Ricc Silvia Costa EuropaE’ necessario sensibilizzare e responsabilizzare i cittadini, i territori e le comunità nei confronti del patrimonio culturale: una grande risorsa di sviluppo sostenibile che deve essere non solo difesa, ma anche incrementata nel nuovo Quadro finanziario pluriennale, soprattutto nell’ambito delle politiche di coesione. “Avere più cultura nelle politiche di sviluppo regionale è un impegno chiaro e forte da parte nostra”. Lo ha sottolineato l’eurodeputata del Partito democratico, Silvia Costa, nel corso del suo intervento a Bruxelles in occasione della conferenza della “Regional Initiative for Culture and Creativity” (RICC), Rete informale composta prevalentemente da regioni, impegnata sui temi della cultura e delle industrie culturali creative. La cultura, spiega, è un “motore di crescita territoriale che può essere fortemente sviluppato attraverso un uso saggio delle opportunità europee. Oggi sappiamo che le Regioni dell’Unione Europea che hanno posto la cultura al centro della loro strategia per la crescita, la competitività e l’inclusione sono più di 70, seguendo lo spirito della Convenzione di Faro che ha meritoriamente già ispirato le vostre iniziative negli ultimi 4 anni”.

ORIZZONTE NON PUÒ CONCLUDERSI A MEZZANOTTE DEL 31 DICEMBRE 2018

Obiettivo della conferenza di Bruxelles, ha spiegato la Costa, è stato di “condividere le migliori pratiche già consolidate nei vostri territori e basate sulle vostre esperienze di promozione della cultura e di valorizzazione del patrimonio non appena sarà terminato l’Anno europeo del patrimonio culturale, proclamato dall’Ue nel 2018. Indipendentemente dalla diversa struttura istituzionale e dalla ripartizione delle competenze tra il livello nazionale e quello regionale, che variano da un paese all’altro dell’Europa, voi Regioni siete infatti in prima linea nell’attuazione della sussidiarietà nei rapporti con i cittadini, con le amministrazioni locali, con gli attori culturali e con le organizzazioni della società civile”. L’orizzonte, aggiunge, “giustamente non può e non deve concludersi a mezzanotte del 31 dicembre 2018. Non sarebbe questo lo spirito con cui è stato concepito l’Anno europeo. Al contrario, è un chiaro punto di partenza”.

LA CULTURA È IL QUARTO PILASTRO DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE

“Oggi questa consapevolezza è condivisa e solida: è un risultato recente che abbiamo raggiunto tutti insieme e che deve essere difeso nel prossimo ciclo di programmazione settennale 2021/2027. L’integrazione dell’approccio alla cultura è un’importante eredità dell’Anno europeo e dobbiamo continuare a concentrarci su di essa, a partire dalle sue dimensioni sociali, regionali e di coesione. Oggi siamo tutti d’accordo sul fatto che la cultura è il quarto pilastro dello sviluppo sostenibile. In qualità di rappresentanti delle Regioni e del Parlamento europeo, abbiamo entrambi svolto un ruolo centrale in questo processo: voi come Regioni avete posto il patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale al centro dei processi locali di innovazione, valorizzazione delle competenze territoriali, turismo sostenibile, mentre noi come Parlamento europeo abbiamo introdotto, attraverso un emendamento, la parola ‘cultura’ nell’Obiettivo 4 del Quadro Strategico Comune della Politica di Coesione, originariamente riferito solo alla sostenibilità ambientale. In questo modo abbiamo reso possibile l’utilizzo dei fondi europei per le politiche di sviluppo territoriale anche per la cultura”.

A GIUGNO RIUNIONE CON LA COMMISSARIA CRETU

A giugno a Strasburgo, ha quindi annunciato la Costa, “avrò un riunione con la commissaria Corina Cretu, Commissaria europea per la politica regionale della Commissione Juncker. L’ho appena incontrata a Roma e posso dirvi che è entusiasta del Grande Progetto Pompei che, grazie ai fondi di coesione, sta sviluppando un piano di straordinario potenziale di attrazione turistica. Già nell’attuale periodo di programmazione, come sapete, siamo riusciti ad aumentare il massimale per gli interventi strutturali per quanto riguarda il patrimonio culturale, che era stato fissato a 5 milioni di euro, insufficiente a fare la differenza”.

Chiedendo una maggiore centralità della cultura nella coesione e nella dimensione regionale dell’Ue “abbiamo trovato altri alleati, in particolare il Comitato delle regioni e il Cede (European Economic and Social Committee) (il neoeletto Presidente e il mio amico Luca Jahier insiste su la cultura come strumento di sviluppo sostenibile e di rinascita dell’Ue). Entrambi i Comitati hanno esteso la loro attenzione classica all’istruzione e alla formazione al più ampio perimetro della cultura in tutti i suoi aspetti: imprese culturali e creative, produzione artistica, restauro, turismo sostenibile, itinerari culturali”. Sempre nella governance, “non meno importante è il tavolo degli stakeholders della cultura, e saluto Europa Nostra che tanto si sta impegnando per il successo di Anno europeo. Dal Consiglio d’Europa ai musei d’impresa, dallo spettacolo agli architetti, dagli editori ai musicisti, tutti sono chiamati a portare l’esperienza che viene dal fare. Perché di cultura si vive: numeri economici importanti ma anche competenze preziose, che rendono l’Europa così speciale e attraente in tutto il mondo, e soprattutto colore, senso, relazione, piacere di vivere in luoghi resi unici dalla storia passata, ma anche dalla nostra storia, un oggi dove il motto “uniti nella diversità” rivela tutta la sua forza”.

COS’È LA REGIONAL INITIATIVE FOR CULTURE AND CREATIVITY (RICC)

La Regional Initiative for Culture and Creativity (RICC), Rete informale composta prevalentemente da regioni, impegnata sui temi della cultura e delle industrie culturali creative, è promossa da alcuni Uffici regionali di Bruxelles che lavorano in stretta sinergia con gli esperti dei rispettivi territori, mettendo a disposizione dei governi regionali uno strumento per dialogare più direttamente con le Istituzioni europee, promuovendo la dimensione regionale nell’ambito delle politiche Ue focalizzate sulla cultura.

Tramite tale rete si punta anche a promuovere una maggiore partecipazione ai programmi europei. La Rete nasce per capitalizzare i risultati della conferenza internazionale “Creativity and Innovation as Motors for Economic Growth – The role of culture and territories”, organizzata nel quadro delle iniziative della presidenza italiana del Consiglio dell´Unione e a cui lei partecipò. La Rete viene utilizzata anche per favorire il dialogo tra diversi progetti INTERREG Europe che vedono la partecipazione di membri RICC.

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