Allestimenti, servizi, restauri. Ogni museo che si rispetti deve operare in questi tre settori ed essere così in grado di rivolgersi a nuovi pubblici. Un museo aperto, da vivere e non solo da visitare, racconta infatti un’identità comune, come quella che si “respira” entrando nel Museo Civico di Siena. Siamo all’interno del Palazzo Pubblico della città, costruito in gran parte tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo per ospitare i Nove signori che governavano la Repubblica di Siena. Un edificio storico, sede del Museo Civico che custodisce affreschi famosi in tutto il mondo, capolavori come il ciclo del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti, il Guidoriccio da Fogliano o La Maestà di Simone Martini. Un patrimonio importante che deve essere “sfruttato” al meglio per attirare i visitatori e renderli partecipi di una storia condivisa. Una storia che il Museo Civico di Siena continua a scrivere ancora oggi con progetti e allestimenti in grado di fare scuola in Italia e nel mondo.

Ne è un esempio il nuovo progetto illuminotecnico che, dopo la prima fase dei lavori presentata a dicembre scorso con l’inaugurazione della Sala del Mappamondo, si arricchisce di un altro tassello. Una nuova luce, infatti, “brilla” da oggi anche nella Sala della Pace (o del Buongoverno), nel Vestibolo della Cappella dei Signori e nelle scale di accesso al museo. Il nuovo modo di illuminare è basato sulla ricostruzione percettiva e permette di mettere in risalto dettagli che prima era difficile vedere. Il completamento dell’illuminazione è stato al centro di una serata speciale, il 18 maggio, con la quale il Museo Civico di Siena ha partecipato alla Giornata internazionale dei musei targata ICOM e all’edizione 2018 di “Amico Museo” della Regione Toscana. Ma non solo: la serata è stata anche l’occasione per presentare le nuove linee guida di sviluppo del Museo che vanno dalla manutenzione – ordinaria e straordinaria – alla valorizzazione dei percorsi fino ad arrivare all’allestimento di una caffetteria. Allestimenti, servizi, restauri: tre parole chiave per ripensare il “nuovo” Museo Civico.

FORTE ATTENZIONE AI NUOVI PUBBLICI

Quella del 18 maggio a Siena è stata una “serata doppiamente importante”, dice ad AgCult la vice presidente e assessore alla Cultura della Regione Toscana Monica Barni, perché si inaugura la nuova illuminazione della Sala del Buongoverno, che “sarà in grado di restituire con gentilezza tutta la straordinaria iconografia di questo affresco”, e perché si inserisce “in un’iniziativa che portiamo avanti da vari anni, orgoglio della Regione”. Si tratta di Amico Museo, “una programmazione con aperture straordinarie – spiega Barni – per consentire alla popolazione e ai turisti di poter visitare luoghi che magari non hanno mai visitato”. “Uno degli obiettivi più importanti, fondamentali per il mio assessorato – sottolinea – è quello di dare una forte attenzione ai nuovi pubblici, anche attraverso queste aperture straordinarie”. Il tema scelto da ICOM per la Giornata internazionale dei Musei di quest’anno è proprio “Musei iperconnessi: nuovi approcci, nuovi pubblici” con l’obiettivo di stimolare il confronto di esperienze sui processi partecipativi. Secondo Barni “abbiamo bisogno di rendere i musei sempre più aperti e di far godere la ricchezza che c’è dentro, in particolare ai nostri cittadini”. Il 2018 è anche l’Anno europeo del patrimonio culturale: “C’è una serie di convergenze positive e importanti, che è bello sfruttare con iniziative come queste che ne raddoppiano, anzi triplicano, il valore”.

LA CULTURA A DISPOSIZIONE DI TUTTI

“Oltre alla nuova illuminazione che permette di cogliere, grazie a tecnologie innovative, particolari che prima non erano completamente fruibili, stiamo riorganizzando il Museo Civico per allineare la sua bellezza agli standard di offerta culturale dei più moderni musei d’Europa”, afferma il sindaco di Siena Bruno Valentini. Sarà avviata, inoltre, “una serie di iniziative che permetteranno di godere del Museo anche di sera. Sperimenteremo esposizioni di realtà aumentata per raccontare in particolare la storia del Palazzo Pubblico e della Torre del Mangia”, continua il primo cittadino di Siena ricordando che “l’ingresso al Museo per i nostri cittadini è gratuito perché la cultura non è una cosa che si compra ma deve essere a disposizione della popolazione”. Siena è una città “particolarmente orgogliosa della propria storia – ricorda Valentini -: non a caso la magnificenza del Palazzo Pubblico si deve al fatto che eravamo la capitale di una Repubblica. Per noi ogni turista è un ospite al quale comunicare l’ampia profondità di una storia e di una tradizione così radicate”.

IN MOSTRA I “PEZZI” CHE HANNO FATTO LA STORIA

Il progetto illuminotecnico è stato il grande protagonista della serata, con visite guidate che hanno permesso ai visitatori di godere a pieno degli affreschi e di emozionarsi di fronte a dettagli prima poco visibili. “Questo progetto innovativo non solo ci consente di vedere parti che fino ad ora erano oscure – spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Siena Francesca Vannozzi – ma anche di mettere a punto l’illuminazione ottimale per questi affreschi addirittura con la possibilità di mimare il cambiamento tra giorno e notte. Questo ha portato a un miglioramento incredibile degli ambienti più noti del museo”. Ma il progetto del “nuovo” Museo Civico non finisce qui: “Il nostro programma prevede una campagna importante di restauri già iniziata, e un ripensamento della Quadreria, la parte dove saranno esposte le opere – prosegue Vannozzi -. Ci sarà l’occasione, che aspettavamo da tanto tempo, di esporre l’oggettistica che oggi si trova nei depostivi, e che quindi è poco nota”. Sigilli, monete antiche, busti, arredi sacri: pezzi che “fanno la storia del Palazzo – sottolinea l’assessore – e che abbiamo pensato di inserire nel nuovo Museo Civico, con migliorie straordinarie, quindi, non solo nell’illuminazione, ma anche negli ambienti e nei restauri”.

REALTA’ AUMENTATA PER RACCONTARE LA NOSTRA IDENTITA’

Anche le nuove tecnologie entrano nel Museo Civico di Siena. “Abbiamo in progetto un’installazione con la realtà aumentata per raccontare la storia del Palazzo – racconta Guglielmo Turbanti, alla guida del Museo Civico da cinque anni -: è una storia che ancora stiamo scrivendo e vogliamo raccontarla con la realtà aumentata per offrire ai visitatori un racconto fruibile”. “Quello che ci preme – sottolinea Turbanti – è raggiungere le persone, saper parlare alla gente, anche a chi non si interessa di storia dell’arte. Forse in Italia la tradizione è stata egemonizzata da un approccio accademico a queste materie, che naturalmente ha prodotto dei benefici negli aspetti di protezione e tutela del patrimonio, ma ora la sfida è parlare anche alle persone che non sono ‘attrezzate’, ai ragazzi, alle scuole, alle famiglie”. “Non possiamo rinunciare a un approccio accademico – riflette Turbanti -, la sfida quindi è mantenere un rigore scientifico, ma saper parlare anche a tutti coloro che si avvicinano alle nostre collezioni, alla nostra storia e alla nostra identità”.

AUDIENCE DEVELOPMENT: IL MUSEO CIVICO TRA LE BEST PRACTICE IN UE

Secondo Turbanti “i musei devono mettere in circolo tanti saperi, devono essere pieni di archivisti, di artigiani, di storici dell’arte, fotografi e informatici. Quando questo succede il museo funziona e il complesso di attività che abbiamo presentato attiene a questo tipo di impegno generale”, nel quale si inserisce a pieno proprio il progetto illuminotecnico. “Non si tratta solo di un lavoro di impiantistica – spiega Turbanti -, ma è un elemento essenziale dell’allestimento, ha una valenza scientifica, come ogni altro elemento del percorso museale, e conoscitiva: grazie alla luce scopriamo nuove sfumature. Ma c’è anche un aspetto emozionale registrato nei visitatori: di fronte ai nuovi orizzonti e alle nuove scoperte con la luce, provano un’emozione nuova e diversa nella visione delle opere”. Il progetto ebbe inizio con il programma di valorizzazione del Museo Civico presentato all’interno di Siena Capitale italiana della Cultura 2015 ed è stato premiato nel 2016 con un finanziamento sulla Legge 77/06 per i siti Unesco italiani, così come è stato premiato nel 2017 il progetto di valorizzazione della Quadreria del Museo. Una strategia di progettazione culturale integrata che si candida a essere modello internazionale per una nuova concezione di illuminazione museale, impostata sulla forma percettiva visiva. Non a caso proprio il progetto illuminotecnico del Museo Civico di Siena è stato inserito nel report dell’agenzia Economia Creativa sulle migliori pratiche relative all’audience development nel settore del patrimonio culturale. Sono 12 i progetti selezionati da Economia Creativa, tra cui tre italiani (oltre al Museo Civico di Siena c’è Conversazioni d’arte e la App del Vittoriale): esempi virtuosi di luoghi della cultura che riescono a raggiungere nuovi pubblici, contribuendo a uno sviluppo culturale inclusivo.

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