Libri ToscanaTutela dei beni librari e un ruolo di coordinamento nelle azioni di promozione e valorizzazione dei beni culturali e del sistema museale. Ma anche difesa del “modello toscano” per quanto riguarda il consumo di suolo e la rigenerazione urbana. Sono questi i principali obiettivi che la Regione Toscana si è posta in ambito culturale e paesaggistico avviando la procedura di richiesta allo Stato centrale dell’“Autonomia differenziata”. Un percorso di maggiore autonomia simile a quello già concluso il 28 febbraio scorso da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna e avviato da altre sei regioni (Umbria, Liguria, Piemonte, Marche, Basilicata e Campania). Nel caso toscano si parla di “regionalismo ben temperato” e non fughe in avanti autonomistiche, come ha chiarito il presidente Enrico Rossi.

LE MATERIE

La Costituzione italiana, all’articolo 116, stabilisce che “ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” su materie ben definite “possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali”. Tra le materie concorrenti (e alcune di esclusiva competenza dello Stato) oggetto di un possibile “accordo” rientrano il governo del territorio, la valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali e la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

LE RICHIESTE DELLA TOSCANA

Consumo di suolo e rigenerazione urbana – Per quanto riguarda il governo del territorio la Regione Toscana propone che, in ragione dell’approvazione del Piano Paesaggistico Regionale spetti alla Regione Toscana l’adozione della disciplina e delle conseguenti attività amministrative attuative su consumo di suolo e rigenerazione urbana e in materia di tutela e valorizzazione dell’ambiente e dell’ecosistema. In sostanza, non si applicheranno nel territorio della regione Toscana le leggi dello Stato che prevedano una minor tutela rispetto a quella garantita dalla disciplina regionale tramite il Piano Paesaggistico Regionale.

Tutela di beni librari – La prima richiesta di particolari condizioni di autonomia in ambito propriamente culturale si riferisce alla tutela dei beni librari (manoscritti, autografi, carteggi, incunaboli, raccolte librarie, stampe, libri e incisioni, etc..), al fine di ricomporre e rafforzare la filiera di gestione di tali beni culturali, anche mediante un’azione di supporto agli enti locali ed ai titolari dei beni. Nello specifico si tratta di riacquisire alla Regione le competenze di tutela previste dal Codice dei beni culturali (art. 5) limitatamente a manoscritti, autografi, carteggi, incunaboli, raccolte librarie, nonché libri, stampe e incisioni, non appartenenti allo Stato, prevedendo però la preventiva comunicazione allo Stato dei provvedimenti di tutela che la Regione intende adottare, al fine di consentire l’eventuale dichiarazione, con provvedimento ministeriale, di interesse culturale statale del bene (con richiamo in tal caso dei compiti di tutela alla competenza statale).

Promozione per la valorizzazione dei beni culturali e deI sistema museale – La seconda richiesta riguarda l’opportunità di realizzare sul territorio regionale eventi qualificanti del sistema museale e dei beni culturali in stretto collegamento tra regione, stato e suoi enti e agenzie culturali e comuni, con la regione come soggetto coordinatore. Nel dettaglio, si pone il tema della programmazione coordinata con lo Stato di eventi di promozione dell’intero sistema museale toscano in un’ottica di valorizzazione dei beni culturali e del territorio. Al riguardo, si richiede una maggiore autonomia nelle azioni di promozione, e in particolare di prevedere il coordinamento regionale per la gestione di eventi di valorizzazione dei beni culturali da programmare nell’ambito di un organismo misto Stato-Regione.

ITER E PROCEDURE

L’iter di questo negoziato tra Stato centrale e Regioni è regolato sempre dalla Costituzione all’articolo 116 e dalla Legge di Stabilità 2014. Il primo passo sarà la discussione in Consiglio regionale dell’iniziativa presentata in Giunta. Successivamente la Toscana dovrà acquisire il parere degli Enti locali (mediante il Consiglio delle autonomie locali) che dovrà precedere l’iniziativa regionale verso lo Stato così da poter essere allegato ad essa. Il Governo ha tempo 60 giorni per avviare il negoziato. Poi, una volta stipulata l’intesa con lo Stato (della durata di dieci anni), l’Esecutivo dovrà presentare il disegno di legge in Parlamento, che entrerà in vigore solo se approvato dalla maggioranza assoluta delle due Camere. La legge dovrà anche definire “forme e condizioni particolari di autonomia a una o più regioni”, provvedendo “altresì all’assegnazione delle necessarie risorse finanziarie”.

L’approvazione da parte delle Camere dell’Intesa che sarà sottoscritta tra Governo e Regione, avverrà in conformità al procedimento per l’approvazione delle intese tra lo Stato e le confessioni religiose. Pertanto le Camere potranno approvare o respingere l’Intesa ma non emendarla.

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