plastico AmatriceNella ricostruzione di Amatrice saranno rispettati gli edifici storici di pregio e i beni culturali che rappresentano i simboli identitari della storia della comunità, verrà salvaguardata l’identità architettonica del paese. Il piccolo borgo raso al suolo dal terremoto del 24 agosto 2016 è pronto a rinascere dalle sue macerie e per farlo comincia a compiere i primi passi verso la ricostruzione delle sue strade e dei suoi edifici. A Roma è stato presentato il modello tridimensionale che riproduce fedelmente il Borgo ai primi decenni del Novecento, un primo quadro conoscitivo per l’avviamento della fase di progettazione urbanistica e della raccolta di proposte e contributi.

IL PLASTICO

Realizzato per iniziativa del Comune di Amatrice grazie alla Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Onlus e costruito dallo Studio di Architettura “Officina Materia e Forma” dell’Arch. Marco Travaglini, sulla base degli studi effettuati dal Prof. Alessandro Viscogliosi del Dipartimento Storia, Disegno, Restauro e Architettura della Sapienza Università di Roma, il Plastico riproduce fedelmente sin nei dettagli l’antico Borgo di Amatrice come si presentava nella prima metà del Novecento.

Il Progetto sarà presentato nel corso della Biennale di Architettura di Venezia con un’installazione sospesa al soffitto del Padiglione del Concilio Europeo dell’Arte, incentrata sulla Torre Civica, realizzata in scala 1:50, ricostruita fedelmente dall’architetto Travaglini sasso per sasso, secondo il disegno originario, con la tecnica dell’incisione laser e acquarellata a mano, mentre il Plastico dell’intero Borgo è realizzato in scala 1:100.

Il Plastico resterà negli studi di “Officina Materia e Forma” finché non sarà pronta la sua “casa” definitiva, in fase di realizzazione nel Parco don Minozzi di Amatrice grazie alla solidarietà di Enrico Brignano e dei tanti che con lui hanno collaborato per regalare alla Città un luogo importante, che sarà il punto di incontro di Istituzioni, cittadini e comunità scientifica.

Alessandro Viscogliosi ha riferito nel corso della presentazione ai presenti alcuni dettagli dello studio effettuato sulla storia di Amatrice al fine di realizzare questo progetto e ha presentato quattro architetti, che si sono laureati di recente con una tesi dedicata proprio a questo lavoro. “Ho pensato ai bambini di Amatrice, che rischiano di non ricordarla. Ecco, a loro abbiamo voluto donare la possibilità di conoscerla. Ringrazio Giulio Aniballi, fonte straordinaria per la realizzazione di questo Plastico che racconta la città in tutta la sua armonia di inizio secolo”, ha detto prima di concludere: “Amatrice ha una lunga e importante storia, vogliamo che continui a raccontarla”.

L’Architetto Marco Travaglini, il cui laboratorio “Officina Materia e Forma” è stato teatro della costruzione del Plastico, ha voluto ringraziare l’intera squadra che su questo progetto ha lavorato in questi mesi: “Una squadra – ha spiegato – composta di artigiani, studiosi, tecnici, che si sono ritrovati raccolti intorno ad Amatrice e che oggi la conoscono sicuramente meglio”.

IL SINDACO DI AMATRICE

“Sentivo dire dalle persone, mentre parlavano di Amatrice: ‘Chissà come ce la ricostruiranno. Quel ‘come ce la ricostruiranno’ mi dava un po’ fastidio, come se fosse sicuro che la nostra città sarebbe stata decisa da qualcun altro, e in qualche altro posto. Amatrice oggi è un foglio bianco, bisogna scriverla, e la scriveremo insieme alla popolazione e al mondo scientifico”. Così il Sindaco ff di Amatrice Filippo Palombini nel corso della presentazione del Plastico del Borgo distrutto dal sisma del 24 agosto 2016. “Questo Plastico sarà esposto permanentemente ad Amatrice – ha aggiunto – dove saranno accolti punti di vista e proposte, in una officina-laboratorio in cui si potranno confrontare istituzioni, cittadini e comunità accademica. Faccio un appello allo Stato: conoscete tutti il Progetto Casa Italia dell’arch. Renzo Piano. Il progetto prevede l’Italia del futuro tramite un processo di sostituzione edilizia, attraverso le generazioni, che coinvolge tutti i soggetti interessati. Se il Piano Italia non è una carta vuota o uno slogan, il processo inclusivo che abbiamo proposto per Amatrice e la sua ricostruzione ne sono la prima possibile applicazione”.

LA FONDAZIONE DINO ED ERNESTA SANTARELLI ONLUS

“Le nostre tradizioni e i nostri ricordi sono incastonati insieme ad Amatrice tra i Monti della Laga – ha detto quindi Paola Santarelli, Presidente della Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli Onlus -, abbiamo voluto fissare in questo plastico la Amatrice dei primi del Novecento. Siamo partecipi di questo sentimento di appartenenza. Voglio ringraziare Intesa Sanpaolo per il sostegno che ha voluto dare al progetto. Promuoveremo il Plastico anche fuori Amatrice, pur lasciandolo sempre fisicamente ad Amatrice”, ha detto ancora.

La famiglia Santarelli ha da sempre uno stretto legame con Amatrice e il suo territorio, con i suoi borghi antichi incastonati tra i monti della Laga. La Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli si è impegnata per essere accanto alla popolazione e ha realizzato il libro “Amatrice, storia, arte e cultura”, curato da Alessandro Viscogliosi, pubblicato nel 2016, con l’intento di conservare nel cuore e poter contemplare in futuro la bellezza che ha caratterizzato Amatrice, tra i cento borghi più belli d’Italia.

LA RICOSTRUZIONE

La ricostruzione sarà sicura e rispettosa della storia del rappresenta il borgo com’era alla metà del territorio e garantirà ampia partecipazione della Novecento: da esso partirà il progetto di cittadinanza al processo decisionale. Saranno rispettati gli edifici storici di pregio e i beni culturali che rappresentano i simboli identitari della storia della Comunità, verrà salvaguardata l’identità architettonica. È la sfida di un borgo storico e di grande valenza e storica del Borgo, saranno valorizzati gli elementi che culturale, identità di una comunità estremamente erano stati compromessi dalle edificazioni recenti e gli legata al proprio territorio che ha vissuto sulla sua elementi storici precedenti che dovessero emergere pelle come in 60 secondi sia possibile che la forza della natura cancelli mille anni di storia. È una sfida sul futuro della nostra civiltà.

INTESA SANPAOLO

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha avviato una lunga serie di iniziative per sostenere le aree del centro Italia colpite dal sisma. “Come Banca dei Territori abbiamo sempre cercato di essere vicini alle famiglie e alle imprese di queste zone, ed oggi, con il rinnovato sostegno al senso di responsabilità e alla lungimiranza della Fondazione Santarelli ribadiamo l’impegno a sostenere le esigenze per la ricostruzione e lo sviluppo di questo splendido territorio”, ha spiegato Pierluigi Monceri, responsabile della Direzione regionale Lazio, Sardegna e Sicilia di Intesa Sanpaolo.

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