europa patrimonio culturaleLa dimensione sociale è uno degli aspetti su cui si focalizza la nuova Agenda europea per la cultura, adottata il 22 maggio dalla Commissione europea. Uno degli obiettivi strategici, infatti, è proprio quello di “sfruttare” il potere della cultura e della diversità culturale per favorire la coesione sociale e il benessere. Come? Mettendo a disposizione una vasta gamma di attività culturali e offrendo l’opportunità di partecipazione attiva. Cinque le azioni pensate per la dimensione sociale.

Prima di tutto la Commissione europea proporrà un nuovo schema di mobilità per i professionisti nei settori culturali e creativi nell’ambito del programma Europa creativa (2018-2019). Sosterrà la ricerca sui cross-over culturali per valutare gli impatti in diversi campi, tra cui salute e benessere (2018). Svilupperà azioni specifiche per l’inclusione sociale attraverso Europa Creativa ed Erasmus +, prendendo in considerazione criteri di selezione per incoraggiare le pari opportunità (2019). Avvierà un progetto su “Spazi e città culturali e creativi” in Europa Creativa per promuovere la partecipazione culturale e la rigenerazione sociale e urbana (2018). La Commissione, infine, invita gli Stati membri a impegnarsi a rimuovere gli ostacoli amministrativi e fiscali alla mobilità.

LA CULTURA PER “RIGENERARE” LE COMUNITA’

“La cultura è una forza in grado di ‘rigenerare’ le comunità”, si legge nella nuova agenda europea per la cultura. E a dimostrarlo è “la storia di successo delle Capitali europee della cultura, così come i progetti di infrastrutture culturali finanziati dai fondi europei – si legge ancora nel documento -. L’Anno europeo del patrimonio culturale mette in luce il contributo trasversale del patrimonio alle società e alle economie europee” e inoltre “la partecipazione culturale migliora anche la salute e il benessere” dei cittadini. Permangono però “ostacoli sociali e finanziari alla partecipazione culturale, nonostante gli sforzi delle organizzazioni culturali di adattarsi ai cambiamenti dei modelli di consumo culturale e composizione della popolazione”.

Ecco perché viene proposto “un nuovo approccio con il potenziale culturale come principio guida. Ciò significa mettere a disposizione una vasta gamma di attività culturali di qualità, dare l’opportunità a tutti di partecipare e rafforzare i legami tra cultura e istruzione, affari sociali, politica urbana, ricerca e innovazione”.

Per approfondimenti:

La nuova agenda europea per la cultura

Rispondi