele in Europa. In particolare, si punta all’introduzione della “Web Tax turistica” per contrastare la concorrenza sleale delle OLTA (OnLine Travel Agency) straniere che creano danni enormi agli operatori del settore turistico e alle casse dello Stato, andando oltre i controlli a campione che sono costosi ed inefficienti e le sanzioni che sono tardive, lievi e spesso inesigibili.

ABOLIZIONE TASSA DI SOGGIORNO E DECONTRIBUZIONE

In considerazione del rifinanziamento delle risorse a favore degli enti locali prevediamo di abolire la tassa di soggiorno. Un settore che genera il 14% di occupazione diretta ed indiretta solo nel nostro Paese e che nel mondo vale 1 lavoro su 10, è un settore chiave dello sviluppo economico, sociale e culturale. Nel turismo in Italia c’è una formazione specifica, ma troppo spesso non è sufficiente e soprattutto adatta a preparare adeguatamente i giovani al lavoro reale del settore. Gli interventi da realizzare devono essere di ampio spettro e non solo finalizzati alla specializzazione. Il turismo inoltre è uno dei settori che può dare più lavoro ai giovani e sarà necessario incentivarne l’occupazione anche attraverso interventi di decontribuzione per alcuni anni (minimo 2) alle imprese turistiche che assumono i nostri giovani.

OCCUPAZIONE E FORMAZIONE

Occupazione e formazione sono inoltre strettamente legate e sarà necessario ristrutturarne le basi, partendo, ad esempio, dal riordino della professione di guida turistica (biglietto da visita importantissimo per i turisti) e da una trasformazione degli Istituti Alberghieri Statali verso la forma dei College Specialistici (sul modello svizzero e francese).

L’ENIT HA FALLITO GLI OBIETTIVI

A livello di Strategia nazionale va recuperata una gestione efficiente ed efficace del marketing Paese realizzato attraverso l’Ente di Promozione del turismo che – scrivono Lega e M5S nel contratto di governo – in questi anni ha fallito gli importanti obiettivi di promozione coordinata dell’Italia all’estero, ingoiando risorse pubbliche senza il minimo controllo. Gli interventi che ci si propone in questo ambito passano dunque innanzitutto per una ridefinizione completa del sistema di governance di ENIT e del suo funzionamento finanziario, economico ed operativo.

LA DIGITALIZZAZIONE

L’intervento complessivo in ambito di marketing non può prescindere dagli interventi nell’ambito della digitalizzazione, affinché sia reale e diffusa, non solo con l’estensione del wi-fi sul territorio, ma anche e soprattutto con l’implementazione di pratiche ed iniziative che consentano di governare realmente i flussi del turismo, anche e soprattutto in ottica predittiva. Il turismo nel mondo ormai è prevalentemente digitale: l’offerta e la domanda turistica si muovono a livello globale in contesti trasformati digitalmente ed altamente disintermediati, come accade nei settori manifatturieri tradizionali. L’Italia non può restare fuori da questa trasformazione.

È dunque cruciale governare questo importante ambito sia dal lato dell’offerta (destinazioni, vettori di trasporto, piattaforme e Olta, player social globali, ecc.) che da quello della domanda (ampliamento dell’accesso alle informazioni, monitoraggio ed integrazione delle fonti, gestione dei Big Data, segmentazione, profilazione e definizione dei trend previsionali), attraverso la revisione delle piattaforme digitali esistenti e la realizzazione di una piattaforma nazionale unica dedicata al turismo e al turista non solo come piattaforma di comunicazione e promozione del Paese, ma anche come piattaforma di e-commerce del prodotto turistico culturale (prenotazione alberghi, tour, ristoranti, biglietteria museale e teatrale), al fine di riuscire a fare dell’Italia la nazione alla quale in futuro tutto il mondo guarderà come modello turistico, come accade oggi per altre eccellenze riconosciute universalmente.

IL TURISMO ACCESSIBILE

Al di là dei vari “turismi” e delle specificità di prodotti turistici, la cui definizione ed interesse deve necessariamente scaturire dalla corretta analisi dei trend, ma soprattutto dalle considerazioni del settore privato, una priorità fondamentale è il turismo accessibile, che non deve limitarsi al solo abbattimento delle barriere architettoniche, perché il prodotto turistico deve essere fruibile a tutti i livelli e in maniera inclusiva e sostenibile.

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