La Convenzione di Faro, l’Anno europeo del patrimonio culturale e la partecipazione dei cittadini all’attività di valorizzazione del proprio patrimonio: sono solo alcuni dei temi affrontati al Museo Etrusco di Villa Giulia in occasione dell’incontro “Costruire comunità di eredità. Un ‘Faro’ sull’archeologia: storie, persone, musei”. L’evento è stato organizzato dal direttore del Museo, Valentino Nizzo, alla presenza dell’eurodeputata Silvia Costa, di Cristina Loglio, Consigliera responsabile del coordinamento nazionale dell’Anno europeo del patrimonio, di Francesco Pignataro e Simona Sanchirico della Fondazione Dià Cultura, e del sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta. E proprio la presenza del sottosegretario Baretta sottolinea la ritrovata centralità della cultura nell’agenda politica ed economica del Paese. Un risultato che senza dubbio ha beneficiato dell’azione del ministro Dario Franceschini che, insediandosi al Collegio Romano, dichiarò non a caso di “guidare il ministero economico più importante del paese”.

BARETTA: SIAMO PASSATI DAL CONCETTO DI ALIENAZIONE AL CONCETTO DI VALORIZZAZIONE

“E’ fondamentale – ha sottolineato Baretta – che questa idea di rapporto tra cultura ed economia resti un caposaldo dell’approccio che la politica e l’economia devono avere in questo aspetto della vita dei cittadini. Faremo di tutto perché questa impostazione non cambi. Penso che quella di Franceschini sia stata un’affermazione importante perché ha lanciato una sfida e ha comportato una riflessione all’interno dei ministeri. In precedenza c’era per esempio l’idea di alienare parti del patrimonio pubblico per far fronte al debito pubblico, ora invece siamo passati dal concetto di alienazione al concetto di valorizzazione. Pensate alla valorizzazione dei fari o delle caserme grazie alla collaborazione con il ministero della Difesa”.

COSTA: SPERO CHE NON VENGA DISTRUTTO CIÒ CHE È STATO FATTO

“Non so – gli ha fatto eco Silvia Costa – cosa succederà nei prossimi giorni, ma spero che non venga distrutto ciò che è stato fatto”. L’eurodeputata Pd ha quindi ricordato come il tema della cultura in Europa sia stato per anni “marginalizzato”, soprattutto in tempi di crisi economica, tanto che nel programma Juncker non era presente la parola “cultura”. “Ma il successo dell’Anno europeo – ha spiegato –  dimostra che avevamo ragione a insistere sul patrimonio culturale come bene comune”. La Costa ha sottolineato quindi il lavoro portato avanti in questi anni a Bruxelles per “rafforzare i programmi culturali, come Europa creativa, e per dare spinta alle imprese culturali e creative”.

LOGLIO: A FINE ANNO POTREMMO ARRIVARE A 1.500 ADESIONI ALL’ANNO UE DELLA CULTURA

Nel 2014, ha ricordato la Consigliera Loglio, “fu proprio l’insistenza italiana a chiedere di puntare i riflettori europei sul patrimonio culturale, non a caso la Commissione europea ha voluto riconoscere il ruolo dell’Italia inaugurando l’Anno del patrimonio culturale a Milano”. L’Italia, ha quindi aggiunto, “sta rispondendo benissimo all’Anno europeo della cultura: negli ultimi giorni siamo arrivati a 847 iniziative e a fine anno potremmo arrivare a 1.500 adesioni, ben oltre la stima iniziale di 1000. Siamo orgogliosi di questo”. Infine un augurio: “Credo che la voglia emersa in questi anni di essere protagonisti nella cultura non sia una strada che possa essere abbandonata, possiamo solo andare avanti”.

LE PROSSIME INIZIATIVE DEL MUSEO ETRUSCO

Ma l’incontro di sabato è stata anche l’occasione per la visita straordinaria alla “Neviera” della villa di Papa Giulio e per presentare le attività ispirate ai princìpi della Convenzione di Faro, di cui il Museo si è fatto promotore e co-organizzatore:  il ciclo annuale di incontri “Storie di Persone e di Musei”, a cui hanno aderito 42 musei civici del Lazio, dell’Umbria e della Toscana; il programma di eventi di alto profilo culturale e dal carattere scientifico e/o divulgativo e in linea che arricchirà la stagione 2018-2019, proposto da quanti operano nel Terzo Settore, selezionati dal Comitato Scientifico a seguito di un innovativo Avviso pubblico di manifestazione di interesse lanciato dal Museo di Villa Giulia; il programma della manifestazione culturale ideata e organizzata dalla fondazione Dià Cultura, “Romarché. Parla l’Archeologia”, giunta alla nona edizione, che si svolgerà quest’anno proprio a Villa Giulia, dal 24 al 27 maggio.

ROMARCHÈ

L’evento, giunto alla nona edizione con il fine di comunicare l’archeologia a ogni tipo di pubblico per contribuire a rendere le persone più consapevoli delle proprie radici culturali e della propria storia, è stato inserito – così come il progetto “Storie di persone e di musei” – nel calendario dell’anno europeo del patrimonio e ha ottenuto i prestigiosi patrocini culturali del MiBACT, della Regione Lazio, dell’Assessorato alla Crescita Culturale del Comune di Roma, di ICOM – International Council of Museums, dell’Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia e Storia dell’Arte in Roma.

Il programma, inaugurato il 24 maggio dal convegno internazionale dedicato alla museologia “museum.dià III” – che vedrà esperti del settore confrontarsi sul tema delle “reti” e sulle connessioni tra musei, cittadini e territori – prosegue nel fine settimana (26 e 27 maggio) con iniziative volte a sostenere il confronto professionale, scientifico e culturale in ambito archeologico, così come i documentari archeologici, le presentazioni di libri, la rievocazione storica, i laboratori per bambini, le visite guidate. Sullo sfondo una vera e propria festa dell’archeologia con i libri delle case editrici e degli operatori del settore che espongono le proprie novità nello splendido portico a emiciclo del Museo, i rievocatori, i concerti e i videogames sugli Etruschi.

IL MUSEO DI VILLA GIULIA E LA CONVENZIONE DI FARO

Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia ha fra i suoi principali obiettivi quello di incentivare la partecipazione dei cittadini all’attività di valorizzazione del proprio patrimonio. Richiamandosi ai principi espressi nella Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale per la società, nota come Convenzione di Faro (dalla località portoghese dove il 27 ottobre 2005 si è tenuto l’incontro di apertura alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa), il Museo si è fatto interprete delle funzioni attribuite ai Musei autonomi ideando (o partecipando in partnership) diverse iniziative volte a potenziare il ruolo dell’istituto come luogo vitale, inclusivo e capace di promuovere lo sviluppo della cultura creando e promuovendo rapporti e reti territoriali con soggetti pubblici e privati, con particolare riguardo per quelle realtà storiche e archeologiche che sono maggiormente rappresentate dalle collezioni dell’Istituto sin dalla sua fondazione nel 1889.

LE IMMAGINI DELL’INCONTRO

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