Trame ItaliaUn’impresa sociale per favorire la crescita e la conoscenza di territori più autentici e meno noti, generare occupazione economicamente sostenibile, promuovere la crescita culturale dei viaggiatori. È questo l’obiettivo del progetto Trame d’Italia presentato martedì 22 maggio al ministero dei Beni Culturali. L’obiettivo è quello di mettere a sistema a livello nazionale, grazie ad un modello scalabile e replicabile, il patrimonio culturale diffuso del nostro paese attraverso la creazione e la vendita di itinerari culturali si vuole favorire la conoscenza e la crescita dei territori italiani autentici e poco conosciuti, generando occupazione e sviluppo sostenibile. Alla luce del fatto che “i territori ‘marginali’ sono quasi il 70% del territorio”, come ha ricordato Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo settore.

L’iniziativa – che vede tra i promotori la Fondazione italiana Accenture, l’associazione Dimore storiche italiane, Confcooperative, il Fai, Fondazione Cariplo, Google, Touring club e Ubi banca – ha come elementi principali quelli esposti nel corso della conferenza stampa da Daniele Rossi, amministratore delegato della neonata società: “Per valorizzare territori con un patrimonio culturale diffuso – ha spiegato – lo strumento privilegiato è quello degli itinerari culturali. Occorre fare rete a livello locale e nazionale. Ed è centrale realizzare un modello scalare: dal punto di vista economico, infatti, è difficile vendere un solo itinerario, per questo l’obiettivo è raggiungere 50 ‘trame’ in 5 anni”.

GLI OBIETTIVI ECONOMICO SOCIALI

Trame d’Italia intende attrarre i viaggiatori di tutto il mondo alla scoperta di percorsi esperienziali vicini alla storia e alla tradizione dei territori meno noti di cui l’Italia è ricchissima. Il tutto attraverso una piattaforma digitale che aggrega e mette a sistema itinerari culturali con un approccio interdisciplinare capace di mostrare la trama di un territorio e le sue connessioni attraverso la storia, l’arte, la cultura, l’attività produttiva, l’artigianato e l’enogastronomia di quel luogo. “Il nostro itinerario ideale – ha aggiunto Daniele Rossi – è fortemente interdisciplinare, stimola ragionamenti, favorisce l’incontro reale con le persone, contiene un’esperienza e rende accessibili luoghi difficilmente accessibili”.

Impatto sociale economico che si aspetta nei primi 5 anni è quello di 300mila visitatori, generando un pil di 50 milioni di euro in 50 territori. Formare 7500 addetti nelle 50 trame. Mettere a punto nuovi modelli di gestione digitale e contribuire alla qualificazione del paesaggio e dell’ospitalità. “Inoltre – ha concluso l’ad – vogliamo generare occupazione: 170 diretti e 300 indiretti. Ai viaggiatori non facciamo vedere delle cose, ma vogliamo aiutarli a pensare, a vivere una crescita culturale”.

La promessa di trame d’Italia al viaggiatore è quella di consentirgli, in un modo semplice è conveniente, l’accesso a storie, persone e beni autentici con modalità divulgative e piacevoli, capaci di coniugare un alto livello di accessibilità intellettuale con il piacere dell’apprendere.

GLI INTERVENTI IN CONFERENZA

Presidente della neonata società è l’architetto Antonia Pasqua Recchia, già segretario generale del Mibact. “Si tratta – ha spiegato Pasqua Recchia – di un’iniziativa totalmente autonoma voluta da persone che credono molto nella capacità del patrimonio di generare valore aggiunto e ricchezza. Al centro c’è l’obiettivo di creare una fruizione turistica sostenibile, quella che oggi chiamiamo turismo lento. Che si rivolge soprattutto a luoghi turistici non tra i più noti”.

Padre del progetto è Diego Visconti, presidente della fondazione italiana Accenture. Lo scopo della fondazione – ha detto Visconti – è quello di trasferire competenze e tecnologie dal mondo profit a quello non profit. “Il mondo del terzo settore – ha spiegato – presenta opportunità di crescita e di sviluppo che possono rappresentare un cambiamento fondamentale per il nostro paese”.

Anche l’Associazione Dimore storiche italiane è tra i fondatori del progetto. “E così non poteva non essere”, ha scherzato il presidente Gaddo della Gherardesca che ha definito la sua associazione “la piccola e media impresa della cultura italiana”. L’Adsi conta 4.500 beni architettonici sparsi per il Paese e che ne rappresentano il territorio, di cui il 70% fuori dai centri urbani. Della Gherardesca ha quindi espresso il suo apprezzamento per l’iniziativa definendo “unica” l’esperienza di vivere nei piccoli luoghi con le proposte di Trame d’Italia.

Intervento fuori programma quello di Francesco Palumbo, direttore generale Turismo del Mibact. Il dg del Collegio Romano, non previsto inizialmente tra i relatori, ha rivolto un saluto definendo il progetto “molto importante e coerente con le scelte strategiche del ministero, cioè quelle di allargare i flussi turistici alle mete meno inflazionate”. Trame d’Italia, ha aggiunto, “può dare un contributo importante anche ad ampliare la presenza media dei turisti”. Ma non solo. Il progetto è “coerente anche con la domanda che viene dai turisti, come sottolineano studi realizzati da Trip Advisor. Avere poi una piattaforma aperta e inclusiva è un ulteriore elemento positivo”. L’idea alla base di questo progetto, ha aggiunto Palumbo, “garantisce un’offerta di qualità che in qualche modo è sfidante anche in termini di competitività internazionale”, un terreno dove, ovviamente, “va assicurato il rispetto della normativa da parte di tutti gli operatori”.

One Comment

  1. Come si può entrare nella rete di Trame d’Italia? Grazie

Rispondi